18 dic, 2017

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La Vara di Messina

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L'istituzione della processione della Vara risale al periodo in cui il re Ruggero il Normanno entrò a Messina, dopo la vittoria riportata sugli Arabi. Avendo fatto prigionieri il musulmano Grifone e la moglie Mata, li obbligò a seguirlo durante il suo ingresso in città, per assistere al suo trionfo, fino alla porta del Duomo. In testa al corteo si trovava una statua di donna a cavallo, rappresentante la Madonna, e dietro il clero, i nobili, col Conte in testa. Da questo momento iniziò l’usanza, dal 21 settembre 1197, di portare in processione le statue del conquistatore, dei vinti e della Vergine Assunta, tra la folla festante ed acclamante. L’uso di portare in processione la statua dell’Assunta pare abbia origini più remote; infatti la tradizione risale ai primi tempi del Cristianesimo, quando in un villaggio dell’Asia Minore, vicino ad Efeso, dove probabilmente ha soggiornato Maria, dopo la morte di Gesù, e qui ogni anno, il 15 agosto, si portava in processione una statua della Madonna. Questa processione si ripeté fino al periodo in cui arrivò a Messina Carlo V, reduce dalle vittorie sui pirati Turchi, quando cioè il Senato cittadino incaricò un famoso architetto del tempo, il Radese, in collaborazione col Maurolico, di costruire una macchina grandiosa che rappresentasse l’Assunzione della Vergine Maria. L'architetto Radese costruì questa struttura alta quasi venti metri, una piramide umana di oltre un centinaio di bambini, incoronati di fiori che osannavano la Vergine Maria, sorretta e portata in processione da un gruppo di persone, guidate da un capo che ordinava la sosta e la ripresa della marcia, mentre una folla festante danzava tutt’intorno. Questa macchina fu poi perfezionata dal genero del Radese, Giovannello Cortese, e dal maestro Jacopo Scidi, i quali la modificarono mettendo ai piedi uno scivolo di legno (oggi in acciaio), per essere trascinata sull’asfalto. Dopo tante modifiche essa conserva, nelle spranghe del ceppo, tracce di mano d’opera forse risalenti ad epoche anteriori al Cinquecento.
La Vara è alta una quindicina di metri ed è manovrata da un centinaio di persone per mezzo di due grosse funi, che la trascinano da Piazza Castronovo, attraversando via Garibaldi, per poi raggiungere piazza Duomo.

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