29 ott, 2020

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LarderiaWeb al Femminile

La solitudine imbruttisce il fisico che diventa uno strumento inutile per socializzare, come per esempio quei  soggetti che si rinchiudono in casa, incollandosi al pc, facendo uso di alcolici, fumo e pasti non sani hanno seri problemi di socializzazione, fuggendo nella realtà virtuale provocandosi danni alla salute. Secondo recenti statistiche, la solitudine è una piaga che interessa il 20% della popolazione mondiale. La mancanza di contatto con gli altri riduce la capacità di dialogo e di movimento, creando una barriera verso il mondo e indebolendo il carattere e la salute. Il professor Cacioppo afferma  che «la solitudine è un segnale di dolore che spesso la società non recepisce. Per intensità e carica devastante, potremmo paragonarla alla rabbia o alla sete». Nell’immaginario collettivo l’idea di persona sola è sempre accomunata ad una figura a se stante, lontano dalla società. In verità può essere riscontrata anche in soggetti che sono quotidianamente a contatto con gli altri. Ciò perchè questa sensazione è uno status che avolte è più mentale che reale, una sorta di disagio che nasce da svariati fattori come possono essere la mancanza di attenzioni, di affetto, di soddisfazione personale o equilibrio nel nucleo famigliare. Questo disagio non è quindi solo un fatto di assenza di compagnia, anche se è provato che un soggetto con relazioni umane molto strette soffra raramente di questo problema (famiglia, veri amici, fratelli o sorelle, ecc). Ci sono però molti soggetti definiti “single” che amano la loro condizione sociale e anzi, difendono la loro indipendenza che si basa su un concetto di libertà individuale.
Sul web diverse sono, le definizioni di solitudine ma una molto azzeccata di quanto appena descritto è questa: “la solitudine è lo stato di chi non sta vivendo oggetti d’amore“, e per stati d’amore si intende quelle esperienze umane che danno emozioni. Ciò sta a significare che, un soggetto che vive in maniera autonoma la propria vita, appassionandosi ad hobby, lavoro o piacere personali, non soffre di solitudine. La solitudine non è un nemico invincibile. La si può combattere ampliando la propria cerchia di conoscenze, i propri interessi e incuriosendosi del mondo. Ciò che è realmente pericoloso è il circolo vizioso per il quale più un soggetto sta emarginato dalla società, più il suo reinserimento risulterà difficoltoso per una sorta di intolleranza al giudizio delle persone e paura di esporsi. La verità è che, nel bene o nel male, tutti prima o poi proviamo la sensazione di essere soli, incompresi o insoddisfatti. Ciò di per se rappresenta un elemento in comune a noi tutti, un motivo paradossale per il quale ritenere la solitudine uno stato non individuale ma comune a tutti. 
 
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SacramentiUn Sacramento è un segno esteriore istituito da Cristo per dare la grazia. Segno esteriore o visibile, l'istituzione di questo segno da parte di Cristo, e il dono della grazia attraverso l'uso di questo segno, sono sempre necessarie per l'esistenza di un Sacramento e se anche uno solo di questi elementi è mancante esso non può considerarsi un Sacramento. La Chiesa impiega numerose cerimonie o azioni per applicare i segni esteriori dei Sacramenti per aumentare la nostra reverenza e devozione verso di essi, e per spiegarne il significato e i gli effetti. I Sacramenti sono sette: Battesimo, Cresima, Santa Eucarestia, Penitenza, Estrema Unzione, Santi Ordini e Matrimonio. Tutti i Sacramenti vennero istituiti da Nostro Signore perché solamente Dio ha il potere di unire il dono della grazia all'uso di un segno esteriore o visibile. La Chiesa, comunque, può istituire le cerimonie che debbono essere celebrate per amministrare o dare i Sacramenti. Sappiamo che i Sacramenti sono sette e non di più o di meno perché la Chiesa ha sempre insegnato questa verità. Il numero dei Sacramenti è materia di Fede e la Chiesa non può sbagliare in materia di Fede. I Sacramenti sono stati istituiti come mezzi speciali attraverso i quali noi riceviamo la grazia meritata per noi da Cristo. Poiché Cristo è il donatore della grazia, Egli ha il diritto di determinare il modo in cui essa sarà data, e chi rifiuta di ricevere i Sacramenti non riceverà la grazia di Dio. I Sacramenti ricordano in molti modi i mezzi con i quali Nostro Signore meritò le grazie che riceviamo attraverso di essi. Il Battesimo ricorda la Sua profonda umiltà; la Cresima la Sua incessante preghiera, la Santa Comunione la cura dei bisognosi; la Penitenza la Sua vita di mortificazioni; l'Estrema Unzione la Sua morte esemplare; i Sacri Ordini la Sua istituzione del sacerdozio e il Matrimonio la Sua stretta unione con la Chiesa. Le necessità dell'anima assomigliano certamente alle necessità corporali; perché il corpo deve nascere, deve essere fortificato, nutrito, guarito dall'afflizione, aiutato nell'ora della morte, guidato dall'autorità e deve ricevere un luogo ove dimorare per mezzo del Sacramento del Matrimonio. I Sacramenti hanno il potere di dare la grazia per i meriti di Gesù Cristo. L'effetto dei Sacramenti non dipende dal merito o dal demerito di colui che li amministra ma dai meriti di Gesù Cristo che li ha istituiti e dalla meritevole disposizione di coloro che li ricevono. Alcuni Sacramenti danno la grazia santificatrice e altri la aumentano nelle nostre anime. Si dice che un Sacramento dia la grazia quando non c'è nell'anima alcuna grazia, o in altre parole, quando l'anima è in peccato mortale. Si dice che un Sacramento aumenti la grazia quando vi è già nell'anima la grazia, che viene ancora aumentata dal Sacramento ricevuto. Chi riceve i Sacramenti vivendo in peccato mortale commette un sacrilegio, che è peccato grave in quanto è abuso di cosa sacra. Oltre che ricevendo indegnamente i Sacramenti si può commettere sacrilegio abusando di persone, luoghi o cose sacre; per esempio ferendo volontariamente una persona consacrata a Dio; derubando o distruggendo una Chiesa; usando i sacri arredi dell'Altare per scopi illegittimi, etc. I sacramenti oltre alla grazia santificatrice danno un'altra grazia chiamata grazia sacramentale. La grazia sacramentale è uno speciale aiuto che Dio dona per raggiungere il fine per il quale Egli ha istituito ciascun Sacramento. I Sacramenti danno sempre la grazia se noi li riceviamo con la giusta disposizione.
 
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MatrimonioIl Matrimonio è il patto con cui l’uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione ed educazione della prole, tra i battezzati è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento. Il Matrimonio quindi come “intima comunità di vita e di amore coniugale, fondata dal creatore”. Il can. 1055 §1 esprime questo fatto salvifico con l’immagine letteraria di elevazione del patto coniugale, da parte di Cristo, alla dignità di sacramento, immagine che mette bene in luce il principio di identità ontica fra patto coniugale e sacramento.

Il sacramento del matrimonio si distacca da tutti gli altri sacramenti, con peculiarità fortemente divergenti, interessa qui rilevarne due aspetti:

Il matrimonio è l’unico sacramento nel quale viene assunta come pre­supposto una realtà creazionale logicamente preesistente, di primario valore umano, vale a dire il patto coniugale, il quale, scaturi­sce dal più profondo della natura sessuata dell’uomo e della donna. Alla luce di una pura riflessione razionale il matrimonio si rivela come: l’unione stabile dell’uomo e della donna, reciprocamente voluta e realizzata a livello fisico e psicologico, e quindi totale, della loro persona, in vista della propria perfezione e della conservazione della specie. Il matrimonio, in quanto di istituzione divina, oltre alla grazia propria che produce ex opere operato, come gli altri sacramenti, significa l’unione sponsale di Cristo con la Chiesa, la quale non è causa­ta dal sacramento; tuttavia tale significazione estrinseca ha una incidenza teologica e giuridica di immensa portata nella struttura di questo sacra­mento. Da ciò deriva che il matrimonio è una realtà autonoma che esiste anche fuori della Chiesa, Cristo ha assunto e trasmesso al ministero della Chiesa la realtà terrestre del matrimonio, il mistero cristiano si inserisce in questa realtà con il matrimonio-sacramento. Le due realtà del matrimonio, naturale e sacramentale, per il battezzato si identificano. Pertanto nei battezzati il contratto e il sacramento sono due realtà inseparabili perché lo stesso contratto, o scambio del consenso, è elevato a essere segno dell’unione di Cristo con la Chiesa, sicché per i battezzati sussiste identità tra contratto e sacramento, e il matrimonio dei battezzati si può a buon diritto chiamare contratto sacramentale.

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famigliaLa famiglia e' il nucleo essenziale e vitale di una società. Oggi e' attaccata nella sua unità e integrità. L'aborto, l'infedeltà' coniugale, la mancanza di dialogo, l'incapacità' di perdono, il richiedere solo diritti, la chiusura alla vita, la corsa al benessere economico, l'arroganza nel dialogo, il vivere di istinto e tante altre malattie stanno colpendo la famiglia.
Colpire la famiglia nella sua unità e integrità significa colpire la società al cuore, significa colpire la persona nella realtà più intima, fondamentale e vitale.
Stiamo assistendo ad una epidemia di famiglie che si frantumano continuamente, relazioni extraconiugali viste come normali, volontà di rompere e distruggere il vincolo matrimoniale.
Distruggere la famiglia equivale a distruggere la persona, ogni persona che la compone. "Distruggiamo l'uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio; distruggiamo l'unita' della famiglia, così sarà distrutto l'essere umano". È l'antitesi della creazione: "Facciamo l'uomo a immagine e somiglianza di Dio, maschio e femmina li creò" (cfr Gen 2, 26-27).
"Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. Così che non sono due ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha unito l'uomo non lo separi" (M t 19,4-6).
A questo disegno di amore, unità e vita, la società di oggi vuole contrapporre un altro orribile disegno fatto di odio, adulterio, aborto, trasgressione, corruzione e morte.
Il maligno sta impregnando spesso i mass-media, basti pensare alle telenovellas, film, trasmissioni come "Le coppie" e spettacoli vari, per attaccare continuamente l'immagine della famiglia fondata sul matrimonio.
E così tutto sembra lecito. Ad esempio: parlare continuamente di adulterio in tanti posti di lavoro, "innamorarsi" di persone già sposate, iniziare "storie assurde" tra persone già sposate e tante altre cose. Sembra vedere come tante persone impazzite che si stanno lasciando guidare non più dalla ragione, dal vero amore, ma dall'istinto!
"Sento amore per te" dice una persona sposata ad un'altra già sposata con figli... e iniziano storie non di amore, ma di distruzione.
Rabbia, confusione, insofferenza per il proprio coniuge, indifferenza verso i propri figli, auto-distruzione, intolleranza verso tutti, degradazione morale e tanti altri guai sono i frutti di queste storie che di amore non hanno neppure l'ombra.
"Mi batte il cuore forte per te" dice una persona sposata ad un'altra sposata... È questo forse amore? No! Solo tentazione, e siccome la tentazione è contro natura, il sentimento che proverò sarà ancora più forte di quello pacificante del vero amore.
Tanti dicono "da quando ho iniziato questa storia extraconiugale ho emozioni più forti di quelle avute nel mio matrimonio".
L'essere umano colpito nella realtà più intima e sacra, viene distrutto, e prova sensazioni forti; sensazioni di morte, non di vita. Infatti oltre a queste sensazioni forti, si prova anche angoscia, paura, stordimento, rabbia, volontà di autodistruzione: sicuramente non frutti di un vero amore.
Vogliamo costruire una società di infelici? Continuando a seguire il nostro istinto e non Dio e la sua Parola, le tenebre dell'errore, oscureranno sempre più lo splendore della verità. È ora di svegliarsi dal sonno! "Se il tuo occhio destro ti e' occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nell'inferno" (Mt 5,29):
Custodisci il tuo cuore nella fedeltà perché, "chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore" (M t 5, 28).
Non chiamare l'adulterio amore, ma solo peccato e tentazione perché "guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre..." (Is 5, 20a).
"Mortificate dunque questa parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi..." (Col 3, 5).
"Perché questa e' la volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dalla impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passione o libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno offenda e inganni in questa materia il proprio fratello, perché Dio è giudice di tutte queste cose, come vi abbiamo detto e attestato.
Dio non ci ha chiamati all'impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste norme, non disprezza un uomo ma Dio stesso, che vi dona il suo Santo Spirito" (1Ts 4,3-8).
Non guardate alla televisione ciò che è immorale, ciò che è trasgressione, ciò che inneggia al tradimento e all'infedeltà coniugale perché "La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se. dunque la luce è tenebra, quanto grande sarà la tenebra" (Mt 6,22-23).
Se hai sbagliato ravvediti, "non aspettarti a convertirti al Signore e non rimandare di giorno n giorno" (Sir 5, 7).
Invoca il Signore Gesù, chiedi a lui di liberarti dal male, confessati, dona al Signore la tua debolezza e il tuo peccato. Perché "Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora diventeranno come lana" (Is 1, 18).
Se infatti con "l'aiuto dello Spirito voi fate morire le opere della carne voi vivrete!" (Rom 8, 13b ). "I desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace" (Rom 8, 6).
"Basta col tempo trascorso nel soddisfare le passioni del paganesimo, vivendo nelle dissolutezze, nelle passioni, nelle crapule, nei bagordi, nelle ubriachezze e nel culto illecito degli ideali" (IPt 4,3).
In conclusione, fratelli, tutto quello che e' vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che e' virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri (FiI4, 8).
Agli sposati poi ordino, non io, ma il Signore: la moglie non si separi dal marito... e il marito non ripudi la propria moglie (ICor 7, 10a-llb). Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio (M c 10, 11-12).
"Cercate ciò che e gradito al Signore e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente" (Ef 4, 10-11).
"Per il resto attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo" (Ef 6, 10-11 ).
 
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Il miracolo è il fiammifero che può accendere la lucerna della fede, ma senza l'olio della buona volontà dell'uomo Dio non vuole fare alcunché. Il lumino dello Spirito Santo immesso in noi dal Battesimo deve essere alimentato, e se non è alimentato si spegne. L' occhio appannato dal sovrappiù consumistico, la mente appesantita dall'orgoglio, il cuore oscurato dal male, non consentono alle volte di vedere Dio: nel creato, nelle sue creature, nel suo Evangelo, cioè nella buona notizia che ci è venuto a portare. E che ci ha confermato con la Morte e Risurrezione di Gesù Cristo, del Cristo, il Mashìach (parola ebraica che significa Messia). Segni straordinari e miracoli che, offerti da Dio per confermare nella fede o per fare svanire dubbi, aiutano nel cammino verso la Gerusalemme Celeste, che solamente la fede nel Cristo, nelle Sue parole, nella salvezza da Lui operata a favore dell’umanità intera, consentiranno di raggiungere. “Io sono la via, la verità, la vita.Chi non beve e non mangia del mio corpo non ha in sé la vita eterna”, dice il Cristo. “Non ti ho detto che se credi vedrai la gloria di Dio?. Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato. Lazzaro, vieni fuori! (Gesù, quando ha resuscitato Lazzaro dopo che era morto da 4 giorni. Ndr).
II miracolo si arresta alla soglia della fede, che per sua natura è sempre e contemporaneamente dono di Dio e accoglienza libera dell'uomo: in Dio nulla è costrizione.
A Paray-le-Monial, in Francia, c'è una carta geografica con l'indicazione di 132 luoghi, sparsi nel mondo, dove si sono verificati miracoli eucaristici nel corso dei secoli. Prodigi che aiutano i dubbiosi, ma anche quanti si gloriano del nome cristiano. E ci si può gloriare del nome cristiano, solo se e nella misura in cui si porta scolpito nella mente e nel cuore il riflesso della gloria di Dio, l'impronta della sua sostanza: la dignità filiale, che consiste nella dolcezza, nella tenerezza, nell'essere verità.

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