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27/03/2009 - L'astuzia del nostro sindaco

Notizie

La mitica Assemblea Regionale Siciliana ne ha fatta un'altra delle sue. Nel mirino del giornalista del corriere Gian Antonio Stella finisce la legge approvata il 3 marzo scorso all'Ars e già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale che salvaguarda, sostanzialmente, i deputati regionali che godono di doppi incarichi. Qui a Messina abbiamo esempi illustri. La "leggina ad hoc", come la chiama il grande Bastiano Caspanello nelle pagine di tempostretto, si è manifestata dopo il pronunciamento del Tribunale di Palermo in merito al ricorso presentato dal primo dei non eletti dell'Udc, Antonino Reitano. Reitano, come spiega l'avvocato che lo ha assistito, l'ex assessore della giunta Genovese Antonio Catalioto, ha sollevato la questione di costituzionalità della legge del dicembre del 2007 che aboliva l'incompatibilità tra le cariche in questione, e il Tribunale, ritenendo fondato il ricorso, ha trasmesso tutti gli atti alla Corte costituzionale.

«Nel caso in cui venga accertata l'incompatibilità, dalla definitiva deliberazione adottata dall'Assemblea, decorre il termine di dieci giorni entro il quale l'eletto deve esercitare il diritto di opzione a pena di decadenza. Ove l'incompatibilità sia accertata in sede giudiziale, il termine di dieci giorni per esercitare il diritto di opzione decorre dal passaggio in giudicato della sentenza».

Nell'articolo 1 ter si legge : «Le disposizioni si applicano anche ai giudizi in materia di incompatibilità in corso al momento di entrata in vigore della presente legge e non ancora definiti con sentenza passata in giudicato». In parole semplici, spiega sempre Catalioto, «nel caso in cui venga sollevata una questione di incompatibiltà, il deputato avrà dieci giorni di tempo per optare tra una delle cariche, ma solo da quando la sentenza sarà passata in giudicato». Dunque, nel caso in questione, a mandato già bello e ultimato. Cosa ben diversa accade nel resto d'Italia, dove «la norma prevede che si opti per una delle cariche entro dieci giorni dalla notifica del ricorso», qualcosa di simile a quanto succedeva anche in Sicilia fino alla modifica della legge decisa il 3 marzo: qui il deputato optava entro 30 giorni dalla notifica.

La legge è già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e dunque esecutiva, anche se ci sarebbero tre mesi di tempo per opporsi con eventuali referendum. Ma a chi converebbe mettersi di traverso? Basti guardare l'esito della votazione in aula: 57 favorevoli, 3 contrari (tutti del Pd, tra cui il messinese Filippo Panarello) e dieci astenuti. Una trasversalità che la dice lunga.

I complimenti a Caspanello che non finisce mai di sorprenderci.

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