24 ott, 2018

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Le Chiese di Messina

La Chiesa degli Alemanni  o Chiesa si Santa Maria Alemanna è l'unica in stile gotico puro in Sicilia, costruita si stima attorno al 1197 e non oltre il 1220 da maestranze tedesche su ordine dei Cavalieri Teutonici (Alemanni), che qui posero il loro priorato ed un ospedale (Ospedale S. Angelo de' Rossi) all'epoca delle Crociate. Abbandonata dai cavalieri, nel XIV secolo passò alla Confraternita dei Rossi. Nel 1571, dopo la battaglia di Lepanto, vi trovò ricovero il grande Miguel de Cervantes.
Quando i Cavalieri Teutonici lasciarono la città iniziò la sua decadenza sino al totale declino dopo che venne colpita da  un fulmine nel 1612, e, successivamente, ancora distrutta dal terremoto del 1783. Un recente restauro l' ha resa nuovamente agibile, seppure non per il culto.

Messina City - Le Chiese di Messina

La Chiesa di Montalto è sita in posizione preminente sul colle della Caperrina, fu il primo edificio di culto ricostruito nel dopo terremoto ed è dedicato alla Madonna delle Vittorie; è legata all'apparizione della Madonna in difesa dei messinesi assediati dai Francesi nel corso della guerra del Vespro infatti è definito il "Campidoglio di Messina" per il movimento rivoluzionario del 1282;
Si racconta che la Madonna sotto le vesti di una Dama Bianca deviass le frecce dei nemici e con le sue vesti bianche copriva le mura rendendole invisibili.
Nel 1294 una leggenda racconta che la Madonna apparve in sogno ad un frate esprimendo il desiderio  di vedere sorgere, in quel posto, una chiesa a Lei dedicata. Disse che l'indomani avrebbe fatto volare sul terreno una colomba bianca, che con il suo volo, avrebbe segnato il perimetro della chiesa.

I Senatori e l'Arcivescovo, il giorno stabilito, videro volare la colomba bianca per tre volte nel cielo, segnando con il suo volo il perimetro della chiesa. Allora il Senato messinese decise di acquistare il terreno e vi costruì la chiesa che fu intitolata alla Beata Vergine di Montalto ed affidata alle suore che introdussero il culto della Madonna di Montalto.

Il complesso fu distrutto dal terremoto del 1908, ricostruito nel 1911 ed ampliato nel 1928.

Nel 1929 la ditta Colbacchini di Padova, con il bronzo ricavato dai cannoni catturati ai nemici nella guerra del 1915/18, fuse e realizzò ben 25 campane che potevano riprodurre qualsiasi suono. In ogni campana si legge: " fusa col bronzo tolto al nemico 1915/18. Donata da Sua Eccellenza mons. Angelo Paino, arcivescovo di Messina, nell'anno del Giubileo 1925" . Custodite al suo interno opere importanti come il "Trono" in marmo della Madonna scolpito nel 1915 dal marmista Munaò la balaustra marmorea; due acquasantiere in marmo della fine del '700; un fonte battesimale in marmo scolpito da Diletti.

Il bel prospetto, rivolto verso il mare, fu rifatto nel 1930 con due campanili a cuspide che affiancano la facciata. Anche dalla piazza antistante a questa chiesa si gode di uno stupendo panorama, lodato, con parole di viva ammirazione, dal papa Giovanni Paolo II, che ebbe modo di goderlo nel corso della sua visita alla città del 1988.

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Il Sacrario di Cristo Re è situato sulla circonvallazione posto su un altura da cui si scorge ogni angolo della città. Si sviluppa su una superficie di oltre 600 mq ed in passato fu sede del Castello di Roccaguelfonia. Si pensa sia stata l'acropoli della città ai tempi dei greci, poi eletta residenza del governatore e, con i normanni e poi con gli aragonesi fu Palazzo Reale. Fu anche sede del Senato di Messina, e, a cavallo tra l'ottocento ed il novecento, carcere distrettuale. E' stato anche soggiorno di Riccardo Cuor di Leone poco prima di partire per la Terra Santa.
 
Possiede la più grande campana d'Italia, costruito sui resti del castello di Matagrifone di cui resiste, inglobata, una delle torri; progettato da Giovan Battista Milani nel 1937, troneggia sulla città con la sua grande cupola e le forme richiama l'architettura del messinese Filippo Juvara (in particolare, la Basilica di Superga a Torino); custodisce i resti di migliaia di caduti del I conflitto mondiale. Dal belvedere antistante si gode un ineguagliabile panorama dello Stretto e della Città.

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La Chiesa dei Catalani mostra la sua bellezza elevandosi sulla piazzetta Lepanto di fronte al cinquecentesco monumento a Don Giovanni D'Austria di Andrea Calamech, eretta tra XII e XIII secolo sotto Guglielmo il Buono, forse sui resti di un preesistente tempio pagano. La chiesa dei Catalani è sicuramente la più suggestiva fra le antiche architetture messinesi superstiti. Così denominata perché sede della Confraternita dei mercanti catalani. In essa, massima espressione dell'arte arabo-normanna in Sicilia, si fondono magnificamente gli stili bizantino, romanico, arabo e normanno, come appare dalla parte absidale, con transetto sormontato da una cupoletta cilindrica ad arcate cieche su colonnine e strette finestre, in un gioco cromatico di geometrie armoniche e vivaci.
L' interno è diviso in tre navate, ha presbiterio sopraelevato, tiburio soprastante la crociera, e tre absidi. La parte esterna di maggiore vivacità artistica è quella absidale ove, al motivo tipicamente lombardo del loggiato cieco (che contorna anche il tiburio) si uniscono delicati intarsi policromi di schietto stampo arabo. Un capolavoro!!!

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Varie calamità, e in particolare i sismi, hanno colpito più volte nei secoli la città, danneggiando o distruggendone i monumenti. Non sfugge alla regola il campanile del Duomo, costruito all'inizio del XVI secolo. Il terremoto del 1783 lo danneggiò gravemente; in seguito si procedette ad operarne la demolizione, anche per adeguare la struttura del tempio al cambiamento di gusto dell'epoca. Qualche decennio dopo parzialmente rifatto a seguito dell'impatto di un fulmine. Alcuni documenti del XVI secolo raccontano che il Campanile del Duomo di Messina era il più alto della Sicilia (90 metri circa) e che era dotato di un orologio. Immagini settecentesche riproduco il campanile come distaccato dalla chiesa. Nel 1863 venne abbattuto per far posto a due torri campanarie che vennero costruite da Leone Savoja e Francesco Fiore. Quest'ultime caddero insieme alla maestosa struttura con il terremoto del 1908.

Il campanile attuale risale al 1908 e fu progettato da Francesco Valenti sui disegni di Francesco Sicuro che raffiguravano quello vecchio. Alto circa 60 metri, a forma di torre con tetto a cuspide, alleggerito su tutti i lati da coppie di bifore con arco a sesto tondo, contiene un magnifico orologio animato, vero gioiello meccanico, commissionato dall'Arcivescovo Angelo Paino alla ditta Ungerer di Strasburgo nel 1933. Tale sistema è considerato il più grande ed il più complesso orologio meccanico ed astronomico del mondo.

L'orologio non è composto soltanto di elementi misuratori del tempo (quadrante delle ore, indicatore delle fasi lunari, calendario astronomico con i segni zodiacali), ma mette in scena delle rappresentazioni allegoriche, quali

  • le statue di Dina e Clarenza (storia civile di Messina) che suonano le campane
  • la sequenza che porta alla costruzione della Chiesa di Montalto (storia religiosa della città)
  • i momenti principali della liturgia cristiana (Natale, Epifania, Resurrezione e Pentecoste)

In tutto su parla di 64 automi in metallo dorato. Sono presenti anche simbolismi relativi alla vita dell'uomo, che passa sotto la falce della Morte, e alla simbologia animale: il gallo e il leone fanno parte della sequenza animata che, arricchita da effetti sonori, intrattiene ogni giorno turisti e Messinesi allo scoccare del mezzogiorno.

Nella facciata laterale rivolta verso la Cattedrale è contenuto un calendario astronomico composto da un grosso globo rotante metà nero e metà dorato che raffigura la luna e le sue fasi. Un facciata aurea che raffigura lo zodiaco e, ancora più in basso, un altro disco rotante scandisce il tempo raffigurando un calendari perpetuo.

I congegni istallati nel campanile del duomo sono di gran lunga i più complessi mai realizzati sino ad oggi nel mondo.

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