L’ATTEGGIAMENTO ARROGANTE VERSO I CITTADINI CHE IN GRAN PARTE LI HANNO VOTATI MI FA RICORDARE UN ARTICOLO DI GIAMPAOLO PANSA SUL LIBRO DI DUE ECCELLENTI GIORNALISTI, GIAN ANTONIO STELLA E SERGIO RIZZO, “ LACASTA “.
PANSA SI RIFERISCE ALL’AFFAIRE DELLE CASE COMPRATE A PREZZI DI FAVORE DAI POLITICI,E DICE DELLA CASTA:
E’ UN GRUPPO SOCIALE CHIUSO CHE SI CONSIDERA, PER NASCITA O PER CONDIZIONE, SEPARATO DAGLI ALTRI GRUPPI E CHE SI ATTRIBUISCE SPECIALI DIRITTI E PRIVILEGI… DI SOLITO SE NE STA ZITTA, OBBEDENDO A UN VECCHIO DETTO MAFIOSO: CHINATI GIUNCO FINCHE' LA PIENA NON PASSA. (CALATI JUNCU CA CHINA PASSA, IN DIALETTO). LA CASTA SI MUOVE COSì PER DUE RAGIONI. LA PRIMA E’ CHE PENSA DI ESSERE ANCORA FORTE, FORTISSIMA. PER QUESTO SE NE STA RINTANATA NEI PROPRI MANIERI. E SBARRA LE PORTE, ALZA I PONTI LEVATOI, SCHIERA SUGLI SPALTI I SUOI ARMIGERI. SIAMO IN PRESENZA DELL’UNICO, VEROPOTERE BIPARTISAN.DOVE SI INCONTRANO TUTTE LE FAMIGLIE DELLA CASTA: DESTRA CENTRO SINISTRA. NEI LORO FORTINI, LE FAMIGLIE STRIGONO PATTI DI FERRO, SI DIVIDONO I BOTTINI, FANNO BISBOCCIA, IMPARTISCONO ORDINI AI GIORNALI EALLA TELEVISIONE. E COSI’ FACENDO DEGRADANO LA DEMOCRAZIA IN AUTOCRAZIA. I CITTADINI SENZA POTERE STRILLANO? LASCIAMOLI STRILLARE. SONO SOLTANTO DEI QUALUNQUISTI, DEI DROGATI DI ANTIPOLITICA, DEI POVERI FESSI CHE SI ILLUDONO DI FARE BRECCIA DENTRO MURAGLIE PIU’ SOLIDE DI QUELLA CINESE. DUNQUE NON MERITANO NESSUNA RISPOSTA, MA SOLTANTO SILENZIO.
MA CERTO QUI NON CI TROVIAMO DI FRONTE A QUEILIVELLI,QUI’ E’ UNA CASTA PICCINA PICCINA.
Gentilissimo assessore, vuole spiegare agli
abitanti di larderia,t ipoldo, tremestieri, dove devono andare a buttare i
loro cari scomparsi, oppure non rientra nei suoi compiti?n on ci sono nel
vocabolario italiano aggettivi per definire questa classe politica
messinese: ho trovato!!!!!.....affaristi
Il cimitero di comunale di Larderia sconosciuto ai nostri politici locali ecomunali con in testa il nostro amato sindaco.
In questo cimitero ci sono vecchie lapidi addossate lungo le mura perimetrali, alcune tombe risalenti ai primi del novecento, sono abbandonate all'incuria, quando si entra in questo luogo detto di pace eterna inciampi facilmente oppure, pesti qualche lapide. Poi se hai intenzione di portare dei fiori, ti conviene buttarli per aria dove cojò cojò.
E i nostri defunti? Vengono sballottati creando non pochi disagi ai famigliari.
Intanto il cimitero non si amplia.Qui c è qualcosa chepuzza.Puzza di speculazione,che fa ribbrezzo per il disprezzo
che dimostrano i nostri politici locali e non.Lamagistratura dov è? Visto che il popolino non riesce a ottenere nulla, neanche dopo le proteste, qualcuna di queste fatta in modo plateale dal consigliere circoscrizionale MARIO CROTTOGINI. Il cimitero non si amplia.
Qualcuno magari si accorgerà del piccolo cimitero, qualcun altro sarà distratto da altre cose, chissà quali cose?
Se lo chiedono gli abitanti di Larderia, Tremestieri, Tipoldo, i tre villaggi che hanno pieno titolo a reclamare una sepoltura dignitosa per i loro cari. Intanto i defunti e, quellia venire vigileranno fino a quando questa storia non sarà finita. Cos è la casta? il nostro sindaco lo sa bene. Al suo cospettoMastella e un lupetto deiboy-scout.
Siamo quelli che vedono la casa acquistata allora dai propri genitori
valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50
anni. Noi, i nati negli anni Ottanta, non abbiamo fatto la Guerra, e
non abbiamo assistito all’allunaggio, non abbiamo vissuto gli anni di
piombo, né abbiamo votato il referendum per l’aborto: la nostra memoria
storica comincia con i Mondiali di Italia ‘90, quelli della mascotte
Ciao.
Ci dicono che non abbiamo ideali, e che abbiamo avuto tutto,
senza doverlo rivendicare. Siamo l’ultima generazione che ha imparato a
giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo
mangiafrutta, a uno-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver
giocato ai videogiochi e a navigare su Internet. Abbiamo indossato
pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura
storta; la nostra prima tuta è stata quella blu con le bande bianche
sulle maniche, e le nostre prime scarpe da ginnastica erano adidas.
Andavamo a scuola quando il ponte del primo novembre era la festa dei
Santi e non ancora Halloween. Siamo stati gli ultimi a fare la Maturità
con una commissione esterna e i pionieri del famigerato 3+2
all’università.
Ci hanno etichettati come Generazione X, siamo
sopravvissuti a Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills. Beh,
Beverly Hills a me piaceva. Abbiamo pianto davanti a Candy Candy, ci
siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo ballato con Heather
Parisi, e cantato a squarciagola con Cristina D’Avena.
Abbiamo imparato
che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e
Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale;
siamo state le più giovani vittime di Cernobyl;
Siamo stati martellati
con il Kosovo, l’Afghanistan, e l’Iraq. Abbiamo gridato NO NATO, fuori
le basi dall’Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi
capirlo di colpo un undici di settembre.
Abbiamo imparato a programmare
un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a
Pac-Man, odiamo ancora Bill Gates e credevamo che Internet sarebbe
stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, e dei
gettoni telefonici. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma
neanche le HubbaBubba erano male. Siamo la generazione di Crystal Ball
(”con Crystal Ball ci puoi giocare…”), delle sorprese del Mulino
Bianco, dei mattoncini Lego, dei Puffi, di Holly e Benji, e di Mimì
Ayuara. E ancora, Yattaman, Creamy, Kiss Me Licia, le Micro-Machine, e
la casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore.
Siamo l’ultima
generazione degli spinelli fumati nel bagno del liceo durante
l’autogestione, e guardandoci indietro è difficile credere che siamo
ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture e senza air-bag,
andavamo in motorino in due e senza casco; le altalene erano di ferro,
con gli spigoli vivi, e il gioco delle penitenze era bestiale.
Niente
telefoni cellulari, e gli zaini Invicta non avevano le rotelle.
Non
avevamo la Playstation, 99 canali televisivi, dolby-surround, e la
wi-fi. Però ce la spassavamo alla grande tirandoci gavettoni e
rotolandoci per terra, giocando al gioco della bottiglia o a quello
della verità.
Potevamo bere l’acqua direttamente dalle fontane dei
parchi, quella non imbottigliata, senza infettarci. Le ruote dei
pattini erano quattro, ma non erano allineate, e Titanic al cinema lo
abbiamo visto più di una volta. Ascoltavamo i Take That, gli Oasis, e
ce l’hanno menata con le Spice Girls e i loro vestiti orrendi.
Guardavamo incessantemente i programmi di MTV.
Siamo la generazione che
ancora, a distanza di anni, si domanda se Mila e Shiro alla fine vanno
insieme. A me piace immaginare di sì.
Non si comprende l'attuale situazione del comune di Messina. Sig. Sindaco del comune di Messina: i messinesi meritano di più. A livello politico,si coglie l'occasione per nuovi protagonismi, per arricchimenti facili, per un saccheggio selvaggio del territorio. La pressione non si capisce bene da chi viene effettuata. I nuovi posti di lavoro(quando ci sono), l'offerta del suolo con nuova destinazione d'uso, qualche cortesia personale, creano una situazione di malessere diffuso, che emerge sempre di più. L'imprenditoria d'assalto legata alla monocultura del mattone, della cantieristica navale, di qualche azienda che appare e poi scompare, condiziona pesantemente la vita politica messinese. Giungendo a subordinare le scelte del cosiglio comunale, succedutosi negli anni, alle varie amministrazioni di enti che cambiano a ritmo sostenuto. Fulcro di questo malaffare sono i vari assessorti( io ti voto, tu mi fai costruire, io ti voto,tu mi rilasci una licenza, io ti voto, tu mi dai un posto di lavoro). Al trionfo del malaffare, la magistratura risponde, con arresti e processi. I più delle volte si concludono con amnistie, scadenza di termini, assoluzioni parziali. Ma quali sono, in particolare le tecniche usate dal ceto politico messinese per continuare a detenere un potere così distante dalle necessità sociali? C'è da ricordare l'assoluto interscambio tra le coalizioni (destra, centrodestra, sinistra centrosinistra), le quali stando all'opposizione si mostrano vicine ai bisogni della collettività, stando al governo della città danno prova ampia di distacco totale dei loro bisogni. Sig. Sindaco un problema reale, intenso, è molto sentito dagli abitanti dei villaggi di Tipoldo, Larderia sup, Larderia inf, Tremestieri, Pistunina, parte di Zafferia, parte di Contesse: è il cimitero di Larderia che deve sopportare una utenza di circa 10.000 abitanti. Sig. Sindaco, Sig. Assessore al ramo, mi chiedo e vi chiedo: è giusto che gli abitanti di questi villaggi vengono trattati così? E' giusto dire ai parenti del defunto( dopo essere nato e cresciuto nel suo villaggio, sicuramente ha pagato le tasse, qualcuno avrà fatto pure la guerra) che la salma verrà tumulata in altri siti cimiteriali. E' mai possibile che problemi dove c'è prevista la spesa di decine di milioni di EURO, i soldi si trovano, dove cè da investire poco, i soldi sono sempre pochi o, nienteaffatto? I cittadini hanno capito pure che, il Sindaco, l'assessore, il consigliere di turno concedono favori in cambio di voti. Si interessano personalmente delle fognature, del lampione spento, delle buche per le strade, dell'acqua inquinata che giumge nelle nostre case. Poichè il rapporto col politico è personalizzato, in questo territorio saccheggiato vige un'omertà dilagante. La mancanza di trasparenza negli atti amministrativi è sempre attiva. Sig. Sindaco del comune di Messina, Sigg. Assessori, Sigg. Consiglieri. I MESSINESI MERITANO DI PIU'
RIFLESSIONI DI UN FEDELE
Ogni anno la notte del quattro agosto, a Larderia si glorifica la Madonna di Dinnammare.
Per gli abitanti di larderia, per gli emigrati di larderia e, per i tanti devoti, quella notte non è mai stata notte.
L’immagine della Madonna si muove dalla parrocchia dopo la funzione religiosa, posta in una cornice di legno decorata di semplicità.
Viene portata a braccio, accompagnata dalla banda musicale e, da una moltitudine di gente con gli occhiumidi dalle lacrime. La vergine unita alla processione, attraversa ivillaggi di larderia, arriva così, in contrada S.Biagio. Un breve saluto ed inizia il pellegrinaggio.
Ella si avvia verso il monte, dove un giorno fu portata dalpastorello Occhino.
I devotinon curanti della strada di campagna irta e scoscesa, intraprendono il loro cammino in compagnia della Madonna.
Sicammina con fresca lena e, con il cuore gonfio di gioia. Affacciati alla valle, sul monte s’intravvede una luce, è la nostra cometa.
Giù nel fondo della valle.... che solenne silenzio!
La non arriva la voce del mondo, in quella valle è pace, i miseri affanni, i pettegolezzi, le vanità che spesso ci angustiano sono dimenticati.
Ci si inerpica su quella strada cosi strana e cosi bella, illuminata dalla luna e dalle stelle.
All’alba quando il sole colora la vetta con i suoi raggi, si cammina su per il pendio, tappezzatod’erba tenera, dove ungiorno c’erano boschi ricchi di alberi ombrosi da tronchi contorti, ora qualche quercia, con le sue foglie tremolanti al minimo soffio di brezza.
Giù dalle rocce scendono rivoletti, nati da polle sotterranee e da valloni, le acque limpide e gelide contornate da un margine erboso.
Le acque diquestirivoletti, si uniscono e si riversano correndo dai fianchi del monte, per diventare spumeggiante torrentedi vita perla nostra valle.
Dopo alcune ore di viaggio, stanchi ma fieri e felici di stare insieme alla Madonna, si arrivaal santuario, dove c’è una chiesetta assai modesta, che si innalza sul monte. Ilquadro della Vergine venerato da migliaia di fedeli e, circondato da fiori e candelabri, una tovaglia di lino bianca ricamata, sono tutti gli arredi di questo umile altare, che per motivi logistici è posto all’esterno.
Come consola il cuore il pregare in quel santuario remoto, nei giorni di pianto e di sconforto. La quando la sventura imperversa, quando gli amici si allontanano, si trascorrono momenti gioiosi.
E dopo averrecitato la preghiera che ci venne insegnata, ci sentiamo spogliati di ogni dolore e rivestiti di nuove speranze.
Nel breve tempo trascorso in quel santuario, gli angeli del cielo sussurandoci all’orecchio dolci parole, dicono all’uomo che soffre e, che soffrendo si ricorda di Ella, della fede e della speranza. Quando si esce da quella casa benedetta, ci ritroviamo migliori, ci sentiamo più forti a sopportare la nostra croce,a seguire la sua volontà sicuri del suo aiuto.
La mattina del cinque agosto di ogni anno, alcuni fedeli risalgono il monte per riprendere il quadro della Madonna. E’ quasi l’alba e, i fedeli incaricati a svolgere questo servizio, sicuramente saranno stanchi. La loro devozione li rendeorgogliosi e felici. Siamo antistante la chiesetta, l’auroraci illumina col suo rosso bagliore. Dall’altodi questo monte benedetto, l’occhio si spinge lontano ad abbracciare un vasto orizzonte e, una meravigliosabellezza si rivela alla nostra vista.
Ad est dove il sole sprigiona i suoi primi raggi, osserviamo estasiati lo stretto di Messina, con le sue navi traghetto, che ininterrottamente navigano, trasportando treni, auto e turisti.
Ad ovest, retrostante la chiesa, osserviamo incantati la fascia tirrenica che ci offre la meravigliosa visione delle isole eolie.
A sud osserviamo il vulcano Etna,”the big mountain off ire”(la grande montagna di fuoco) così mi disse una ragazza inglese. Con la sua cima innevata e il perenne filo di fumo, il monte domina la Sicilia e, anche a distanza incute timore.
A nord, la nostra vista si perde verso la Calabria, che lontano all’orizzonte il mare si confonde conuna tinta sola, con il cielo.
Tutto questo è superbo, superbamente bello.
Questo monte, è solcato in tutti i suoi punti cardinali, da torrenti e da canali e, abbellito con la visione del lago di Ganzirri.
L’occhio si perde in questa vasta distesa di terra e cielo. Il nostro cuore si sente come purificato, un sentimento buono e gentileci commuove, e dalle labbra sgorga comevena d’acqua, un’ardente preghiera.
Respiriamo a pieni polmoni, quest’aria ricca di ossigeno, con gli occhi spaziamo l’orizzonte.
Qui non arrivano i pettegolezzi, le noie, le calunnie, le finzioni, gli atti crudeli degli uomini. Qui tuttoè grandepuro e sublime. Ognuno di noi pensa, ma non lo dice; questo posto è unico al mondo.
Dopo questa riflessione, il dovere obbliga i fedeli a svegliarsi da questa paradisiaca visione.
Dopo la funzione religiosa, la Vergine in compagnia dei devoti, riprende la strada per tornare al villaggio. Ella viene portata sempre a braccio, finchè giunge in contrada S.Biagio, dove c’è una chiesetta da pochi annirimessa a nuovo. Incomincia ora il viavai della gente, che con grande devozione si prosta alla Madonna. Oggi il villaggio si presenta con un aspetto veramente piacevole. Vedi i bambini che cominciano a gironzolare attorno alle bancarelle dei giocattoli. Le persone adulte raccolte a gruppi, che discutono, giocano e ricordano la loro infanzia. Per ognuno di noioggi, è veramente festa.
Nel pomeriggio alle 18,30 circa, dalla chiesa delvillaggio si muove la processione. Le campane suonano a festa.
Le bambinee i bambini vestiti di bianco in testa, a seguire la vara ancora vuota dell’immagine della Madonna, poi la banda musicale. La gente sul terreno sparge petali di fiori.
E’ un onore, un privilegio ottenere il posto ad una dellestanghe che sosterrà il quadro della Vergine.
Dopo qualche ora di processione, la vara, con i fedeli arrivano al posto stabilito, per riprendere il quadro della Madonna.
Ilparroco tenendo in alto le reliquie della Santa benedice i fedeli e offre il suo sermone.
Si riparte da S.Biagio e, laprocessione lentamente avanza, e, gli assordantistrumentimusicali, ci fanno sentire le loro note, ora striduli, ora flebili, ora solenni. Sotto le stanghe della vara vi trovi di tutto, il forzuto, lo stupido, chi racconta barzellette, e spesso c’è persino chi litiga. Ma,tutti meritano rispetto.
Piano piano, arriviamo nella piazza di Larderia sup., dove c’è una folla di fedeli cheaccoglie la Madonna e la processione con un caloroso applauso. Si incomincia a vedere qualche lacrima.
La vara con la Vergine viene posta al centro della piazza, dove sosterrà per circa venti minuti. Si riparte con le note della banda musicale, dove i portatori, con un movimento ora avanti, ora indietro, obbligano i fedeli a qualche lacrima di commozione.
Sono passati circa due ore da quando la processione è partita da S.Biagio.
Arriviamo a Larderia inf.
Ogni devoto,ogni fedele, si rende conto cosa è la Madonna di Dinnammare. Pianopiano si arriva nella piazza, dove c’è una gran folla e un gran numero di ambulanti, che mettono in mostra la propria merce, attirando così l’attenzione e, le bramose voglie dei bambini, mentre le mamme cercano di acquietarli con amorevolicon amorevolirimproveri. Questa è la più grande festa del villaggio.
Dopo essere arrivati finalmente in contradamarchese, la processione fa ritorno verso la casa benedetta. Dico finalmenteperché i portatoridella vara e, la banda musicale, sono stanchi, sono stanchi gli uni che gli altri.... stanchi ma felici.
Arriviamo così, davanti alla chiesa dove verrà posta la Madonna.
Con lo stesso movimento che si è fatto nella piazza di Larderia sup. ora avanti, ora indietro, ma, molto più accentuato di lacrime ne vediamo molte di più.
Entrata nella navata centrale della chiesa, incominciano gli applausi e, un ondeggiare dolce e soave da far rabbrividire.
Questo è il momento più bello di tutta la giornata, perché su tutti i volti brilla la gioia, su tutte le labbra un sorriso, in tutti gli occhi una lacrima di commossa felicità.
Poitutti insieme con devozione gridiamo: VIVA MARIAVIVA MARIAVIVA MARIA.
Tutta la processione, i portatori della vara e, la banda musicale, sono contenti e, nello stesso tempo tristi: contenti, perché hanno avuto l’onore di riportare alla dimora la Madonna, triste perchéè finita. E’ notte alta, si accendono i fuochiartificiali, il canto di un uomo poco sobrio rompe il silenzio.E’ l’ultima eco della festa del villaggio.
Avete mai osservato attentamente il Quadro della Madonna di Dinnammare?
Il particolare e' riferito al Bambino,si nota una assimmetria delle
spalle rispetto alla posizione della testa ,la spalla destra rispetto
alla sinistra e' nitevolmente fuori misura rispetto alla sinistra,il
posizionamento della testa e' alquanto strana,sembra..appoggiata sul
corpo con una strana posizione di prospettiva visiva.Voi,notate cio'
che ho descritto?
Lavorare su
se stessi. Io ho già lavorato su me stesso, a lungo e
accuratamente, lavoro da quando sono nato e tanto forse mi basta, mi sta bastando ma sono convinto che non basterà. E' ovvio che poi è un work in progress
costante, però si fà moltissimo, tanto, a volte si pensa di aver fatto
troppo in poco tempo ma poi si dice... work in progress sempre ed in ogni
situazione.... work in progress all'infinito!!!
Mi sono
accorto, che sono gli altri che devono lavorare su loro
stessi, nella pressocché totalità dei casi. Osservare, osservare, osservare molto per vedere cose che qualche tempo fa non si notavono, si sorvolava. E' qui il meglioramento, il lavorare su se stessi. Quando
conosco nuove persone mi sembra di avere come un presscontrol che misura chi ho davanti a primo impatto riuscendo a interpretare segnali che prima mi sfuggivano. Volontariamente o no non lo so ma oggi vedo ciò che prima nascondevo ai miei occhi. E l'osservazione deve essere
spietata, fare radiografie prima ancora che chi sta davanti apri bocca. Se c’è
un segnale di qualcosa che non va, dovrà scattare l’allarme rosso nel cervello
e chi sta davanti viene messo in quarantena per un’osservazione ancora più attenta e
meticolosa, come gli antivirus fanno con i trojans sui PC. Non passare mai sopra a dettagli che sembrano
minuscoli. I dettagli non si possono nascondere
come i grossi difetti... nulla più deve scappare ad una osservazione attenta
di parole e comportamenti.
Mi sembra di non aver mai sbagliato, negli ultimi tre-quattro mesi, una diagnosi di
osservazione, e di questo devo ringraziare me stesso e qualche amico
fidato che mi ha fornito gli strumenti con i quali potenziare la
mia originaria capacità di osservazione (che già non era male, ma a
volte si sbagliava).
Cosa sbuca dalla mia osservazione? Un mondo desolante, pauroso, tutto da aggiustare. Di persone
vere ne avrò conosciute in tre mesi o più… mmmm… un paio direi, su decine che mi sono
capitate sotto tiro, anche per conoscenze mooolto superficiali. Quelle
decine? Sono da ricovero, la maggior parte di loro ha seri problemi
psicologici e manco se ne rende conto; gli altri non sono da meno,
perchè sono meschini, infami, pronti a usare le tue parole contre di te, e la cosa peggiore è che sono consapevoli di esserlo, consapevoli di fare ciò. Dovrebbero andare
in analisi, da qualcuno moooooolto bravo, e moooooolto a lungo (i
meschini invece dovrebbero solo andarsene a fanc….o, ma non ho avuto
problemi a mandarceli direttamente in prima persona: sono SEMPRE stato
MOLTO schietto per mia fortuna).
C'è gente in giro che mi disgusta profondamente, anzi mi fanno proprio
schifo a dirla tutta, perchè sono sub-umani, uomini e donne, di una
stupidità tale che ti chiedi com’è che certa gente non viene soppressa
per legge nella culla, o perchè viene permesso ai loro genitori - che
in genere sono altrettanto vuoti - di metterli al mondo, invece che far
loro una bella vasectomia o legare le ovaie; si dice "aiutati
che Dio ti aiuta", così come io mi sono sempre aiutato da ME; "mors tua vita mea", a ’sto punto.
Non svegliarmi, ancora un momento. Sento che sto per fare un sogno fatto mai.
Non svegliarmi, c'è ancora del tempo,
per rifare un sogno che forse scordai, o non feci mai. Forse mi trovo al centro di qualche passione,
preso dall'ebbrezza di andare, di provare,
con l'animo acceso
da chissà quale ragione;
una illusione o chissà,
un lampo
che a volte ti prende ma poi forse niente ti da. Tu lascia che cresca con calma il desiderio,
voglio conoscere la parte più vera che c'è. Forse riposo sul verde di una nuova conquista,
una terra ancora mai vista, pago di aver preso dal mondo
quel bene sperato... il frutto più dolce che c'è,
una certezza o chissà,
un lampo che a volte ti prende,
e poi tutto ti da. Non svegliarmi, ancora un momento
perché quello che ho visto
è tutto vero, è tutto vero..... E' un gesto illogico del vivere, è un grido del corpo
nella solitudine dell'universo, è carne dell'anima, disordine all'inizio del desiderio. Vengo ogni sera in questo posto, ma parlo poco e a volte la breve avventura
mi lascia solitario più di prima. Ma
mi fa comunque piacere l'allegria di una sera, una sera che si ripete. Ci sarà un giorno da vivere, oppure un giorno per cambiare. Un giorno non solo per me,
trovare qualcosa da conquistare, qualcosa da fare
non solo per me. Ci sarà un modo per dire le cose taciute,
un modo ci sarà... un modo per dire quelle cose non dette.. non dette non solo per me. Ma mentre mi fermo un momento a pensarci,
è già domani qui e la luce del sole entra prepotente dalla finestra. Volere troppo è come non volere niente, ci vuole calma e ragione.Per puro caso insieme alla ribalta,
dobbiamo dare il buon esempio ed
andare a testa alta. Eccoci, siamo noi sicuramente
i migliori, noi stessi, esistiamo..
ed anche i nostri infiniti difetti ci danno carattere. Ho fatto ancora tardi ieri sera, con gli occhi gonfi mi sveglio soddisfatto di quel che è successo. Qualcuno mi ha spinto quassù
e lo show deve andare avanti.
Ho imparato... che la vita
è dura...Ma io di più!!!
Ho imparato.. .che le
opportunità non vanno mai perse... quelle che lasci andare
tu non tornano più... e le prende qualcun altro.
Ho imparato... che quando
serbi rancore, amarezza e odio la felicità va da un'altra
parte.
Ho imparato... che nella vita si è soli.. qualcuno ogni tanto cammina a noi paralleli... ma ognuno è libero di prendere quel bivio che sta sempre di fronte a noi.
Ho imparato...che
bisognerebbe sempre usare parole buone... perché domani forse si
dovranno rimangiare.
Ho imparato... che un
sorriso è un modo economico per migliorare il tuo
aspetto.
Ho imparato... che nessuno
è perfetto... finché non ti innamori.
Ho imparato...che non
posso scegliere come mi sento... ma posso sempre farci
qualcosa.
Ho imparato... che le persone cambiano col tempo... sempre in peggio dal momento che le conosci.
Ho imparato... quanto conta il lavoro... e non solo per i soldi.
Ho imparato... a riconoscere l'amicizia... quella vera.
Ho imparato... che quando
tuo figlio appena nato tiene il tuo
dito nel suo piccolo pugno... ti ha agganciato per la
vita.
Ho imparato... che tutti
vogliono vivere in cima alla montagna.... ma tutta la felicità e la
crescita avvengono mentre la scali.
Ho imparato.... che
bisogna godersi il viaggio e non pensare
solo alla meta.
Ho imparato che... conta solo il presente. Ne il passato, ne il futuro... solo il presente.
Quello che ancora non mi è chiaro è... quante cose si devono imparare nella vita?
Da una ricerca pubblicata in questi giorni su un noto giornale scentifico britannico risulta che gli Inglesi passerebbero in media 36 anni della propria vita adulta
seduto. 36 anni passati davanti alla tv, a internet, guida dell'auto e
pasti, sono pari a 14 ore e 28 minuti al giorno o 18 giorni al
mese passati da seduti. L'esercizio fisico coinvolge, invece, solamente sei
giorni l'anno. Tre ore al giorno sono trascorse davanti al pc e 49
giorni l'anno davanti alla tv. Per cinque ore alla settimana, risulta nella ricerca, i
britannici leggono, che è pari al tempo che trascorrono al volante.
E' indubbio
che la felicità è legata anche ad una salute di ferro, alla giovinezza,
all' aspetto fisico, ai soldi. E' certo che queste possono aiutare ma,
solitamente, questi piaceri materiali da soli non bastano. E' felice
chi vede la vita con un atteggiamento psicologico positivo riuscendo a
superare meglio anche periodi difficili ed avversità che non sono
eccezzioni nella vita, sono regole... sono la norma. Il piacere viene spesso associato con la felicità ma,
nonostante possiamo
permetterci quello che una volta era considerato un lusso, è difficile
collegare questo come causa di felicità. Una vita ricca di piaceri non
è detto che si sinonimo di una vita felice perchè il piacere è un
sentimento effimero: non appena
cessa, svanisce anche l'emozione positiva.
"Una vita fatta di piaceri a buon mercato, che non comporta
mai qualche sfida, è una vita che conduce alla noia e alla depressione.
L'essere umano ha bisogno di crescere, di mettersi alla prova, di
sviluppare i suoi talenti e le sue potenzialità" [Seligman].
L'uomo deve esprimere le sue qualità. Abbiamo capito ormai che l'infelicità
viene da sé ed invece la felicità va cercata e costruita giorno
per giorno. C'è ne accorgiamo tutti i giorni che non è per nulla semplice essere felici. Intanto occorre essere
persone ottimiste non fingendo che tutto vada bene, quando si sta attraversando
un periodo difficile ed è qui che bisogna essere ottimisti. L' ottimismo è consapevolezza di essere in
grado di affrontare le difficoltà della vita e focalizzare quello che di buono e di
positivo c'è nella nostra esistenza ed inoltre e non per ultimo, occorre essere altruisti. Chi è pessimista
tende a concentrarsi sui problemi, gli ottimisti cercano sempre di
concentrarsi sulle soluzioni. E poi il lavoro, il luogo dove
trascorriamo la maggior parte della nostra giornata e che molto spesso
coinvolge anche emotivamente la nostra persona. Il lavoro diventa
fondamentale nella continua ricerca della felicità e, se quest'ambito
della nostra vita è insoddisfacente, la nostra soddisfazione personale
ne risentirà notevolmente. Bisogna cercare di
mettere sempre il nostro tocco personale in quello che si fa utilizzando le proprie potenzialità personali e vedere il proprio lavoro come
un contributo al bene comune. Questo attegiamento rende anche il lavoro più noioso, quello meno gravoso, un lavoro importante.
L'essere umano ha bisogno di stimoli, di scoprire e utilizzare i propri
talenti. Chi non si sfida mai, chi non si mette alla prova per paura di
fallire, non può realizzare il suo potenziale. E una persona che vive
un esistenza monotona e senza stimoli, difficilmente sarà felice.
Uahhuu che domanda!!!Ad un primo approccio la cosa che mi viene da scrivere è che “ognuno ha
la sua” ed è “proprietario indiscusso solo della sua vita”. Ma quante cose
succedono, alcune prevedibili, altre impensabili. Alcune cercate altre totalmente
impreviste. Insomma, sembra come un gioco in cui ognuno partecipa senza averlo
chiesto a nessuno, con l’incognita del domani…. costante, sempre presente,
incredibilmente vera. Ma chi può dire “domani mi succederà…..!!!!” . Non può
dirlo nessuno. Nessuno.
Come uomo di fede, la
vita è un “dono” di Dio. La vita sorge e si sviluppa dall'iniziativa salvifica
di Dio in Gesù Cristo. E' un dono affidato all'uomo, che la amministra con
tutto l’impegno, la custodisce, la promuove e la sviluppa come se dipendesse
tutta da se stesso e da Dio.
Nella sua identità
profonda la vita ci sembra un mistero grande e ineffabile; tutto può sfuggire
in un istante. Tutto questo perché la vita è la proprietà fondamentale
dell'uomo e l'uomo è la sua vita, ma la vita non è solo la sua autocoscienza,
la sua razionalità; è nemmeno soltanto i suoi sentimenti o la sua corporeità,
le sue emozioni, i suoi dubbi e le poche certezze. E’ un tutt’uno di tutto
questo.
E tutto è vero, niente è falso… ciò che accade nella vita
accade davvero, e com’è importante rialzarsi dai momenti difficili come godere
di gioia di qualcosa che è bello. Sono tutti momenti della vita che ognuno deve
gestire da solo, perché la vita è unica ed ha un unico proprietario.
Se pensiamo a cosa influisce nella vita di ognuno oggi sappiamo
che una parte è geneticamente trasmessa, l’altra dipende dall’ambiente o, per
meglio dire, dalla società in cui viviamo. Geneticamente trasmessa???Bhaaa…secondo me è tutto cultura, ambiente, società, relazioni sociali. L’uomo
si plasma in società. Un esempio….Una
bambina che non ha mai pettinato i capelli ad una bambola, o non ha mai avuto
un bambolotto, non sarà mai una vera donna. O no?
Se un uomo non lavora, potrà mai sentirsi realizzato nella
sua vita? Direi di no.
Se un anziano non è soddisfatto di quello che ha fatto in
passato, sarà mai felice negli ultimi anni della sua vita? Decisamente no.
Dopo questi stupidi esempi ho scritto che la vita di ognuno
dipende principalmente dalla società in cui ha vissuto, in cui vive, ed in
quella in cui vivrà. Diversi stadi evolutivi attraversa l’uomo nella sua vita….
Sono delle fasi particolari che l’individuo deve attraversare obbligatoriamente.
Queste cominciano sin dall’infanzia
quando il neonato, spaventato e atterrito dalla nascita deve combattere il suo
sentimento di sfiducia verso tutto quello che lo circonda trasformandolo, con
l’aiuto dei genitori, in fiducia, grazie alle cure e all’interesse che questi
sanno dare al proprio figlio.
Le fasi hanno un importanza differente ma i primi anni di vita
sono i più delicati in quanto plasmano l’animo e la ragione. La risoluzione
di questi conflitti è determinata di volta in volta dall'interazione tra le
caratteristiche dell'individuo e il sostegno che sa dargli l'ambiente sociale;
e così si intende come fondamentali sono le prime fasi che sono anche i primi, decisivi, conflitti.
Come l’autonomia contro la vergogna ed il dubbio, lo spirito di iniziativa
contro i sensi di colpa,e poi l’ essere
industriosi e non sentirsi mai inferiori e, nel periodo adolescenziale, trovare
una propria identità evitando la dispersione ricercando anche l’intimità
evitando l’isolamento. L’uomo deve poi tenere lontana la stagnazione
presentando in ogni dove la sua creatività. E poi da anziani… le persone matureosservano la vita in retrospettiva e la valutano. Se il
giudizio che ne danno è positivo, se si ritengono soddisfatti perché la propria
vita risulta in definitiva significativa e coinvolgente, sperimentano un senso
di pienezza, di armonia e di ricchezza. Se al contrario si trovano a rimpiangere
le energie mal utilizzate, le occasioni perse o le domande a cui non sono
riusciti a dare risposte, provano sconforto e disperazione: la propria vita
sembra, alla fine, essere stata priva di senso. Tale esito finale è un prodotto
cumulativo di tutte le risoluzioni dei conflitti precedenti che ci fanno capire
come sia la società ad essere decisiva nella vita. Un Urlo ci sta perfetto. hihihi.
Aaaaa….. la vita, ma chi c’è l’ho fa fare a starci
dentro?Eppure la possediamo e forse,
forse è un dono, sono momenti che si susseguono uno dopo l’altro senza mai
arrestarsi. Attimi lunghissimi o infinitamente brevi che si rincorrono, sempre
ed in ogni caso.
Ma visto che ci siamo dobbiamo provarci, tentare di farci una
vita di qualità, una vita che ci piaccia e che rispecchi il nostro carattere in
tutto e per tutto. Potremmo anche non riuscire, fallire, perché c’è la società
attorno a noi ed è lei che dirige la nostra vita. Ma pensare di non avere il
volante in mano della nostra vita mentre la società che è attorno a noi ci
pressa significa rinunciare a priori a farsi una vita. Perché una vita si “deve
fare”, cercando gli eventi ed evitando di farsi colpire da essi. E’ difficile!!
È molto difficile ma occorre sempre provarci anticipando o prevedendo gli
accadimenti. Eventi imprevisti ed imprevedibili ve ne saranno sempre ma per
evitare il conflitto interiore, se ne abbiamo la possibilità e l’opportunità,
occorre in momenti decisivi della nostra vita, prevedere con la ragione e
l’esperienza ciò che potrà accadere. Chissà…magari qualche volta ci si indovina!!!!
Esiste un sentimento che non finisce mai, non termina mai, anche quando
passano anni, decenni, secoli; se l’amicizia è vera e sincera basta un sguardo
che sa di affinità per intendere come sia questo il sentimento più importante
per l’uomo. Esso è un sentimento puro che nessuno può inficiare fino in fondo
perché se si è amici, veri amici, lo si è per sempre. L’amicizia non è
sfruttamento dell’altro ma comunicazione estrinseca ed intrinseca, chiara e
visibile ma anche buia e nascosta pronta però a sfociare e liberarsi.
Mi piace la definizione che da Wikipedia
dove si legge che l’amicizia è un sentimento di affetto vivo e reciproco tra due o più persone.
È considerato uno dei più importanti stati emozionali, alla base della vita
sociale, perché fonte di collaborazione al benessere comune, aiuto e
condivisione di momenti importanti. Ma leggendo un dizionario si trova qualcosa
in più, qualcosa di particolare, ed infatti si parla di un legame affettuoso
fra due o più persone, nato dalla consuetudine e da affinità di sentimento,
tenuto saldo da una reciproca stima e considerazione. Reciproca stima e
considerazione dice il dizionario che, in due parole, racchiude il succo di
questa esperienza diffusa ma a volte anche unica e speciale. Cicerone parla di
accordo perfetto riducendo l’amicizia ad una specie di contratto tra due o più persone
riducendo così a poco meno di un legame utile solo per raggiungere obbiettivi;
ma l’ amicizia è molto di più. L’amicizia è un avventura che non finisce mai e
che si consolida col tempo rinforzandosi e rigenerandosi, se vi è la necessità,
ma mai si distruggerà e se un giorno rincontrassi un tuo vecchio amico non
esitare, anche se vai di corsa, se stai lavorando, se non hai tempo, a fermarti
perché gli amici non si devono mai perdere, per nessun motivo. Non esiste amore
che possa sfiorare l’importanza di un amico a cui puoi dire tutto perché ti
capirà e se non la pensa come te non ti asseconderà, ma dirà sempre ciò che
pensa, con moderazione ed intelligenza, stima e considerazione. Uno scambio di
idee tra due amici non ha paragoni perché porta sempre ad una crescita
personale senza mai giungere allo scontro che, nell’amicizia vera e pura, non
esiste. Un amico vero non ti tradisce ma sarà sempre vicino nei momenti brutti
e belli che la vita ci offre. Essere amici è considerazione e stima, affetto ed
affinità, volersi bene senza mai andare oltre, e per questo non finisce mai.
Una splendida avventura che appassiona e che stupisce sempre più mano a mano
che il tempo passa e la si vive concretamente. Non è necessario vivere fianco
a fianco ad un amico, ma sentirsi vicini profondamente pur nella lontananza.
Due veri amici, infatti, non si mancano, vivono l’uno dentro lo sguardo
dell’altro, posso stare lontani con o senza comunicazione, non parlarsi per
anni. L’amicizia è oggi dimenticata perchè poco interessante o ignorata
rispetto al sentimento amoroso, l’amicizia può essere vissuta come
un’esperienza spirituale talmente forte da provocare sconvolgimenti emotivi pari
a quelli di un amore. L’amicizia è un amore più puro, quindi spirituale, più
libero. E’ la libertà di essere Noi sempre e comunque. E possibile che il
sentimento d’amicizia passi anche l’amore in certi casi perché significa
condividere con semplicità quel poco che sono e che ho da offrire senza puntare ad
obiettivi futuri, non c’è necessità di programmare il domani in quanto due amici
non hanno bisogno di programmare ma gli basta incontrarsi.
Vi è comunque amicizia e amicizia e
non tutti gli amici sono uguali. Quì su mi sono soffermato sull’amicizia che
definisco pura, quella unica, quella che nella vita puoi solo avere con non più
di due o tre persone. Quell’amicizia particolare che nessun aggettivo può
descrivere perché nessun termine può dare conto e modo di capire e descrivere
questo sentimento unico, puro.
Ma gli uomini sono dominati da due
sentimenti potentissimi: l’egoismo per se stessi e l’invidia verso gli altri.
Queste passioni, o pulsioni, muovono il mondo di oggi e una buona parte dei
rapporti che istauriamo con gli altri non hanno altruismo e generosità, non
hanno quella semplicità per capire che due amici possono offrire quel poco che
sono e che hanno da offrire, non c’è stima e neanche cooperazione e
considerazione. Questa è l’amicizia di conoscenza, quella che serve solo allo
scopo o al raggiungimento dell’obbiettivo; una specie di associazionismo che
svanisce quando si raggiunge il fine. E’ un amicizia che non ci serve alla
fine.
Chiudo questa piccola riflessione
sull’amicizia ed auguro a tutti di ritrovare un vecchio amico che sicuramente
vi permetterà di capire realmente quant’era e come sarà importante l’ amicizia
da qui sino alla morte, e, se c’è un'altra vita dopo la morte, anchè lì lo
ritroverete pronto a darvi ciò che desiderate senza scopo ne obbiettivo. Amicizia è guardarsi e capirsi al volo, essere complici per le sciocchezze e fratelli nelle cose serie, più bello d'amore è l'amicizia perchè priva di gelosia e senza competizione, qualcosa da difendere lottando e sacrificandosi.
L’amicizia è fantasticamente unica, particolare, importante, fondamentale; se
poi è amicizia pura questa è di più, è molto di più.
E' la ricerca mentale più impegnativa cercare di intendere il significato della propria esistenza. Si sente dire spesso che vivere è nascere, crescere, riprodursi e poi morire; che concetto riduttivo dell' esistenza. Noi viviamo in società, in contatto con gli altri scambiano opinioni, desideri, sentimenti, interessi e conflitti. Viviamo ricercando il sogno inrealizzabile, mettendo in moto la nostra fantasia, facendo volare il pensiero in luoghi splendidi ma sconosciuti, coscienti dell'impossibilità di raggiungerli veramente.
La vita è interazione
tra la maturazione fisica, che porta con sè nuove abilità e quindi
nuove possibilità e le richieste che la società sollecitano l'uomo affinchè egli apprenda nuovi comportamenti conformi alle regole istituendo modi convenzionali per far fronte alle esigenze che si presentano lungo le varie fasi che si attraversano vivendo. La
personalità si differenzia e si organizza gerarchicamente, passando attraverso una serie di "crisi psicologiche", ed in
concomitanza a queste crisi l’individuo allarga la gamma delle sue relazioni
sociali, delle sue conoscenze. La ricerca dell’identità è il tema centrale della vita che
comprende sia l’accettazione del sè che della civiltà in cui si vive e la vita deve essere intesa come ricerca di identità e noi esistiamo per sviluppare una unica, sola, personale identità con cui ci riconosciamo e ci presentiamo agli altri. Anche in questo caso parliamo di una condizione inconscia, interna, che si sviluppa nel tempo passando da crisi interiori per certi versi simili in ogni individuo. Il passaggio delle crisi in modo positivo permette di affrontare al meglio la crisi successiva che presto arriverà. Se la crisi non viene risolta allora questa rimarrà per sempre e sarà difficile trovare la soluzione per risolverla in futuro. Ma l'esistenza è un incognita e nella vita tante e troppe cose possono accadere e, con poco, varia la situazione precedente riuscendo a risolvere anche le crisi iniziali delle prime fasi di vita ed ancora tutte le fasi successive. Questo è lo schema che Erikson, un noto psicanalista, propose per individuare le varie fasi di crisi che gli uomini attraversano durante la loro vita.
della fiducia o sfiducia di base (1 anno)
dell'autonomia o vergogna e dubbio (2-3 anni)
dell'iniziativa o sensi di colpa (3-6 anni)
dell'operosità o senso di inefriorità (6-7/10-11)
dell'identità o confusione di ruoli (adolescenza)
dell'intimità o isolamento (età adulta)
della generatività o stagnazione (età adulta)
dell'integrità dell'io o disperazione (età adulta)
Dobbiamo tornare al concetto di ruolo sociale per intendere cosa significa Identità..... infatti, lo stadio più difficile da superare è noto sia nell'età dell'adolescenza, quando, se la ricerca di identità fallisce subentra incosciamente una confusione di ruoli che sarà difficile risolvere.
Tutte le fasi, com'è facile notare, si imperniano sul rapporto di ogni persona con l'ambiente sociale e che la risoluzione di ciascun conflitto
evolutivo dipende dall'interazione tra le caratteristiche
dell'individuo e il supporto dato dall'ambiente sociale.
Passiamo un terzo della nostra vita dormendo perchè fisiologicamente, secondo la teoria dell' adattamento, l'uomo doveva riposare per poter essere pronto il giorno ad affrontare la quotidiana lotta tra la vita e la morte. Altri dicono che il sonno permette di conservare energia ma oggi sappiamo che l'attività celebrale ed il consumo di ossigeno è maggiore durante il riposo rispetto al periodo di veglia. Si da per scontato, in ambiente scentifico, la divisione del sonno in quattro fasi tra cui la più interessante e la cosidetta fase REM (rapid eye movements); la fase dei sogni. Durante il sonno REM i muscoli si rilassano quasi alla paralisi; questa fase viene anche chiamata "sonno paradossale" perchè la configurazione delle onde celebrali è simile a quella dello stato di veglia; i movimenti rapidi dei bulbi oculari sembra siano dovuti all'esplorazione delle immagini nel sogno. Alcuni studi hanno dimostrato che se un individuo viene privato del sonno REM, svegliandolo poco dopo l'ingresso in questa fase, subentra uno stato di inquietudine e irritabilità. Tutto questo come breve introduzione ad un mio, approssimativo, pensiero sui sogni. Secondo Freud i sogni sono la "strada maestra per l'inconscio"; e a Freud c'è da credergli. Pensieri, sentimenti e ricordi a cui cerchiamo di non pensare da svegli si ripresentano con tutta la loro forza durante la fase del sonno; è l'inconscio che ci parla, dice Freud, e attraverso i sogni è possibile conoscerci meglio perchè chi ci parla e si esprime a noi stessi siamo appunto noi stessi. Alcune necessità e bisogni inconsce vengono fuori ed è possibile individuarle grazie ai nostri sogni. I sogni sono una parte importante di noi stessi. C'è chi dice... gli eventi quando siamo svegli sono numerosi ed il sogno serve ad una ordinazione di questi eventi ma non mi è mai capitato di sognare una scena avvenuta di giorno e quindi la penso come Freud. Ma cosa sognamo? e perchè? Spesso nei nostri sogni spiccano i materiali familiari e conosciuti ma a volte posti sconosciuti e persone mai viste si presentano ai nostri occhi chiusi. Ma perchè? cosa vogliamo dirci nei sogni? Pensando alla Freud credo di poter dire che nel sogno cerchiamo di realizzare le nostre pulsioni più intense ed importanti e nel riconoscerle, grazie al ricordo dei sogni, possiamo trovare spunti e, direi anche intuizioni, da presentare nel momento necessario. Partendo dal presupposto certo che io non mi tradirò mai è impossibile pensare che un mio sogno possa farmi male e credo che dai sogni possiamo trovare ciò che veramente siamo e non solo ciò che pensiamo di essere. Di solito viene sempre ricordato l'ultimo sogno perchè si ritiene che questo sia il più lungo, strano, ed eccitante; Sognare è importante e non ricordarsi i sogni è cosa grave, un difetto sostengo io, da curare... perchè, alla fine, è troppo bello sognare.
L'uomo cerca di realizzarsi nella sua vita. Ma realizzarsi nella vita cosa significa? Potremmo provare a fare un elenco interminabile di condizioni essenziali che avvicini l'uomo alla sua realizzazione ma ciò che più conta in questa lista infinita, ciò che metto al primo posto è il lavoro. Solo lavorando l'uomo si realizza perchè amore, gioie, soldi, felicità, sogni vengono sempre dopo. Il lavoro è la cosa che oggi, in questa società che va di corsa senza mai voltarsi, è necessario, indispensabile. Il piacere che l'uomo prova nel mettere in pratica la sua esperienza e la sua conoscenza nel proprio lavoro non ha paragoni con nessun altra parte vitale della nostra società. Riuscire nel lavoro significa riuscire nella vita e tutto il resto è un di più che serve, ma non raggiunge mai nella nostra ricerca continua di serenità e felicità ciò che il lavoro può darci. Oggi è indispensabileuna riflessione globale sul senso, sul fine, sul significato umano e sociale del lavoro e diviene necessaria pensando a ciò che questa, per alcuni stupida, invenzione umana da all'uomo stesso. Nella realizzazione della propria attività l'individuo trova diversi motivi della sua esistenza, e dire oggi che la condizione essenziale per raggiungere la felicità è l'autorealizzazione nell'attività quotidiana non è utopia ma la vera realtà. Solo con il lavoro l'uomo capisce quant'è importante la sua opera nel mondo, solo dando quello che il lavoro chiede... attenzione, conoscenza, esperienza l'individuo trova uno scopo che non sempre si traduce in fattore economico e non è di questo che stiamo parlando, bensì di quello che è invisibile per molti ma unico ed indispensabile per il singolo. La sua autorealizzazione nella vita che solo il lavoro può dare. Pensate, oltre ad amare il vostro compagno, a curare il vostro hobby, a pensare al futuro, a quant'è importante per voi oggi il vostro lavoro cercando e ricercando in questo strumento umano ciò che realmente cerchiamo. Tutto il resto verrà da sè.....
Oggi il lavoro è una fonte di Ruoli; i Ruoli sociali. Questi servono per il nostro rapporto con gli altri, e questi altri si pongono verso di noi servendosi della conoscenza che hanno del nostro ruolo sociale. Puoi essere un dottore rispettato come un odiato becchino ed il rapporto con gli altri non deriva da ciò che sei ma da ciò che fai. C'è da dire che ognuno si adatta al proprio ruolo e nessun becchino si presenterà come dottore perchè non ne possiede il ruolo e verrà subito scoperto. Ma i ruoli sociali non sono stabili, si possono anche scegliere a volte; essi variano con il tempo e non è detto che il becchino quando sarà pensionato, assumendo quest'altro ruolo, non sia dagli altri rispettato di più di un ex dottore. Nella vita tanti sono i ruoli che assumiamo.... col tempo... ma il periodo più lungo è quello lavorativo perchè non solo è fonte di sopravvivenza grazie al guadagno ma è sopratutto formazione di personalità dipendente dal ruolo assunto in questo momento della vita. Dicendola alla Dahrendorf l'uomo sociale è quello "del si dice e del si fà" che sta ad intendere quanta importanza si deve dare al pensare e fare. Pensiero e operatività quindi.... messi in pratica nella fase lavorativa. Quanto conta il lavore eeee!!!!
Non ci si interroga più sull' argomento oggi. E' quasi superfluo parlarne. E si, oggi è così. C’è chi trasforma il Cogito ergo sum (penso dunque esisto) in un Amo ergo sum.....…
Amo ergo sum… io esisto non perchè, non come diceva Cartesio, io sono un
essere pensante che dubita, che nega…
ma io esisto perchè amo , perchè sono amato … io esisto perchè sento la mia
carne solo grazie al mio amante, esisto perchè qualcuno mi ha amato o
si è amato… e quindi esistere è amare, ma anche sentirsi amato. Ma basta sentirsi amati? No. Secondo me non basta....
Difficile comprendere l’Amore, e per capirlo si deve anzitutto desiderarlo e se non lo si desidera, non lo si riconosce ed ecco che le
logiche del potere economico e politico di questa orrenda società ci fanno credere di non doverlo considerare indispensabile; oggi non si deve perdere tempo ad amare a meno
che non se ne ricavi un utile, un guadagno…ed invece è l'amore che dovrebbe essere il vero padrone della nostra coscienza…
E' l’ Amore che dovrebbe dominare le nostre vite e le nostre azioni; ma perchè oggi nella società come nella vita di coppia
esso diviene
indesiderato, denigrato.....…? e si!!! Non bisogna mai
chiedersi: a quale scopo io sto amando?. Non chiedetevelo mai!!!!
In un primo momento, il più bello di tutti, l' amore è anonimo e giunge di sorpresa ma non sempre si comprende..... ed il dubbio rimane.... si conosce e
dopo si ama o si ama e dopo si conosce? …e sapete chi è il vero amante?
Il vero amante è il Don Giovanni allo stadio iniziale perchè ama
facendosi avanti e senza chiedersi nulla in cambio, dando tutto senza
conoscere,
ama correndo il rischio di non essere ricambiato… poi però cade anche
lui nel tranello della reciprocità e dunque non riesce ad amare fino in
fondo… ed il tempo è tiranno... porta all'abitudine ma... ma l'amore resta sempre; nascosto dentro di noi resta sempre, ma è handicappato... gli manca l'espressione, sfigurata dal passare del tempo. Ed ecco che l' amore tradisce se stesso, è il tradimento dell'amore stesso.
Ma come si può intendere l’Amore?
Filosoficamente parlando Amore è sentimento, che parte dalla bellezza del
corpo per passare al bello in sè , la conoscenza e il bene in tutti gli
aspetti della vita, verso la perfezione… Ma la perfezione non esiste, non è mai esistita sulla terra e mai esisterà..... L'amore terreno è quindi rispetto nell' altro, cooperazione e sintonia, cuore e ragione unite nel combattere i problemi e le incomprensioni, nel mantenere, rifocillare e
ristabilire l'equilibrio interiore che solo amando e sentendosi amati l'uomo può conquistare.
Amore è rispetto verso la vita
dell' altro e la sua accettazione come individuo diverso da me, con i sui modi di essere ed i sui "vizi"… bisogna sconfiggere all'orgoglio insensato, la
menzogna spudorata, la vanità più esasperata, per non giungere al vuoto…
Se oggi lo includiamo nella nostra vita lo dobbiamo fare in
tutto, anche nei momenti di crisi sia interiori che esteriori cercando di capire, senza trascurare l' importante momento del "farsi capire"…
L'amore non è un mantello che si toglie e si mette… esso è sempre dentro di noi perchè se si ama non si finisce mai di amare.
Un gesto di affetto deve essere capito, interpretato, raccolto e coltivato, ed a volte è importante anche chiederlo. Esso non deve essere un momento ma deve durare in eterno, nella nostra mente. I brutti ed i bei momenti vanno ricordati e tenuti sempre dentro di noi e non devono essere accantonati anche se nessuno li potrà capire all' infuori di noi stessi. Ci basta riconoscerli, e portarli sempre con noi.
Io esisto
perchè qualcuno mi ha amato e perchè qualche altro mi amerà… Io esisto perchè qualcuno mi ama e mi
fa sentire speciale…. Oggi è importantissimo Amare, nell'indifferenza totale e totalizzante di una società che ha
dichiarato apertamente il silenzio dell' Amore e la sua morte… Forte come la morte è l Amore!!! non dimenticatelo mai.....
Quanti dubbi ci concede la nostra mente nel momento in cui dobbiamo prendere
una decisione importante. Infiniti quesiti fanno da contorno all'azione da compiere che, a volte, può anche cambiare la vita. Se pensiamo a quante volte
c'è toccato decidere su una questione importante si capisce immediatamente
quanto la condizione mentale giochi un ruolo predominante nella scelta, ma non
è l'unica. Infatti ad influire nelle nostre decisioni non è solo il nostro
pensiero, che comunque è, e rimane determinante, ma anche tante piccole
indicazioni che ci vengono dall'esterno e ci forniscono, quasi su un piatto d'oro zecchino, un pensiero diverso,
alterato, anche incompleto. A volte queste, quando la mente è offuscata, stanca,
stressata, diventano forti, tanto forti da falsificare la miglior decisione da
prendere. La scelta nel decidere cosa può essere giusto e cosa può essere
negativo per noi stessi dovrebbe essere preceduta da una riflessione intensa, considerando il più possibile vari aspetti e condizioni; una
riflessione seria e obiettiva che in nessun modo dovrebbe essere condizionata
da fattori non ad essa direttamente collegati. La scelta è appannaggio dell' individuo e solo lui
può intendere realmente quale sia la cosa migliore da fare, ma capita a volte che la scelta viene subita; a volte una scelta non è solo un atto necessario ma, se le condizioni che si presentano possono rompere l'equilibrio, ecco che diventa un esigenza, un bisogno, una cosa da fare. Il pensiero ed il pensare sono tanto
importanti per l'uomo, perchè attraverso il ragionamento e la riflessione si
può trovare una pace interiore nella scelta presa o reagire a quella subita pronti ad una controazione che ripristini un equilibrio. Niente deve impedire di utilizzare la
dote mentale dell’uomo, il ragionamento e la riflessione intendo. La
convinzione di essere il solo ad aver agito allo scopo, di essere pervenuto
alla scelta, è indispensabile per la coscienza umana che si ribellerà nel
momento che capirà come ad influire nell' azione non è stato solo il nostro
pensiero ma tante piccole congetture che altri credono siano utili e quindi da
loro consigliate e se il pensiero consolida e fa proprie queste indicazioni
l’azione è ibrida. La nostra riflessione ed
il nostro ragionamento, sono loro che devono guidare l’azione. Sbagliare in una scelta può capitare, ed a volte capita di pentirsi e voler tornare indietro pensando che ciò sarà possibile; ma ripristinare una situazione precedente, che sicuramente ha anche portato alla scelta, diventa impossibile ed è anche inutile tentarci. Può solo essere camuffata la scelta antecedentemente presa, è come indossare una maschera, che non fa che accrescere la tensione dopo che l'equilibrio e stato distrutto. Solo avendo realmente pensato alle azioni procurate dopo l'azione ci si rende conto che, tornare indietro è irreale ed inrealizzabile. Nel momento in cui prendiamo una decisione tramutandola in azione qualcosa cambia e sarà inutile qualsiasi controazione. Niente sarà come prima e non ci resta che preparare, con il ragionamento e la riflessione, una nuova azione che cerchi di sovrapporsi alla prima, coscienti dell'impossibilità di tornare indietro, cercando di trovare un nuovo equilibrio che non sarà mai uguale a prima perchè un condizione di equilibrio perduta non esiste più. Questo non nega la possibilità di trovare uno stato di equilibrio migliore, magari anche inconsciamente cercato da tempo.
Ma cosa ci motiva a compiere un gesto, un azione, un comportamento? Interessante argomento questo, lo riassumiamo in una parola; la motivazione. Sarà mai possibile determinare preventivamente una azione di risposta ad una causa? Ovviamente parliamo di uomini che con la ragione, le pulsioni, i sentimenti cercano di esprimere, presentare, porre se stessi al giudizio degli altri e di se stessi. Aristotele diceva che la mente controlla il comportamento e che gli esseri umani sono liberi di scegliere cosa fare, e quindi le azioni sono dominio esclusivo della ragione. Questa è la dottrina del "libero arbitrio" che divenne uno dei capisaldi della religione protestante insieme alla salvezza grazie solo alla Fede. Ma alla dottrina del libero arbitrio si oppone il "Determinismo", nato con Democrito, che sosteneva che tutti gli eventi risultano da concatenazioni inflessibili di cause ed effetto. Ma noi non siamo come le cose e gli animali e questa teoria non è adattabile all'uomo che pensa e agisce. Anche se Darwin diede, con la sua teoria sull'evoluzione della specie, nuovo lustro al determinismo questo rimase isolato allo studio sulle specie animali e sulle cose. L'uomo ragiona e, oltre al determinatismo causa effetto, esso ha qualcosa in più. E poi c'è l' istinto, come tendenza comportamentale a base genetica, che guida le nostre azioni. Freud prende come esempio di motivazione all'azione gli "istinti inconsci"; l'uomo si lava le mani per il suo istinto di pulizia. Teoria simile è quella della "riduzione delle pulsioni": un bisogno produce una pulsione diretta verso comportamenti che riducono il bisogno, e con ciò la pulsione. Tra queste quella di Aristotele sembra la più appropriata perchè, togliendo la possibilità di un destino infame e già scritto, l'uomo ragiona come dice Cartesio, e la vita si sviluppa tramite azioni guidate dalla ragione. Se l'uomo pensasse che il suo destino fosse già scritto allora la motivazione sparirebbe perchè inutile sarebbe il fare o pensare di fare un azione perchè questa è già scritta. Tutte le scoperte, le invenzioni, i miracoli e le tragedie non possono e non devono essere scritte, già preimpostate, perchè il mondo non è come ci raccontano nel film Matrix. L'uomo è libero di agire e se solo pensasse un attimo di non poter cambiare il suo futuro ogni suo gesto perderebbe gran parte del suo effetto e del suo significato.
Tra le argomentazione a base filosofica che più mi attraggo ve ne è una che, con grande significato, cerca di individuare le cause e gli effetti che portano l'uomo ad associarsi per raggiungere un suo fine. Come nella coppia, tanto nella società, questo spirito degli individui umani che si uniscono tra loro solo alla scopo di realizzare un reciproco interesse è insito in noi e difficilmente un uomo solo realizzerà un suo fine. La spinta ad associarsi nasce dal bisogno primario dell'uomo, l'autoconservazione; la libera ricerca della felicità e la tutela della vita sono un motore inesauribile della nostra coscienza che spinge a raggiungere lo scopo prefissato, ma se questo non è raggiungibile da soli allora l'uomo razionale cerca di associarsi in tal modo da unire forza, intenti, possibilità, motivazioni nella soddisfazione del bisogno. Se inteso come strumento di potenziamento e di miglioramento della condizione sociale e naturale dei singoli l'associarsi ha un senso. In esso il singolo trova ciò che l'uomo cerca.... supporto e aiuto morale, ed anche fisico. E nell'associarsi che l'uomo deve rispettare delle regole che valgono sia per lui che per tutto il gruppo; si tratta dell' autogestione e dell' autogoverno in quanto queste due forme razionali di porsi agli altri devono essere intese ed accettate per evitare la rottura improvvisa del rapporto istaurato. Secondo il mio parere unirsi per collaborare è tra le funzioni razionali che l'uomo può sfruttare per realizzare i suoi bisogni che sono anche i suoi interessi e quelli degli altri. E' nella cooperazione che l'uomo riconosce se stesso come parte di un tutto, che può essere una coppia, una squadra di calcio ma anche un industria, un partito politico, un associazione di paese. Associarsi col fine di collaborare è una delle doti più importanti che l'uomo possiede e sin dal periodo preistorico gli uomini si associano ritrovandosi in gruppo; quando questi capirono che unirsi significava possibilità di sopravvivenza gli uomini si legarono lasciando la loro individualità, o meglio, trasformandola in autogestione personale e autogoverno del singolo in confronto al gruppo. Perdere queste qualità significa ritrovarsi come in un tunnel buio in cui l'uscita, vista come obbiettivo, è lontana; molto lontana.
La
stagion del Carnevale
tutto il Mondo fa cambiar.
Chi sta bene e chi sta male Carnevale fa rallegrar. Chi ha denari se li spende;
chi non ne ha ne vuol trovar; e s'impegna, e poi si vende,
per andarsi a sollazzar. Qua la moglie e là il marito,
ognuno va dove gli par; ognun corre a qualche invito,
chi a giocare e chi a ballar.
Mi è sempre piaciuta la storia greca e i sui grandi filosofi e il mio nickname deriva da uno sconosciuto, grande uomo che viveva ad Atene tanto tempo fa. Le idee di questi grandi uomini non sono state colte nel loro senso ed è per questo che il nostro mondo va a farsi fot....e!!!
Leggere per credere
Alcune frasi celebri del grande Socrate.....
Se sai di non sapere, sai già molto.
So di non sapere.
Il canto è il suono dell'anima.
Ero veramente un uomo troppo onesto per vivere ed essere un politico.
Perché ti meravigli tanto se viaggiando ti sei annoiato?
Portandoti dietro te stesso hai finito col viaggiare proprio con quell'individuo dal quale volevi fuggire.
I cattivi vivono per mangiare e bere, mentre i buoni mangiano e bevono per vivere.
C'è un solo bene: il sapere. E un solo male: l'ignoranza.
La meraviglia è un sentimento assolutamente tipico del filosofo. La filosofia non ha altra origine che questa.
Non sono un ateniese o un greco, ma un cittadino del mondo
Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l'ignoranza.
Avendo così pochi bisogni che meno non si potrebbe, sono vicinissimo agli dei.
Nulla può far danno a un uomo buono, né in vita né dopo la morte.
La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere!Perchè io so di sapere più di te, che pensi di sapere.
L'esser contenti è una ricchezza naturale, il lusso è una povertà artificiale.
Chi vuol muovere il mondo prima muova se stesso.
Una vita senza ricerca non vale la pena di essere vissuta.
Abbiamo la spazzutura fino alla testa e se questi non si decidono a pulire mi pare che possiamo uscire con la mascherina. Menomale che siamo in inverno e non fa caldo.
Ma le tasse noi perchè li paghiamo?
Facciamo sciopero delle tasse e vediamo che si lamenta.