21 apr, 2018

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Animali in vetrina a Messina

Notizie

Passeggiando per il centro, in uno dei tanti negozi per animali della citta' una serie di cuccioli di non piu' di 2 mesi annidati in piccole gabbie di plastica trasparente, immersi nel buio assoluto tra fardelli di carta di giornale umido di urina e una ciotola di acqua ormai sporca. Attraverso la vetrina del negozio, con occhi spalancati come se aspettassero qualcuno che li tirasse fuori di li'. Considerando che era domenica, si deduce che i cuccioli, forse 6 o 7, tutti di razze diverse, abbiano passato, e passino di norma, tutta la notte del sabato e l'intera giornata della domenica chiusi in quella lurida gabbia. Ma in che città viviamo?? 


La pratica incivilissima di mercificare tutto, anche piccoli esseri indifesi e strappati quasi sempre dalle madri prematuramente, dice tutto della societa' nella quale viviamo. I canili sono strapieni di poveri cani e gatti che hanno conosciuto soltanto il sentimento della solitudine, della tristezza e del dolore, e non aspettano altro che un compagno di vita possa regalare alla loro vita l'amore che non hanno mai conosciuto. In tutto questo scenario, resta comunque fiorente il mercato di cuccioli, fatto di sofferenza, e spesso di illegalita' che mercificano, maltrattano, infrangono le basilari regole etologiche, tutto naturalmente per denaro.

In molti altri paesi, come la Croazia, sia l'esposizione che la vendita di animali di affezione sono tassativamente vietati in tutti i negozi, ma concessi soltanto a pochi centri specializzati di allevamento di razze specifiche, supercontrollati e certificati. Almeno li gli animali hanno la possibilita' di vivere i primi mesi di vita in modo etologicamente sano. Gia' ma li' la cultura animalista e' anni luce piu' avanti che da noi; esistono tante cliniche per animali, sia statali che private, pets taxi, ambulanze per i nostri amici, aree dedicate al loro gioco e molteplici scuole di addestramento di vari livelli. Se poi facciamo il paragone con il sud italia, viene da sorridere, anzi da piangere, piangere lacrime amare.

Ad oggi, in Italia, solo la Lombardia ha adottato un emendamento regionale che vieta che i cuccioli di cani, gatti, criceti e congili vengano esposti nelle vetrine dei negozi di animali per evitare loro sofferenza, stress e a volte maltrattamenti.

In una citta' come Messina, dove vige una sorta di anarchia popolare assoluta sotto tutti gli aspetti della vita sociale e civile, che non esiste, questo sembrera' un'aspetto insignificante nella vita quotidiana di ognuno, ma purtroppo non lo e'. Non lo e' perche' questo e' un'aspetto che va soltanto a sommarsi a tutto gli altri aspetti che caratterizzano questo territorio fatto purtroppo di incivilta' quotidiana, anarchia, lassismo, interessi personali, individualismo, atteggiamenti mafiosi, barbarie ambientali, cultura' dell'illegalita' e della prevaricazione e tanto altro... il tutto fondato e radicato su un immobilismo mentale e culturale cosi' generale, che come in questa citta' non trova, a mio giudizio, paragoni in altre citta' italiane, ne tantomeno occidentali.

Comunque, se avete un cane, ammesso che non sia di taglia molto piccola, non passate o fermatevi in questa citta', perche' trovereste una realta' surreale. Se fareste una passeggiata, oltre a non trovare altro spazio che banchine pedonali per il vostro amico, scoprireste che almeno il 90% della popolazione ha una paura incondizionata che spesso diventa pura fobia gia' alla vista del cane, e drammaticamente vi divertireste a assistere a scene di slalom, di fughe, di panico e tanto altro da parte delle persone che vi vedono o che solo vi vengono incontro. Se poi incontrate qualcun'altro con un altro cagnolino, lo vedrete quasi certamente cambiare strada alla vostra vista, come se dovesse evitare un sicuro combattimento. Tutto senza distinsione di eta' o di sesso. Avendo conosciuto tantissime realta' cittadine italiane ed europee, non riesco a trovare similitudini neanche lontanamente paragonabili come in questa citta'. Questo aspetto paurosamente paradossale, per via della sua spoporzionata e cosi' eterogenea manifestazione nella popolazione, trova origine senz'altro in motivazioni certamente culturali ma anche sociologiche, che pero' sforzandomi non riesco proprio a trovare. Se c'e' qualche sociologo che potra' essermi di aiuto, sara' il benvenuto.

In piu' se qualcuno potesse darmi qualche info circa la regolamentazione regionale, che appunto dovrebbe "regolare" la gestione di negozi per animali, es: regole da tenere per il benessere degli animali presenti, dimensioni minime delle gabbie ed altro..., sarei felicissimo.

Non si tratta di essere animalisti per capire che gli animali come gli uomini soffrono, provano dolore, amano e comunicano ognuno in modo diverso. Gli animali vanno rispettati e non visti come un utile agli interessi dell'uomo. Non sono un passatempo momentaneo, non sono una fonte di ricchezza economica nel commercio o nelle mani di chi li usa in giochi o in corse clandestine e non sono peluches da esporre senza sosta e senza diritti nelle vetrine degli esercizi commerciali. Estendiamo questo concetto, perché solo così tuteleremo due occhi che ti guardano e che non possono parlare ma ti sanno trasmettere tanto amore.
 
Fonte:fotografandolavitablog.blogspot
 

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