La balbuzie è un disturbo provocato da fattori fisiologici, su
cui poi si aggiungono dei problemi patologici dovuti alle numerose
esperienze negative che causano momenti di arresto o interruzione
momentaneane dell'articolazione delle parole. A riprova che il disturbo della balbuzie è strettamente correlato al disordine del ritmo della parola
basta ricordare che chi è balbuziente non balbetta se canta: l'armonia
che esegue consente di creare come una traccia, un "binario" che viene
sfruttato dalle parole per fluire senza intoppi. È per questo motivo
che seguendo il battito di un tamburo (ma anche di un piccolo metronomo
elettronico o addirittura di un piccolo vibratore da tenere in mano per
percepire il ritmo) il balbuziente può facilmente e in modo
autodidatta, imparare a parlare senza balbettare. Si può citare il
musicista Franco Battiato,
le cui interviste giovanili mostrano una forte balbuzie, mentre già a
partire dalle interviste degli anni '90 il problema risulta risolto. Un
altro cantante la cui arte si intrecciava profondamente con la sua
severa forma di balbuzie è stato John Paul Larkin detto Scatman John.
Tra i grandi della storia si annoverano molti balbuzienti, alcuni dei
quali sono riusciti a superare e vincere la balbuzie. Si possono
ricordare: Mosè, Esopo, Demostene, Aristotele, Niccolò Tartaglia, Miguel de Cervantes, Robert Boyle, Isaac Newton, Napoleone, Charles Darwin, Lewis Carroll, Lenin, Winston Churchill, Jorge Luis Borges, Alan Turing. Personaggi notissimi che ora elencheremo in dettaglio di seguito:
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Troviamo così Clara
Barton, fondatrice della Croce Rossa Americana e conosciuta come
‘l’Angelo dei campi di battaglia’ per aver soccorso i soldati nella guerra
civile americana e in quella franco-prussiana del 1871.
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Accanto è raffigurato Isaac Newton, che non ha bisogno di presentazioni.
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Vi è poi Giorgio VI, re d’Inghilterra prima e dopo la seconda guerra mondiale: ne parla Frederick Murray nel suo libro ‘La balbuzie’ che l’Associazione ha fatto pubblicare dalle Edizioni Omega di Torino: "Nel
1937, quando avevo dodici anni, attendevo con notevole eccitazione di
sentire per radio il suo primo messaggio natalizio perché avevo saputo
che era balbuziente. Nonostante in quegli anni cominciasse a
diffondersi il sistema della registrazione, lui aveva scelto di parlare
dal vivo. Captai la BBC al momento giusto e sentii un gracchiante
‘Signore e signori, Sua Maestà Re Giorgio VI’. Iniziò senza difficoltà,
ma poi il suo parlare si fece via via più faticoso. Si fermava fra le
parole, dapprima pause brevi, poi sempre più lunghe. Capivo dal ritmo
che stava per bloccarsi e trattenevo il respiro aspettando che
succedesse. Un lungo silenzio, brevi suoni che tradivano tutto lo
sforzo profuso nel tentativo di parlare e poi rapide ripetizioni dalle
quali esplodeva fuori la parola. Capitò varie volte durante
quella prima trasmissione. Nonostante il suo impedimento, Re Giorgio
continuò a parlare in pubblico, infondendo fiducia al Paese quando esso
ne aveva più bisogno. Lo sentii dichiarare guerra alla Germania nel
1939. Era talmente emozionato che quasi non riusciva a parlare, eppure
il suo messaggio fu chiaro. Ero affascinato dall’amore che dimostrava
per il suo popolo e sentivo tutto il suo dolore per ciò che esso doveva
affrontare".
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Arriviamo poi a Winston Churchill. Potete trovare sul sito una intervista immaginaria al grande statista inglese. Ne consigliamo la lettura perché egli è un esempio per tutti noi.
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E così ci imbattiamo in Aristotele, un
altro personaggio che non ha bisogno di presentazioni. Curiosamente si
legge che egli – filosofo, botanico, zoologo, fisico, critico
letterario, geologo, biologo – paradossalmente non sapeva niente
proprio di balbuzie. Pensava infatti che essa fosse causata da una
malformazione della lingua.
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Troviamo poi il volto sorridente di Marilyn Monroe. Anche in questo caso vi rimandiamo alla lettura dell’intervista immaginaria con l’attrice.
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In contrasto col sorriso di Marilyn, il volto grave di Charles Darwin, che come altri non ha bisogno di presentazioni. Da segnalare invece che anche il nonno, Erasmus Darwin, il maggior fisico del suo tempo, era balbuziente.
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Si prosegue con W. Somerset Maugham,
dottore, scrittore, diplomatico e altro ancora, presentato come il più
grande scrittore di racconti brevi di tutti i tempi. Tra questi ‘Of Human Bondage’ narra in forma autobiografica tutta la sua sofferenza per una forma di balbuzie particolarmente severa.
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La carrellata del poster si conclude con Lewis Carroll, professore di matematica a Oxford, poi divenuto famoso come scrittore di romanzi di fantasia per ragazzi: tra gli altri ‘Alice nel paese delle meraviglie’. Il disturbo era un male di famiglia: i nove fratelli avevano tutti, chi più chi meno, qualche impedimento di parola.
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E allora partiamo da Mosè, come tutti si aspetteranno: la Bibbia, nei capitoli IV e VI dell’Esodo, narra tra l’altro che egli spiega la propria balbuzie dicendo: "Io sono incirconciso nelle labbra!".
La Bibbia dice anche che essendosi Mosè lamentato col Signore perché lo
mandava a profetare e ad arringare con la lingua tanto impacciata, il
Signore gli consigliò di condurre con sé in quelle occasioni il
fratello Aronne, che aveva invece la lingua speditissima, affinché gli
servisse da portaparola. E Mosè, come è ben noto, si faceva infatti accompagnare sempre dal fedele Aronne.
Demostene
è probabilmente il più famoso in quanto tutti noi abbiamo provato a
parlare con gli altrettanto famosi sassolini in bocca... Cicerone narra
che in gioventù l’oratore greco non era capace di pronunciare la erre ma che con l’esercizio riuscì a farlo perfettamente; altrove (De oratore, I, 6) scrive anche che era balbus.
Plutarco ha poi divulgato la leggenda, che può essere vera, dei
sassolini. Racconta infatti che teneva i sassolini in bocca per tenere
sollevata la punta della lingua onde ottenere le vibrazioni per
correggere la erre, essendo egli bleso. Ma – prosegue – era
anche balbuziente. Ci parla infatti di contrazioni delle spalle e
descrive il fiasco di Demostene la prima volta che si presentò in
pubblico e l’avvilimento in cui era caduto di fronte alla salva di
fischi che subissò la sua ostinazione nel voler parlare. Di questo
secondo difetto Demostene fu curato da Satiro, professore di
declamazione, con esercizi di respirazione e di dizione sotto il forte
dominio della sua tenace volontà di guarire. Si narra anche che
Demostene durante la cura non si lasciò vedere da nessuno e rimase
chiuso per parecchi mesi in una stanza con la testa rasata per metà,
affinché la vergogna gli impedisse di uscirne se gliene fosse venuto
desiderio.
Altri balbuzienti famosi: lo stesso Cicerone, il favolista Esopo, il poeta Virgilio, Giulio Cesare, l’imperatore romano Claudio...
Alessandro Manzoni,
che non solo era assolutamente incapace di pronunciare una sola parola
in pubblico, ma neppure riusciva a scrivere una semplice dedica su un
album o a scrivere alcunché in presenza di qualcuno. Sulla fobia
verbale del Manzoni si è molto basato il Lombroso per concludere un suo
studio psichiatrico intorno al grande scrittore, affermando che egli
era un "degenerato al pari dei delinquenti nati"! (Cesare Lombroso: Nuovi studi sul Genio, Palermo, 1910).
Luigi XIII, re di Francia (1610-1643), d’animo debole, balbettava e specialmente – guarda caso – dinanzi al suo grande ministro Richelieu.
Molto curioso il caso di Kim Philby, spia inglese: si salvò la vita proprio grazie alla balbuzie, costringendo chi lo interrogava a rispettare i suoi tempi, sottraendosi così ad un interrogatorio martellante ed avendo in tal modo tutto il tempo per organizzarsi le risposte.
Un po’ di sportivi: Ben Johnson (atletica), Bob Love e Ron Harper (basket), Greg Luganis (tuffi), Ken Venturi e Butch Baird (golf), Thad Spencer (boxe), Bo Jackson, Pat Leahy e Chris Zorich (football americano). Tra gli italiani citiamo l'ex c.t. della Nazionale Cesare Maldini.
Di quanto la balbuzie possa limitare alcuni di noi troviamo testimonianza in quanto è capitato ad Annie Glenn, moglie dell’astronauta e senatore americano John Glenn. Tom Wolfe narra nel suo libro "The Right Stuff"
che la signora Glenn rifiutò una volta di parlare col Presidente
Johnson e alla stampa a causa della sua severa forma di balbuzie.| < Prec. | Succ. > |
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