20 gen, 2018

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La balbuzie e i sassolini in bocca

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La balbuzie è un disturbo provocato da fattori fisiologici, su cui poi si aggiungono dei problemi patologici dovuti alle numerose esperienze negative che causano momenti di arresto o interruzione momentaneane dell'articolazione delle parole. A riprova che il disturbo della balbuzie è strettamente correlato al disordine del ritmo della parola basta ricordare che chi è balbuziente non balbetta se canta: l'armonia che esegue consente di creare come una traccia, un "binario" che viene sfruttato dalle parole per fluire senza intoppi. È per questo motivo che seguendo il battito di un tamburo (ma anche di un piccolo metronomo elettronico o addirittura di un piccolo vibratore da tenere in mano per percepire il ritmo) il balbuziente può facilmente e in modo autodidatta, imparare a parlare senza balbettare. Si può citare il musicista Franco Battiato, le cui interviste giovanili mostrano una forte balbuzie, mentre già a partire dalle interviste degli anni '90 il problema risulta risolto. Un altro cantante la cui arte si intrecciava profondamente con la sua severa forma di balbuzie è stato John Paul Larkin detto Scatman John. Tra i grandi della storia si annoverano molti balbuzienti, alcuni dei quali sono riusciti a superare e vincere la balbuzie. Si possono ricordare: Mosè, Esopo, Demostene, Aristotele, Niccolò Tartaglia, Miguel de Cervantes, Robert Boyle, Isaac Newton, Napoleone, Charles Darwin, Lewis Carroll, Lenin, Winston Churchill, Jorge Luis Borges, Alan Turing. Personaggi notissimi che ora elencheremo in dettaglio di seguito:
 
Sei balbuziente? sei in buona compagnia!!! Famosi personaggi della storia erano balbuzienti, alcuni dei quali davvero insospettabili.....
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Troviamo così Clara Barton,  fondatrice della Croce Rossa Americana e conosciuta come ‘l’Angelo dei campi di battaglia’ per aver soccorso i soldati nella guerra civile americana e in quella franco-prussiana del 1871.
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Accanto è raffigurato Isaac Newton, che non ha bisogno di presentazioni.
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Vi è poi Giorgio VI, re d’Inghilterra prima e dopo la seconda guerra mondiale: ne parla Frederick Murray nel suo libro ‘La balbuzie’ che l’Associazione ha fatto pubblicare dalle Edizioni Omega di Torino: "Nel 1937, quando avevo dodici anni, attendevo con notevole eccitazione di sentire per radio il suo primo messaggio natalizio perché avevo saputo che era balbuziente. Nonostante in quegli anni cominciasse a diffondersi il sistema della registrazione, lui aveva scelto di parlare dal vivo. Captai la BBC al momento giusto e sentii un gracchiante ‘Signore e signori, Sua Maestà Re Giorgio VI’. Iniziò senza difficoltà, ma poi il suo parlare si fece via via più faticoso. Si fermava fra le parole, dapprima pause brevi, poi sempre più lunghe. Capivo dal ritmo che stava per bloccarsi e trattenevo il respiro aspettando che succedesse. Un lungo silenzio, brevi suoni che tradivano tutto lo sforzo profuso nel tentativo di parlare e poi rapide ripetizioni dalle quali esplodeva fuori la parola. Capitò varie volte durante quella prima trasmissione. Nonostante il suo impedimento, Re Giorgio continuò a parlare in pubblico, infondendo fiducia al Paese quando esso ne aveva più bisogno. Lo sentii dichiarare guerra alla Germania nel 1939. Era talmente emozionato che quasi non riusciva a parlare, eppure il suo messaggio fu chiaro. Ero affascinato dall’amore che dimostrava per il suo popolo e sentivo tutto il suo dolore per ciò che esso doveva affrontare".
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Arriviamo poi a Winston Churchill. Potete trovare sul sito una intervista immaginaria al grande statista inglese. Ne consigliamo la lettura perché egli è un esempio per tutti noi.

 
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E così ci imbattiamo in Aristotele, un altro personaggio che non ha bisogno di presentazioni. Curiosamente si legge che egli – filosofo, botanico, zoologo, fisico, critico letterario, geologo, biologo – paradossalmente non sapeva niente proprio di balbuzie. Pensava infatti che essa fosse causata da una malformazione della lingua.
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Troviamo poi il volto sorridente di Marilyn Monroe. Anche in questo caso vi rimandiamo alla lettura dell’intervista immaginaria con l’attrice.
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In contrasto col sorriso di Marilyn, il volto grave di Charles Darwin, che come altri non ha bisogno di presentazioni. Da segnalare invece che anche il nonno, Erasmus Darwin, il maggior fisico del suo tempo, era balbuziente.
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Si prosegue con W. Somerset Maugham, dottore, scrittore, diplomatico e altro ancora, presentato come il più grande scrittore di racconti brevi di tutti i tempi. Tra questi ‘Of Human Bondage’ narra in forma autobiografica tutta la sua sofferenza per una forma di balbuzie particolarmente severa.    
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La carrellata del poster si conclude con Lewis Carroll, professore di matematica a Oxford, poi divenuto famoso come scrittore di romanzi di fantasia per ragazzi: tra gli altri ‘Alice nel paese delle meraviglie’. Il disturbo era un male di famiglia: i nove fratelli avevano tutti, chi più chi meno, qualche impedimento di parola.

E allora partiamo da Mosè, come tutti si aspetteranno: la Bibbia, nei capitoli IV e VI dell’Esodo, narra tra l’altro che egli spiega la propria balbuzie dicendo: "Io sono incirconciso nelle labbra!". La Bibbia dice anche che essendosi Mosè lamentato col Signore perché lo mandava a profetare e ad arringare con la lingua tanto impacciata, il Signore gli consigliò di condurre con sé in quelle occasioni il fratello Aronne, che aveva invece la lingua speditissima, affinché gli servisse da portaparola. E Mosè, come è ben noto, si faceva infatti accompagnare sempre dal fedele Aronne.

Demostene è probabilmente il più famoso in quanto tutti noi abbiamo provato a parlare con gli altrettanto famosi sassolini in bocca... Cicerone narra che in gioventù l’oratore greco non era capace di pronunciare la erre ma che con l’esercizio riuscì a farlo perfettamente; altrove (De oratore, I, 6) scrive anche che era balbus. Plutarco ha poi divulgato la leggenda, che può essere vera, dei sassolini. Racconta infatti che teneva i sassolini in bocca per tenere sollevata la punta della lingua onde ottenere le vibrazioni per correggere la erre, essendo egli bleso. Ma – prosegue – era anche balbuziente. Ci parla infatti di contrazioni delle spalle e descrive il fiasco di Demostene la prima volta che si presentò in pubblico e l’avvilimento in cui era caduto di fronte alla salva di fischi che subissò la sua ostinazione nel voler parlare. Di questo secondo difetto Demostene fu curato da Satiro, professore di declamazione, con esercizi di respirazione e di dizione sotto il forte dominio della sua tenace volontà di guarire. Si narra anche che Demostene durante la cura non si lasciò vedere da nessuno e rimase chiuso per parecchi mesi in una stanza con la testa rasata per metà, affinché la vergogna gli impedisse di uscirne se gliene fosse venuto desiderio.

Altri balbuzienti famosi: lo stesso Cicerone, il favolista Esopo, il poeta Virgilio, Giulio Cesare, l’imperatore romano Claudio...

Una interessante carrellata di personaggi balbuzienti, piena di aneddoti e curiosità, ce la offre Antonio Sala in un libro del 1922 ("Cura della balbuzie", Ulrico Hoepli Editore, Milano). Troviamo per esempio il Re Battos, balbuziente, anche se – scrive il Sala – non si sa bene se Battos ebbe questo nome perché balbettava oppure se i balbuzienti furono chiamati battos perché parlavano come il re che aveva questo nome.

Di Aristotele, Antonio Sala scrive che il grande filosofo fu di favella alquanto stentata, difficile e oscura e Bernardo Trotto, nei suoi Dialoghi, per dimostrare quanto la natura umana sia portata all’imitazione, scrive: "...e gli scolari d’Aristotile non solamente imparavano dai suoi ragionamenti i mirabili segreti delle cose naturali, ma anco con la lingua balbettavano come egli faceva".

Anche tra i religiosi troviamo balbuzienti famosi: il Sala ci parla di S. Carlo Borromeo, famoso per il suo ingegno, il suo sapere e le sue grandi virtù. Cita poi il Giussano che nel 1610 scrisse la vita di S. Carlo notando "...che era molto impedito nella favella". Troviamo poi il dottissimo gesuita belga Van de Stün, più noto col suo pseudonimo di Cornelio, il quale insegnando presso l’Università di Lovanio e poi in quella di Roma non sapeva parlare se non dalla cattedra; Padre Pietro Giuseppe De Clorivière, fondatore della Società dei Sacerdoti del Cuore di Gesù e infine Papa Pio XII.

Malherbe (1555-1628), poeta, riformatore della lingua e della poesia francese, era molto balbuziente.

E ancora, Boyssi D’Anglas, deputato della Convenzione, che con tanto coraggio continuò a difendere in Francia la Restaurazione.

Da citare il caso di Niccolò Cavallaro, insigne matematico più noto come Tartaglia: come capita a molti altri balbuzienti, parlava benissimo quando era in cattedra, mentre aveva enormi difficoltà nelle conversazioni non ufficiali. Altri invece reagiscono in modo diverso e trovano maggiori difficoltà, come sappiamo, proprio dinanzi ad un uditorio numeroso.     Curioso e fuori dal comune era comunque il blocco emotivo che colpiva Alessandro Manzoni, che non solo era assolutamente incapace di pronunciare una sola parola in pubblico, ma neppure riusciva a scrivere una semplice dedica su un album o a scrivere alcunché in presenza di qualcuno. Sulla fobia verbale del Manzoni si è molto basato il Lombroso per concludere un suo studio psichiatrico intorno al grande scrittore, affermando che egli era un "degenerato al pari dei delinquenti nati"! (Cesare Lombroso: Nuovi studi sul Genio, Palermo, 1910).

Numerosi sono stati poi i sovrani balbuzienti: Oliba, conte di Barcellona, fu detronizzato proprio perché era balbuziente. Non riusciva a dire una parola difficile fino a che non avesse battuto tre volte il piede per terra.

Michele II, imperatore di Costantinopoli (820-829), che fu detto il balbo.
Luigi II, re di Francia (877-879), soprannominato il balbo (che fantasia!).
Mehemet Al Nasser, re di Spagna, regnò durante la dominazione araba (1199-1213): era quasi muto ma assai valoroso.
Enrico XI, il balbo, re di Svezia, regnò con molto senno per 30 anni (1222-1252).
Luigi XIII, re di Francia (1610-1643), d’animo debole, balbettava e specialmente – guarda caso – dinanzi al suo grande ministro Richelieu.
Altri personaggi noti, citati alla rinfusa: il filosofo e matematico René Descartes, meglio conosciuto come Cartesio, Gerolamo Cardano, (XVI sec.), matematico, medico, filosofo ed astrologo.
In situazioni particolari hanno avuto enormi difficoltà di parola anche alcuni oratori, oltre ai già menzionati Demostene e Cicerone: lo stesso Plinio narra che dovendo una volta parlare in una solenne adunanza del popolo ateniese, a un certo punto – preso dall’emozione – non seppe più proseguire e dovette rinunciare. La stessa cosa accadde a Ipparchione che avendo sfidato Rufino Citaredo a una disputa in contraddittorio in pubblico, quando toccò a lui di parlare non riuscì ad articolare una sola sillaba, tanto che, scrive Pomponio Leto, "quei che s’erano apparecchiati per ascoltarlo, credutisi come beffati..." coniarono "un proverbio di questa foggia: ‘Il muto Ipparchione’!".
Più ancora di un numeroso uditorio può impressionare il dover parlare a un personaggio che incuta massima soggezione: così non sono riusciti a spiccicar parola Demostene davanti a Filippo; Erode Attico dinanzi a Marco Aurelio; Eraclito di Licia al cospetto dell’imperatore Settimio Severo; Bartolomeo Soncino che, mandato dalla Repubblica di Siena ambasciatore al Sommo Pontefice Alessandro VI (narra l’Astolfi nella sua Scelta Officina) "cosperso d’insolito rossore mai poté muovere la lingua dinanzi a tanta Maestà e del Sacro Concistoro e dovette incaricare il proprio segretario di parlare per lui". E Plutarco narra che Cicerone si smarrì al cospetto del grande Pompeo attorniato dai suoi soldati.
Molto curioso il caso di Kim Philby, spia inglese: si salvò la vita proprio grazie alla balbuzie, costringendo chi lo interrogava a rispettare i suoi tempi, sottraendosi così ad un interrogatorio martellante ed avendo in tal modo tutto il tempo per organizzarsi le risposte.
Henry Luce, fondatore di Time e di Sport Illustrated.
Nel mondo dei personaggi di sangue blu troviamo Alberto di Monaco.
Abbiamo poi diversi personaggi dello spettacolo. L'attore/regista Woody Allen, gli attori James Stewart, Bruce Willis, Anthony Quinn, James Earl Jones, Austin Pendleton, Peggy Lipton, Sam Neill. In Italia Fiorenzo Fiorentini, citato come il più grande attore europeo balbuziente. I cantanti Carly Simon, famosa in America, Mel Tillis (country), Robert Merril (lirica), da noi Tony Renis e Ernesto Bonino.
Per quanto riguarda gli scrittori, oltre ai già citati Maugham, Carroll e Manzoni, troviamo il nostro Italo Calvino e Nevil Shute, autore di "Una città come Alice".
Un po’ di sportivi: Ben Johnson (atletica), Bob Love e Ron Harper (basket), Greg Luganis (tuffi), Ken Venturi e Butch Baird (golf), Thad Spencer (boxe), Bo Jackson, Pat Leahy e Chris Zorich (football americano). Tra gli italiani citiamo l'ex c.t. della Nazionale Cesare Maldini.
Nei cartoni animati troviamo il maialino Piggy, coprotagonista, assieme a M. Jordan, del film "Space Jam".
Di quanto la balbuzie possa limitare alcuni di noi troviamo testimonianza in quanto è capitato ad Annie Glenn, moglie dell’astronauta e senatore americano John Glenn. Tom Wolfe narra nel suo libro "The Right Stuff" che la signora Glenn rifiutò una volta di parlare col Presidente Johnson e alla stampa a causa della sua severa forma di balbuzie.
Potremmo aggiungere qualche personaggio della finanza, della politica, della cronaca, ma la lista si allungherebbe troppo.
Fonte: balbuzie.it
 

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