25 apr, 2018

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La famiglia nucleo essenziale della società

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famigliaLa famiglia e' il nucleo essenziale e vitale di una società. Oggi e' attaccata nella sua unità e integrità. L'aborto, l'infedeltà' coniugale, la mancanza di dialogo, l'incapacità' di perdono, il richiedere solo diritti, la chiusura alla vita, la corsa al benessere economico, l'arroganza nel dialogo, il vivere di istinto e tante altre malattie stanno colpendo la famiglia.
Colpire la famiglia nella sua unità e integrità significa colpire la società al cuore, significa colpire la persona nella realtà più intima, fondamentale e vitale.
Stiamo assistendo ad una epidemia di famiglie che si frantumano continuamente, relazioni extraconiugali viste come normali, volontà di rompere e distruggere il vincolo matrimoniale.
Distruggere la famiglia equivale a distruggere la persona, ogni persona che la compone. "Distruggiamo l'uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio; distruggiamo l'unita' della famiglia, così sarà distrutto l'essere umano". È l'antitesi della creazione: "Facciamo l'uomo a immagine e somiglianza di Dio, maschio e femmina li creò" (cfr Gen 2, 26-27).
"Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. Così che non sono due ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha unito l'uomo non lo separi" (M t 19,4-6).
A questo disegno di amore, unità e vita, la società di oggi vuole contrapporre un altro orribile disegno fatto di odio, adulterio, aborto, trasgressione, corruzione e morte.
Il maligno sta impregnando spesso i mass-media, basti pensare alle telenovellas, film, trasmissioni come "Le coppie" e spettacoli vari, per attaccare continuamente l'immagine della famiglia fondata sul matrimonio.
E così tutto sembra lecito. Ad esempio: parlare continuamente di adulterio in tanti posti di lavoro, "innamorarsi" di persone già sposate, iniziare "storie assurde" tra persone già sposate e tante altre cose. Sembra vedere come tante persone impazzite che si stanno lasciando guidare non più dalla ragione, dal vero amore, ma dall'istinto!
"Sento amore per te" dice una persona sposata ad un'altra già sposata con figli... e iniziano storie non di amore, ma di distruzione.
Rabbia, confusione, insofferenza per il proprio coniuge, indifferenza verso i propri figli, auto-distruzione, intolleranza verso tutti, degradazione morale e tanti altri guai sono i frutti di queste storie che di amore non hanno neppure l'ombra.
"Mi batte il cuore forte per te" dice una persona sposata ad un'altra sposata... È questo forse amore? No! Solo tentazione, e siccome la tentazione è contro natura, il sentimento che proverò sarà ancora più forte di quello pacificante del vero amore.
Tanti dicono "da quando ho iniziato questa storia extraconiugale ho emozioni più forti di quelle avute nel mio matrimonio".
L'essere umano colpito nella realtà più intima e sacra, viene distrutto, e prova sensazioni forti; sensazioni di morte, non di vita. Infatti oltre a queste sensazioni forti, si prova anche angoscia, paura, stordimento, rabbia, volontà di autodistruzione: sicuramente non frutti di un vero amore.
Vogliamo costruire una società di infelici? Continuando a seguire il nostro istinto e non Dio e la sua Parola, le tenebre dell'errore, oscureranno sempre più lo splendore della verità. È ora di svegliarsi dal sonno! "Se il tuo occhio destro ti e' occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nell'inferno" (Mt 5,29):
Custodisci il tuo cuore nella fedeltà perché, "chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore" (M t 5, 28).
Non chiamare l'adulterio amore, ma solo peccato e tentazione perché "guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre..." (Is 5, 20a).
"Mortificate dunque questa parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi..." (Col 3, 5).
"Perché questa e' la volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dalla impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passione o libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno offenda e inganni in questa materia il proprio fratello, perché Dio è giudice di tutte queste cose, come vi abbiamo detto e attestato.
Dio non ci ha chiamati all'impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste norme, non disprezza un uomo ma Dio stesso, che vi dona il suo Santo Spirito" (1Ts 4,3-8).
Non guardate alla televisione ciò che è immorale, ciò che è trasgressione, ciò che inneggia al tradimento e all'infedeltà coniugale perché "La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se. dunque la luce è tenebra, quanto grande sarà la tenebra" (Mt 6,22-23).
Se hai sbagliato ravvediti, "non aspettarti a convertirti al Signore e non rimandare di giorno n giorno" (Sir 5, 7).
Invoca il Signore Gesù, chiedi a lui di liberarti dal male, confessati, dona al Signore la tua debolezza e il tuo peccato. Perché "Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora diventeranno come lana" (Is 1, 18).
Se infatti con "l'aiuto dello Spirito voi fate morire le opere della carne voi vivrete!" (Rom 8, 13b ). "I desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace" (Rom 8, 6).
"Basta col tempo trascorso nel soddisfare le passioni del paganesimo, vivendo nelle dissolutezze, nelle passioni, nelle crapule, nei bagordi, nelle ubriachezze e nel culto illecito degli ideali" (IPt 4,3).
In conclusione, fratelli, tutto quello che e' vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che e' virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri (FiI4, 8).
Agli sposati poi ordino, non io, ma il Signore: la moglie non si separi dal marito... e il marito non ripudi la propria moglie (ICor 7, 10a-llb). Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio (M c 10, 11-12).
"Cercate ciò che e gradito al Signore e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente" (Ef 4, 10-11).
"Per il resto attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo" (Ef 6, 10-11 ).
 
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