26 set, 2018

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Il drago sotto spirito

Notizie

Drago sott'olioTra le notizie (bufale) che si ritrovano online una che ha fatto scalpore per diversi mesi  tratta del reperimento di un cucciolo di drago conservato in formalina. La segnalazione viaggiava spesso accompagnata dall'inquietante immagine riportata qui accanto. A gennaio 2004 il Corriere della Sera e altri quotidiani avevano pubblicato un articolo a proposito di un presunto cucciolo di drago, descritto come alto una trentina di centimetri, conservato in formaldeide e ritrovato sotto un cumulo di roba vecchia da un certo David Hart, nipote di Frederick Hart, un tempo facchino del Museo di Storia Naturale di Londra. Secondo il racconto di Hart, il reperto era stato inviato al prestigioso istituto della capitale da un gruppo di scienziati tedeschi attorno al 1890, quando era fortissima la rivalità tra i due Paesi. Tuttavia, il museo di Londra pensò che si trattasse di uno stratagemma per mettere in berlina il Regno Unito di fronte alla comunità scientifica mondiale e stabilì che quel piccolo di drago non era altro che un pupazzetto. Così, il barattolo con la formaldeide ed il suo contenuto venne dato ad Hart e con il passare degli anni finì in uno scatolone nella collezione di cimeli di famiglia.

Spiace per i cultori del genere fantasy, ma non si tratta di un vero cucciolo di drago: l'autore della burla ha ammesso tutto. Come riferito dalla BBC, si tratta di Allistair Mitchell, uno scrittore che ha architettato la storia del drago in formalina per lanciare la propria carriera. E gli è andata bene: si è aggiudicato un contratto con un importante editore inglese, Waterstone's, per la pubblicazione di un thriller che coinvolge, guarda caso, un drago.
Il drago è stato creato da veri specialisti del settore, quelli della Crawley Creatures, autori dei modelli usati nel popolarissimo documentario televisivo Walking with Dinosaurs.
A gennaio 2004, una foto del drago era disponibile sul sito della Reuters ed era sin da subito descritta inequivocabilmente come "fake baby dragon".
La reazione scettica degli esperti di settore non deve scandalizzare: non è che siano nati col paraocchi, è che scherzi di questo genere erano piuttosto comuni nei secoli scorsi, e a volte degeneravano in autentiche truffe (come ad esempio il famoso caso dell'"uomo di Piltdown").
Purtroppo alla bufala si aggiunsero anche le imprecisioni dei soliti giornalisti afflitti da incompetenza metrico-decimale: infatti all'arrivo sui media italiani, il "drago" subì un drastico ridimensionamento di statura. Reuters diceva che il vasetto misurava 30 pollici (circa 76 centimetri), ma il Corriere della Sera lo convertì disinvoltamente in 30 centimetri. Massì: pollici, centimetri, che differenza fa?
Secondo la versione originale della storia, riferita da Reuters, il vasetto era stato scoperto da David Hart in un garage dell'Oxfordshire, insieme a una scatola metallica contenente un incartamento scritto in stile tedesco antico, databile intorno al 1890, che indicava che il Natural History Museum (Museo di Scienze Naturali di Londra) aveva respinto il reperto e lo aveva spedito per essere distrutto. Il drago fu però intercettato dal nonno di Hart, che lavorava come facchino al museo.
 
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