16 ott, 2018

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12/01/2009 - 524° del Dies Natalis di Santa Beata Eustochia

Notizie

La devozione del popolo messinese verso la sua santa concittadina si manifestò in forma plebescitaria, sin dal 20 gennaio 1485, giorno del felice transito della Santa Madre Eustochia, dando inizio ad un pellegrinaggio di amore e di fede al suo Corpo Incorrotto, che si protrasse di anno in anno e di secolo in secolo. Con il popolo il Senato messinese, unitamente alla Corte Straticoziale, si recava in forma ufficiale a venerare la santa Clarissa invocandone la intercessione per il benessere spirituale e materiale della città.

Questa nobile tradizione venne interrotta nel 1678 a causa dei luttuosi avvenimenti che si abbatterono su Messina in seguito alla sua ribellione alla dominazione spagnola. Successivamente, dopo quasi un secolo, e cioè dal 1678 al 1777, la tradizionale partecipazione delle autorità di Messina ai pellegrinaggi popolari venne ripristinata con l’antica magnificenza.

Nell’anno 1777, risultato particolarmente difficile per la città, sia in conseguenza della dissestata economia che per l’insorgere di nuovi moti tellurici, vennero indette pubbliche preghiere presso tutte le Comunità religiose cittadine, fra cui quella del Monastero di Montevergine, per impetrare la Misericordia di Dio. Scrive Gaetano Oliva negli “Annali della città di Messina” che “[…]si distinse con particolare fervore il serafico monastero di Monte Vergine, porgendo continue suppliche innanti al sacro incorrotto deposito che ivi si custodisce della nostra concittadina la Beata Eustochio Calafato […]”. Precisa Ellero Cenni, nell’opera “L’innamorata del Crocifisso”, che la Badessa di detto Monastero, Suor Maria Maddalena Bertuccio, colse l’occasione per interessare il Senato messinese a riprendere in forma solenne il suo intervento alle onoranze della Santa in ringraziamento del suo Patrocinio sulla città, valso già ad evitarle la distruzione durante i terremoti succedutisi nel corso dei secoli. Il Senato, accogliendo la richiesta della Badessa, dopo essersi recato il 24 giugno 1777 a compiere un atto di omaggio e venerazione alla Santa così descritto dall’Oliva “[…] il 24 giugno portossi in corpo in un col governatore della piazza nella chiesa del suddetto monastero, dove, scoperto il sacro venerabile deposito della Beata Madre, ginocchioni il Senato, in abito proprio privato, per mostra di penitenza, ne fece la dovuta venerazione, assistendo nel tempo istesso alla santa messa, che bassa si celebrò dal cappellano del suddetto monastero […]”, stabilì di sanzionare con un Decreto l’atto di venerazione e ringraziamento compiuto a nome del popolo, impegnandosi, con voto perpetuo, a recarsi “[…] nella chiesa di Monte Vergine ogni anno il giorno 22 di agosto, consacrato alla solenne ostensione del sacro corpo della Beata, giusta il martirologio del P. Ottavio Gaetani ed altri ecclesiastici scrittori, e il giorno 20 di gennaro, solenne per la morte della medesima, in forma pubblica e solenne, cioè con toga, con tutta la pompa del suo solito equipaggio, ed ivi intervenire alla gran messa, venerare il suddetto sacro deposito, ed offrirgli libre 38 di cera […]”.

Martedì 20 gennaio, presso la Chiesa di Montevergine di via XXIV Maggio, si celebrerà, quindi, il 524° anniversario del “Dies Natalis” di Santa Eustochia Smeralda. La celebrazione liturgica della sua memoria riveste carattere di particolare solennità. Molto intenso, infatti, il programma organizzato dal Comitato di Montevergine secondo il quale si succederanno, dalle ore 07.15, varie sante Messe. Quella centrale sarà la celebrazione eucaristica presieduta da S.E. l’Arcivescovo Mons. Calogero La Piana alle ore 18.00, durante la quale il Coro “Eugenio Arena”, diretto da Giulio Arena, animerà la liturgia. Parteciperanno i Sindaci della Provincia di Messina ed i rappresentanti degli Ordini di Malta e del Santo Sepolcro, dell’Arciconfraternita degli Azzurri e della Sacra Milizia dei Verdi. Nell’ambito della celebrazione due momenti importanti: l’offerta dell’olio da parte dei Comuni e l’accensione della “lampada votiva”, la lettura dell’atto di affidamento dei Comuni della Provincia a Santa Eustochia Smeralda.
Giorno di grande solennità per la città di Messina, nel quale non possiamo dimenticare le parole del grande apostolo della carità, il servo di Dio Annibale Maria di Francia, devotissimo alla Santa, che sentitamente scriveva: “[…] Veramente ci possiamo chiamare fortunati noi messinesi d’aver avuto una santa così grande, la quale illustrò questa città con gli esempi di rara santità, fondò un venerabile monastero che è stato in ogni tempo fiorente di anime elette e dal cielo ci ha sempre protetto con la sua potente intercessione presso Dio. Questi sono i grandi tesori di cui si deve gloriare un popolo cristiano; queste sono le vere glorie di cui deve andare superba una città cattolica […]”.
 

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