|
|
L'istituzione della processione della Vara risale al
periodo in cui il re Ruggero il Normanno entrò a Messina, dopo la
vittoria riportata sugli Arabi. Avendo fatto prigionieri il musulmano
Grifone e la moglie Mata, li obbligò a seguirlo durante il suo ingresso
in città, per assistere al suo trionfo, fino alla porta del Duomo. In
testa al corteo si trovava una statua di donna a cavallo,
rappresentante la Madonna, e dietro il clero, i nobili, col Conte in
testa. Da questo momento iniziò l’usanza, dal 21 settembre 1197, di
portare in processione le statue del conquistatore, dei vinti e della
Vergine Assunta, tra la folla festante ed acclamante. L’uso di portare
in processione la statua dell’Assunta pare abbia origini più remote;
infatti la tradizione risale ai primi tempi del Cristianesimo, quando
in un villaggio dell’Asia Minore, vicino ad Efeso, dove probabilmente
ha soggiornato Maria, dopo la morte di Gesù, e qui ogni anno, il 15
agosto, si portava in processione una statua della Madonna. Questa
processione si ripeté fino al periodo in cui arrivò a Messina Carlo V,
reduce dalle vittorie sui pirati Turchi, quando cioè il Senato
cittadino incaricò un famoso architetto del tempo, il Radese, in
collaborazione col Maurolico, di costruire una macchina grandiosa che
rappresentasse l’Assunzione della Vergine Maria. L'architetto Radese
costruì questa struttura alta quasi venti metri, una piramide umana di
oltre un centinaio di bambini, incoronati di fiori che osannavano la
Vergine Maria, sorretta e portata in processione da un gruppo di
persone, guidate da un capo che ordinava la sosta e la ripresa della
marcia, mentre una folla festante danzava tutt’intorno. Questa macchina
fu poi perfezionata dal genero del Radese, Giovannello Cortese, e dal
maestro Jacopo Scidi, i quali la modificarono mettendo ai piedi uno
scivolo di legno (oggi in acciaio), per essere trascinata sull’asfalto.
Dopo tante modifiche essa conserva, nelle spranghe del ceppo, tracce di
mano d’opera forse risalenti ad epoche anteriori al Cinquecento.
La
Vara è alta una quindicina di metri ed è manovrata da un centinaio di
persone per mezzo di due grosse funi, che la trascinano da Piazza
Castronovo, attraversando via Garibaldi, per poi raggiungere piazza
Duomo.
|
|