24 apr, 2018

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Ma cos'è la vita

The Blog

Uahhuu che domanda!!! Ad un primo approccio la cosa che mi viene da scrivere è che “ognuno ha la sua” ed è “proprietario indiscusso solo della sua vita”. Ma quante cose succedono, alcune prevedibili, altre impensabili. Alcune cercate altre totalmente impreviste. Insomma, sembra come un gioco in cui ognuno partecipa senza averlo chiesto a nessuno, con l’incognita del domani…. costante, sempre presente, incredibilmente vera. Ma chi può dire “domani mi succederà…..!!!!” . Non può dirlo nessuno. Nessuno.

Come uomo di fede, la vita è un “dono” di Dio. La vita sorge e si sviluppa dall'iniziativa salvifica di Dio in Gesù Cristo. E' un dono affidato all'uomo, che la amministra con tutto l’impegno, la custodisce, la promuove e la sviluppa come se dipendesse tutta da se stesso e da Dio.

Nella sua identità profonda la vita ci sembra un mistero grande e ineffabile; tutto può sfuggire in un istante. Tutto questo perché la vita è la proprietà fondamentale dell'uomo e l'uomo è la sua vita, ma la vita non è solo la sua autocoscienza, la sua razionalità; è nemmeno soltanto i suoi sentimenti o la sua corporeità, le sue emozioni, i suoi dubbi e le poche certezze. E’ un tutt’uno di tutto questo.

E tutto è vero, niente è falso… ciò che accade nella vita accade davvero, e com’è importante rialzarsi dai momenti difficili come godere di gioia di qualcosa che è bello. Sono tutti momenti della vita che ognuno deve gestire da solo, perché la vita è unica ed ha un unico proprietario.

Se pensiamo a cosa influisce nella vita di ognuno oggi sappiamo che una parte è geneticamente trasmessa, l’altra dipende dall’ambiente o, per meglio dire, dalla società in cui viviamo. Geneticamente trasmessa??? Bhaaa… secondo me è tutto cultura, ambiente, società, relazioni sociali. L’uomo si plasma in società. Un esempio…. Una bambina che non ha mai pettinato i capelli ad una bambola, o non ha mai avuto un bambolotto, non sarà mai una vera donna. O no?

Se un uomo non lavora, potrà mai sentirsi realizzato nella sua vita? Direi di no.

Se un anziano non è soddisfatto di quello che ha fatto in passato, sarà mai felice negli ultimi anni della sua vita? Decisamente no.

Dopo questi stupidi esempi ho scritto che la vita di ognuno dipende principalmente dalla società in cui ha vissuto, in cui vive, ed in quella in cui vivrà. Diversi stadi evolutivi attraversa l’uomo nella sua vita…. Sono delle fasi particolari che l’individuo deve attraversare obbligatoriamente. Queste cominciano sin dall’infanzia quando il neonato, spaventato e atterrito dalla nascita deve combattere il suo sentimento di sfiducia verso tutto quello che lo circonda trasformandolo, con l’aiuto dei genitori, in fiducia, grazie alle cure e all’interesse che questi sanno dare al proprio figlio.

Le fasi hanno un importanza differente ma i primi anni di vita sono i più delicati in quanto plasmano l’animo e la ragione. La risoluzione di questi conflitti è determinata di volta in volta dall'interazione tra le caratteristiche dell'individuo e il sostegno che sa dargli l'ambiente sociale; e così si intende come fondamentali sono le prime fasi che sono anche i primi, decisivi, conflitti. Come l’autonomia contro la vergogna ed il dubbio, lo spirito di iniziativa contro i sensi di colpa, e poi l’ essere industriosi e non sentirsi mai inferiori e, nel periodo adolescenziale, trovare una propria identità evitando la dispersione ricercando anche l’intimità evitando l’isolamento. L’uomo deve poi tenere lontana la stagnazione presentando in ogni dove la sua creatività. E poi da anziani… le persone mature osservano la vita in retrospettiva e la valutano. Se il giudizio che ne danno è positivo, se si ritengono soddisfatti perché la propria vita risulta in definitiva significativa e coinvolgente, sperimentano un senso di pienezza, di armonia e di ricchezza. Se al contrario si trovano a rimpiangere le energie mal utilizzate, le occasioni perse o le domande a cui non sono riusciti a dare risposte, provano sconforto e disperazione: la propria vita sembra, alla fine, essere stata priva di senso. Tale esito finale è un prodotto cumulativo di tutte le risoluzioni dei conflitti precedenti che ci fanno capire come sia la società ad essere decisiva nella vita. Un Urlo ci sta perfetto. hihihi.

Aaaaa….. la vita, ma chi c’è l’ho fa fare a starci dentro? Eppure la possediamo e forse, forse è un dono, sono momenti che si susseguono uno dopo l’altro senza mai arrestarsi. Attimi lunghissimi o infinitamente brevi che si rincorrono, sempre ed in ogni caso.

Ma visto che ci siamo dobbiamo provarci, tentare di farci una vita di qualità, una vita che ci piaccia e che rispecchi il nostro carattere in tutto e per tutto. Potremmo anche non riuscire, fallire, perché c’è la società attorno a noi ed è lei che dirige la nostra vita. Ma pensare di non avere il volante in mano della nostra vita mentre la società che è attorno a noi ci pressa significa rinunciare a priori a farsi una vita. Perché una vita si “deve fare”, cercando gli eventi ed evitando di farsi colpire da essi. E’ difficile!! È molto difficile ma occorre sempre provarci anticipando o prevedendo gli accadimenti. Eventi imprevisti ed imprevedibili ve ne saranno sempre ma per evitare il conflitto interiore, se ne abbiamo la possibilità e l’opportunità, occorre in momenti decisivi della nostra vita, prevedere con la ragione e l’esperienza ciò che potrà accadere. Chissà… magari qualche volta ci si indovina!!!!

 

continua.....

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