Ammonterebbero a circa 4 miliardi i fondi sottratti alla Sicilia. Gran parte cancellati dal
Fas, il fondo per le aree sotto utilizzate dal quale il governo, da
maggio in poi, ha prelevato 13 miliardi 849 milioni di euro.
Si cominciò con il taglio dell´Ici di cui in prevalenza ha
beneficiato il Nord e finanziata con la riduzione delle risorse per la
viabilità provinciale e per le infrastrutture siciliane: sono stati
soppressi i finanziamenti per le metropolitane leggere di Palermo,
Catania e Messina, per il passante ferroviario di Palermo, per il
secondo lotto della Agrigento-Caltanissetta, per il nuovo attracco
del porto di Messina.
Solo di recente, il governo ha recuperato parte di questi
stanziamenti all´interno del piano anticrisi. Ma dei fondi per la
viabilità secondaria solo la metà è stata
ripristinata, con una diluizione in 5 anni. Una miseria.
D´altronde, i soldi del Fas (che dovrebbero essere destinati a
investimenti e di cui almeno un quinto va di solito alla Sicilia)
sono stati utilizzati per la sanità, per la scuola, per l´emergenza
rifiuti in Campania, per i contributi anti-dissesto a Roma e
Catania. Sono stati dirottati alle Marche e all´Umbria: ma se il
governo ha riservato 45 milioni alla copertura delle agevolazioni
tributarie alle zone colpite dal terremoto, ha invece cancellato i
62 milioni per la ricostruzione di quelle zone della Sicilia che
ancora mostrano i segni del sisma del Belice. Scopriamo ogni
giorno nuovi tagli per il Mezzogiorno. L´ultimo provvedimento
cancella quasi 150 milioni di euro destinati alla difesa del suolo
e al risanamento idrogeologico in Sicilia e Calabria.