24 set, 2018

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Il business del caro estinto

Notizie

Anche un’impresa di pompe funebri denominata La Funeraria tra i beni sequestrati dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo a Giuseppe Trinca, 42 anni, arrestato per mafia il 30 maggio del 2007. L'interesse delle organizzazioni mafiose per le pompe funebri era già noto. Il 28 dicembre dell'anno appena concluso, infatti, è stato ucciso il boss mafioso Salvatore Calì di 58 anni, davanti alla sua impresa di pompe funebri nel centro di San Cataldo. L'uomo, condannato in passato a nove anni per mafia, fu arrestato durante l'operazione "Leopardo" all'inizio degli anni '90 durante il primo blitz contro i clan del Nisseno. Mafia e pompe funebri furono al centro della cronaca anche nel maggio del 2007 quando, nel corso dell'operazione "Osiride" a Foggia, furono arrestate 10 persone accusate di fare parte di una organizzazione mafiosa finalizzata alle estorsioni. Le indagini, partite dopo le scarcerazioni dei presunti mafiosi Roberto Sinesi e Raffaele Tolonese, fecero emergere che, attraverso atti intimidatori, l’organizzazione mafiosa imponeva a varie imprese di onoranze funebri di pagare 500 euro per ogni funerale effettuato, oltre all’obbligo di affidare alle agenzie funebri la trattazione delle pratiche amministrative relative al trasporto dei defunti, per le quali veniva applicata una tariffa maggiorata. Furono inoltre indagate, all'interno della stessa operazione, altre 22 persone, tra cui dipendenti degli Ospedali Riuniti, guardie giurate, dipendenti e volontari del 118 che fornivano notizie ai componenti dell’associazione mafiosa per ogni decesso che avveniva presso le strutture sanitarie foggiane, in cambio di denaro. Tra gli indagati si fece anche il nome di Giuseppe Scopece, titolare di una agenzia di onoranze funebri e noto alle forze dell'ordine, misteriosamente scomparso nel novembre del 2006 probabilmente vittima di lupara bianca.
 
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