22 lug, 2018

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26/09/2008 - Funzionalità delle fontane artistiche e pubbliche della città

Notizie

4 fontaneAmministrazione comunale, Soprintendenza, ed Azienda Meridionale Acque Messina, si sono ritrovate attorno ad un tavolo operativo, per le soluzioni connesse alle problematiche della funzionalità delle fontane artistiche e pubbliche di Messina. L'iniziativa è stata presa dal vicesindaco, on. Giovanni Ardizzone che ha riunito a palazzo Zanca, il presidente dell'Amam, Domenico Battaglia, la dott.ssa Caterina Ciolino, dirigente del Servizio per i Beni Storico-Artistici ed Etnoantropologici e l'arch. Mirella Vinci, responsabile del servizio XI Beni Paesistici, Naturali, Naturalistici ed Urbanistici, della Soprintendenza di Messina, insieme a tecnici del Comune. L'incontro ha permesso di programmare una linea di interventi mirati alla ristrutturazione e manutenzione delle fontane sia pubbliche che monumentali del territorio. L'assessore Ardizzone ha sottolineato che “i beni artistici di Messina, di cui le fontane sono un esempio particolarmente significativo, vanno difesi e tutelati, e soprattutto resi funzionali sia per la cittadinanza ma anche per i numerosi turisti in visita alla città”. Come primi interventi saranno eseguiti i sopralluoghi venerdì 3 ottobre alla fontana Orione di piazza Duomo ed alla fontana S. Gennaro di Corso Cavour. Quella di Orione è la fontana realizzata nel 1547 dal Montorsoli, artista che nel 1557 ultimò anche quella del Nettuno. Montorsoli, allievo toscano di Andrea Ferrucci da Fiesole e quindi seguace di Michelangelo, fu architetto del Senato (1547-1557) e legò il suo nome a molte opere di Messina, tra le quali, la fontana del Nettuno, deputata a nobilitare la Cortina del Porto e quella di Orione, annoverata dalla critica tra le più eminenti del Rinascimento europeo. All'opera di Montorsoli ed al restauro della fontana del Nettuno, che la Soprintendenza ha condotto nove anni fa, Città & territorio, la rivista del Comune, dedicò un numero monografico nel dicembre del 1999. La seicentesca fontana di Gennaro è costituita da un putto acquaiolo. Il suo nome secondo alcune ipotesi è attribuito al dio latino Giano che nelle vicinanze aveva un tempio a lui dedicato. Sino al 1870 l'acqua fuoriusciva dai quattro mascheroni che ornano la base del globo terrestre fasciato con i segni dello Zodiaco. Dopo il terremoto del 1908 è stata riposta nel Museo perché la statua era priva del braccio destro, del piede sinistro e del mento e dopo il restauro, nel 1932, è stata collocata nell'attuale incrocio.

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