Un poveraccio aveva donato il proprio seme a una coppia di
lesbiche che desiderava disperatamente avere figli e non voleva, o non
poteva, spendere soldi per l’inseminazione artificiale in clinica. Ma
la legge britannica non tutela questi accordi «fai da te», per cui un
pompiere di Londra si è ritrovato costretto a pagare l’assegno di
mantenimento ai due bambini dopo che le donne si sono separate.
E invece no. Un anno fa Andy è rimasto di stucco quando gli è arrivata
una lettera della Child Support Agency, l’ente pubblico incaricato di
rincorrere i genitori assenti (padri, nella stragrande maggioranza) per
riscuotere l’assegno di mantenimento, con cui gli veniva imposto di
sottoporsi a un test di paternità. E così, dopo aver sborsato le 400
sterline (600 euro), Bathie ha dovuto tirarne fuori
altre migliaia, pena il sequestro della paga.
«Avvertiamo gli uomini che forniscono materiale genetico che l’unico
caso in cui non sono padri (secondo la legge) è quello in cui il
loro seme viene donato a una clinica provvista di licenza. Questo non
vale per i siti web non regolati o per l’inseminazione fatta in casa».
Il governo britannico sta già lavorando a una legge che assegni la
patria potestà a entrambi i partner dello stesso sesso uniti in
cerimonia civile. Per ora, nel caso di una coppia di lesbiche, spetta
soltanto alla madre biologica.| < Prec. | Succ. > |
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