22 gen, 2018

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Le baracche di Messina son sempre lì

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E vabbè...?!? quanti problemi ha questa città... troppi per essere definita una città metropolitana. Atm a parte, col risanamento siamo un pò piantati. Si, si sta facendo, magari si farà, però l'amianto cancerogeno delle tegole di eternit si sta sgretolando del tutto. Per chi ignora, a Messina ci sono ancora circa 3.000 baracche (censite da Legambiente). E ci vivono più di 3.000 famiglie. Costruite cent'anni fa, dopo il sisma del 1908 che rase al suolo la città dello Stretto, queste favelas si trovano nei quartieri di Giostra, Camaro e Fondo Fucile in alta percentuale ma, messina è piena di baracche. Ma non rappresentano l'emergenza di un'ondata migratoria di rom o extracomunitari ma sono solo spettrali residenze italiane. Risalgono alla seconda guerra mondiale (hanno solo 60 anni) le baracche della favelas del III° quartiere: Fondo Fucile. Vi vivono circa 150 famiglie per un totale di circa 600 persone tra cui tanti, tanti, bambini.

Le pareti sono in cartongesso, ovviamente ci sono ancora le crepe e sui soffitti continua a fiorire la muffa. Ovviamente gli impianti elettrici non sono a norma. E poi ci sono le lastre d'amianto che sbucano e rilasciano le loro fibre mortali, in quelle che è un azzardo definire, cucine, saloni e camere da letto. Tutto questo viene descritto da una relazione-denuncia della Ausl e il prefetto ha lanciato l'allarme. Fuori le fogne sono ancora a cielo aperto. E i topi sono di gran lunga in numero maggiore degli abitanti. Ormai convivono insieme quasi pacificamente, eccetto qualche rottura di tregua con relativo lancio di scopa. Solo che ai topi non occorre la dignità umana. Ma si può vivere così? C'è una strana gara a Fondo Fucile.

La gente si domanda come mai a loro, italiani (anche senza il ponte), viene negato quello che viene riconosciuto «persino» ai rom: ad esempio un campo nomadi con servizi igienici perfettamente funzionanti. Ecco, non si capacitano di essere gli ultimi tra gli ultimi. Si sentono «clandestini in Italia». Dopo aver cercato di salvare la squadra di calcio, salviamo anche gli abitanti di Fondo Fucile.

Il prefetto Francesco Alecci ha parlato di baracche davanti alla I commissione Affari costituzionali della Camera, presieduta da Luciano Violante. Durante l’audizione il prefetto Alecci ha illustrato i numeri delle favelas presenti a Messina. Tremila abitazioni fatiscenti, non allacciate alla rete fognaria, che in alcuni casi presentano delle coperture in eternit e che ancora oggi, a 100 anni dal sisma che distrusse Messina, ospitano ancora dai 10 ai 12 mila abitanti.
"Si tratta di costruzioni - ha evidenziato il prefetto - che sono state edificate dopo il terremoto del 1908 e che incidono pesantemente sul degrado urbano. Inoltre, ogni volta che viene trovato alloggio per qualche nucleo familiare che occupa le baracche, queste ultime vengono subito occupate da altre persone. Servirebbe un piano di edilizia economica e popolare e procedere con l'abbattimento di questi alloggi una volta che vi siano state le nuove assegnazioni".

 

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