Messina City - Miti e Leggende
Un altro mito strettamente collegato alla nascita della città è quello dell'infallibile cacciatore Orione, figlio di Posidone e di Euriale, ritenuto il più bello tra i mortali. Egli era un gigante oltre che infallibile cacciatore. Innamoratosi di Merope, figlia di Enopione e nipote di Dioniso, si cimentò in diverse prove liberando l'isola di Chio da numerose belve ma quando si presentò da Enopione per reclamare la mano della figlia si rese conto di essere stato ingannato. Deluso e ubriaco, di notte penetrò nella camera di Merope e la violentò. Per punizione, con l'aiuto di Dioniso, Enopione dopo averlo addormentato gli strappò gli occhi rendendolo cieco. In seguito, dopo essere riuscito ad avvicinare le orbite vuote a Eos (il sole), recuperò la vista e pensò di vendicarsi ma l'incontro con Artemide, di cui si innamorò, lo dissuase. Apollo ci restò male, e dopo avere tentato di dissuadere la dea la sfidò a gareggiare con lui per colpire un piccolo punto nel mare. Artemide lo centrò con una freccia senza rendersi conto che si trattava della testa di Orione. La dea pose tra le stelle l'immagine di Orione e del fido cane Sirio a eterno ricordo. Ancora oggi nella più antica piazza di Messina si pùò ammirare una fontana del XVI sec. che ne perpetua il mito.| < Prec. | Succ. > |
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