24 ott, 2018

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19/01/2009 - Classifiche sul tenore di vita delle città e bravura di chi le amministra

Notizie

Il Ipr marketing ha pubblicato qualche giorno fa le classifiche di gradimento di Amministratori regionali, provinciali e sindaci (fonte ipr marketing, dati raccolti tra il 15 settembre ed il 10 dicembre 2008 con sistema Cati, Cawi e Tempo reale. Campione: elettori disaggregati per sesso, età e area di residenza, 2000 per regione, 800 per provincia, 600 per comune). Pochi giorni prima, un'altra graduatoria stilata sul Sole24ore ha reso noti i dati sul tenore di vita delle città italiane. Bhèè... qualcosa non torna, scrive la brava Ilaria Vicini su Osservatorio Sicilia:

[...] "La prima annotazione ossimorica la rivolgiamo con ammirazione e deferenza al vincitore assoluto tra i Governatori, l’illustrissimo Raffaele Lombardo, enciclopedico (nel senso della coalizione che lo appoggia: MPA - PdL - Lista Civica - Udc - varie ed eventuali) neo eletto, che ha meritevolmente scalzato dalla posizione più alta del podio quel campione storico della disciplina che è il Governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Osserviamo poi,  attraverso la classifica stilata da Ipr marketing, che Raffaele Lombardo aumenta la propria popolarità  presso gli isolani anche rispetto alle elezioni (65,4% dei consensi) passando nei poll di ipr al 67% in soli otto mesi di governo (peraltro in continuità con quello del medico cannolo Totò Cuffaro).

 


 

Bene, bravo, bis. Tanto amore espresso dai siciliani sarà certamente conseguenza di un fattivo contributo di Lombardo all’innalzamento del tenore di vita in Sicilia, del miglioramento del livello occupazionale, di una maggiore attenzione all’ambiente e ai servizi e magari anche all’offerta culturale o per il tempo libero. Sì certo. Infatti la Sicilia si piazza all’ultimo posto nella classifica 2008 sulla qualità della vita, con particolare merito nei settori Affari e Lavoro (19° battuta solo dalla Campania), Ambiente e Servizi (18° posto dietro Sardegna e Puglia) e offerta per lo svago e il tempo libero (19° posto, seguita dalla Calabria). Ma una nota positiva in questa infima graduatoria c’è ed è lo stupefacente 12° posto realizzato dalla Sicilia nell’ambito Ordine Pubblico, accanto al 13° posto della Campania, regione universalmente  riconosciuta per il rispetto della legalità (è la Liguria la regione più delinquenziale d’Italia, ci credereste?). Teniamolo d’occhio questo dato sull’Ordine Pubblico, mentre scorriamo i dati sulla qualità della vita delle Province ed il gradimento dei Presideni, perché darà delle belle soddisfazioni ai siciliani delusi dalla graduatoria generale.       

Perché Raffaele Lombardo, a fronte di un madornale disagio sociale e occupazionale nella regione che governa, scalda il cuore della maggioranza dei siciliani? Analisti ed esperti politologi attribuiscono questo idillio all’onda lunga del governo Berlusconi cui Lombardo afferisce, a noi pare una tesi deboluccia, data l’eterna, granitica, stabile presenza del centrodestra ai vertici del potere in Sicilia. Diciamo che Lombardo più che al cuore ha guardato al portafogli e lo spauracchio del federalismo fiscale (ma non era lui esponente del Movimento per l’Autonomia?) gli ha suggerito la mossa vincente: annunciare di poter trattenere alla regione una quota delle accise sulla benzina raffinata il loco. Un cittadino disoccupato si può tollerare, un automobilista vessato dal fisco statale no (anche perché i treni in Sicilia sono più rari dei binari). Così la vera risorsa interna della Sicilia saranno le raffinerie, mica la storia millenaria e l’offerta turistica nè tantomeno l’imprenditoria locale o importata.

Ma lasciamo Lombardo a brindare sulla punta di una piramide di cannoli e passiamo alla graduatoria dei migliori Presidenti di Provincia. Magari scopriremo che in un’area dove non c’è lavoro, mancano i servizi, il tenore di vita è bassisimo e non si sa come trascorre il tempo libero, il suo Presidente viene considerato dagli elettori un incompetente emerito e come tale punito nei sondaggi di gradimento.

Vorrei però prima dire che, nata e vissuta fuori dalla Sicilia, ho sempre percepito l’istituzione Provincia come ente poco importante, non decisivo nelle ordinanze e nelle delibere, un po’ ibrido e neppure detentore di poteri tali da rendere i suoi eletti visibili, noti o tantomeno famosi presso la cittadinanza. Mi sbagliavo.

O meglio, letti i nomi dei primi cinque più amati Presidenti di provincia nel sondaggio de Il Sole 24 Ore e preso atto che sono tutti amministratori delle province siciliane, ho imparato che in queste terre la Provincia dev’essere per forza un’asse portante di tutta l’impalcatura socio-economica della regione.

D’accordo mi sarò sbagliata, la Provincia è organismo operoso, motore di iniziative, determinante nello sviluppo e nella formazione culturale, fucina di progresso, risolutore di problemi, erogatore di miliardi di servizi. Epperò… mi chiedo come mai le altre posizioni dei Presidenti di provincia nella graduatoria ipr marketing siano distribuite a macchia di leopardo in tutta Italia, mentre una così alta posizione in classifica e una tale concentrazione di popolarità vada solo agli amministratori provinciali della Sicilia. Sarà perché son bravi, mi rispondo, folle.

Veniamo ai nomi: cominciamo col ricordare (se ce ne fosse bisogno) che i magnifici cinque (c’è un 3° posto pari merito tra Palermo e Cosenza) sono tutti rappresentanti del variegato mondo del centro destra (ma pure i restanti presidenti provinciali della Sicilia fanno capo alla stessa area politica) e segnaliamo che in vetta alla graduatoria sta Catania con Giuseppe Castiglione, seguita da Messina con Giovanni Ricevuto e da Palermo con Giovanni Avanti; al 5° e 6° posto vanno rispettivamente Siracusa con Nicola Bono ed Agrigento con Eugenio D’Orsi. Seguono in 9° posizione la Provincia di Trapani con Mimmo Turano, all’11° posto Caltanisetta con Giuseppe Federico, al 19° posto Ragusa con Giovanni Antoci ed all’ultimo posto tra le province siciliane la “pessima” 56esima posizione di Enna con Giuseppe Monaco.

Sarà perché son bravi, dicevo. Passiamo dunque alla verifica che può fornirci l’indagine sulla qualità della vita per ogni provincia d’Italia pubblicata un paio di settimane fa.

Andiamo a casaccio, leggo i dati su Messina, presieduta dalla medaglia d’argento Giovanni Ricevuto: posizione numero 87 su 103. Letto bene? Sì, letto bene ed ha pure perso una posizione rispetto al 2007. Leggo ancora meglio i dati specifici: per Tenore di vita Messina sta al 97° posto, per Affari e lavoro al 79°, Servizi e Ambiente ottengono l’85esima posizione ed il Tempo Libero la 74esima. Niente male per un amministratore che occupa la seconda posizione tra i Presidenti più amati. Il deludente posizionamento generale di Messina per la qualità della vita registra però uno scatto d’orgoglio nell’ambito Ordine Pubblico: lo splendente 26° posto su 103 province esaminate che ci apre il cuore e lascia dedurre che in tanto degrado e disagio occupazionale è possibile condurre una vita onesta e la criminalità non trova luogo fertile (come per esempio a Savona, consorzio umano delittuoso, che sta al 92° posto per Ordine Pubblico, o Pistoia, maledettamente criminale al 79° posto).[...] Dimenticavo: i dati su Ordine pubblico sono realizzati sul censimento delle denunce. Ma forse s’era capito.

fonte:
http://www.osservatorio-sicilia.it/2009/2729/cornuti-e-contenti-in-sicilia-luna-di-miele-che-dura-da-oltre-mezzo-secolo/

 

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