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Il Tribunale di Messina ha dichiarato il fallimento della Fc
Messina, la societa' calcistica dei fratelli Vincenzo e Pietro Franza. Alla base del provvedimento, l'esposizione debitoria milionaria della societa' e l'incapacita' della dirigenza di farvi fronte.
Tra le voci del debito, anche quelle legate ai rapporti tra soci. A
chiedere il provvedimento sono stati i quattro pm della procura che si
occupano del caso, Vito Di Giorgio, Francesca Ciranna, Fabrizio Monaco
e Maria Pellegrino, nell'ambito della tranche d'inchiesta relativa al
falso in bilancio, dopo aver visionato gli atti sequestrati lo scorso
15 ottobre e le perizie depositate dai consulenti. A quella data
risale, dopo l'accusa di concorso in abuso di ufficio, quella di falso
in bilancio per Pietro e Vincenzo Franza, rispettivamente presidente e
vicepresidente del FC Messina. A fronte di un nuovo troncone di
inchiesta, avviato dai sostituti procuratori, sotto accusa era finita
la gestione amministrativa delle due societa' Messina Calcio e
Mondomessina.
Societa' che per ammissione degli stessi Franza avrebbero registrato debiti pari a 28,3 milioni di euro.
La sezione di Pg della Guardia di Finanza aveva allora sequestrato gli
atti ed i bilanci relativi alla gestione delle due societa', a partire
dal 2006 ad oggi. Ed i tifosi esultano per il goal che non ti aspetti. Una rete che con molta probabilità manderà a
gambe all'aria la società calcistica dei fratelli Franza. La sentenza è stata depositata nella tarda
mattinata di un giovedì che sarà a lungo ricordato non solo dai massimi
dirigenti ma anche dagli appassionati e non delle sorti del calcio a
Messina. La famiglia Franza ora ha 15 giorni per impugnare il ricorso.
Sul dichiarato fallimineto esprimono pareri alcuni noti personaggi messinesi tra cui:
Nino Martorana, storico rappresentante della tifoseria messinese: "speriamo
che possa servire per far sì che si sveltisca il cambio, speriamo
soprattutto che non sia d'intralcio, ma che anzi risulti utile a
riavere al più presto la nostra squadra e tornare allo stadio per
ricominciare".
Giuseppe Buzzanca: "E'
bene che gli stadi tornino al Comune. Non è un problema se la squadra
continuerà ad usarli, ma l'amministrazione comunale è proprietaria
delle strutture. La curatela fallimentare sarà un'occasione per fare
chiarezza. E' un epilogo triste ma diventa un modo per rilanciare il
calcio, che fra le tante emergenze cittadine è una delle nostre priorità".
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