24 apr, 2018

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11/10/2007 - Criminali di città ; i siciliani hanno paura

Notizie

Il dibattito sulla legalità e la sicurezza nelle città dopo i provvedimenti adottati contro i lavavetri ai semafori dall’Amministrazione Comunale di Firenze, e dopo la decisione di Confindustria, dopo le recenti intimidazioni ai danni di alcuni imprenditori siciliani, di espellere gli associati che pagano il pizzo o che mantengono rapporti con Cosa Nostra. Un dato in Sicilia emerge chiaramente: i due terzi dei siciliani dichiarano di sentirsi poco o per niente sicuri nelle città in cui vivono. È questo uno dei risultati del sondaggio online condotto dall’Istituto di Ricerche Demopolis dal 5 al 18 settembre, in collaborazione con il quotidiano La Sicilia.

La percezione di insicurezza aumenta sensibilmente nel Catanese (80%), mentre sembra un po’ meno evidente nelle altre province. Ma cosa preoccupa i cittadini? I siciliani temono soprattutto episodi di violenza o aggressione (41%), la possibilità di essere scippati o rapinati per strada (28%) o di subire un furto in casa (23%). Naturalmente, le paure mutano a seconda dell’età, del sesso e del luogo in cui si vive. I lettori de “la Sicilia” online si dividono sul provvedimento adottato lo scorso agosto dal Sindaco di Firenze nei confronti dei lavavetri che affollano i semafori della città. Il 44% ritiene sia giusto applicare soltanto una sanzione economica a scopo dissuasivo; il 26% approva in pieno la decisione e crede sia corretta la denuncia penale per l’eccessivo fastidio arrecato agli automobilisti; quasi un terzo degli intervistati ritiene invece tale ordinanza del tutto ingiusta: perché non danno fastidio alcuno (22%) o perché rappresenta un mero atto di razzismo (8%). Opinioni difformi, da parte degli intervistati online, anche sulla decisione di Confindustria Sicilia di espellere gli associati che pagano il pizzo o che hanno rapporti con la mafia: il 27% si dichiara perfettamente in linea con la decisione del direttivo di Confindustria; il 40% pensa che sia una giusta presa di posizione ma, di fatto, poco utile nella lotta contro il racket.

 

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