18 dic, 2018

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Lo tsunami che colpì Messina e Reggio causato da una frana sottomarina

Notizie

Ore 5.21. I pennini sui tabulati degli osservatori sismici iniziano a traballare, impazziti. Neanche 40 secondi di terrore e le città di Messina e Reggio Calabria quasi rase al suolo, travolte da un terremoto del 7.1° grado della scala Richter. E poi un maremoto. Era il 28 dicembre del 1908, la terra tremò, il mare anche uccidendo 100mila persone. Si è sempre pensato che fosse stato il terremoto a scatenare l'ira del mare. Oggi invece la scoperta che ribalta ogni previsione. E' stata una frana sottomarina, e non il terremoto a creare lo tsunami. 
 
Alcuni ricercatori hanno analizzato in modo integrato i risultati delle ricerche piu' recenti sul terremoto del 1908 e rielaborato - attraverso una tecnica di tracciamento delle onde di maremoto - i dati riportati in un libro del 1910 del geografo studioso Mario Baratta ("La catastrofe sismica calabro-messinese", Societa' Geografica Italiana), rintracciando in una frana sottomarina antistante Taormina e Giardini Naxos la causa piu' plausibile per lo tsunami del 1908. A cento anni di distanza le cause del terremoto e dello tsunami che il 28 dicembre 1908 colpirono le coste dello Stretto di Messina causando circa 100 mila morti e distruggendo intere citta' sono ancora ignote o fortemente dibattute. Come per lo tsunami di Sumatra del 2004, molti studiosi erano convinti che la causa di quello di Messina fosse il terremoto stesso, ovvero lo spostamento che il fondale marino subi' lungo la faglia che produsse il terremoto. La soluzione di questo dilemma e' stata trovata da un gruppo di geologi dell'Universita' Roma Tre (Andrea Billi, Renato Funiciello, Liliana Minelli e Claudio Faccenna) e di geofisici dell'Universita' di Messina (Giancarlo Neri, Barbara Orecchio e Debora Presti).
 
La localizzazione dello tsunami. Gli studiosi hanno stabilito che lo tsunami si è generato a circa 80-100 km a sud della città di Messina, esattamente nel tratto di Mar Ionio antistante Taormina e Giardini Naxos. Si spostò una quantità di roccia di circa 20 chilometri cubi, un pò più grande rispetto a quella che nel 2002 provocò l'onda anomala a Stromboli.

Il segreto in un libro del 1908. E' stato il calcolo della velocità dell'onda e il tempo impiegato da questa a raggiungere la coste ad aiutare i ricercatori nella scoperta. L'onda viaggiava a non meno di 100 chilometri orari. Fondamentali sono stati i dati storici pubblicati nel 1910 dal geografo Mario Baratta nel libro "La catastrofe sismica calabro-messinese" pubblicato dalla Società Geografica Italiana. Baratta con interviste condotte in 30 centri abitati lungo le coste siciliane e calabresi dello stretto di Messina, aveva stabilito che lo tsunami era avvenuto fra 8 e 10 minuti dopo il terremoto. Un tempo troppo lungo per ipotizzare nei pressi di Messina la sorgente dello tsunami, la cui velocità difficilmente fu inferiore a 100 km orari.

Prevenzione. Indagini oceanografiche, carotaggi, dati sismici e sulla orfologia sono le tecniche di analisi che permetteranno di conoscere e controllare le zone a rischio.

La scoperta verrà pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters, edita dall' Unione Americana di Geofisica.
 
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