19 ott, 2018

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Le malattie più frequenti per chi viaggia

Larderiaweb in Trasferta - Appunti di Viaggio

Piacevoli destinazioni e itinerari da seguire nascondono numerose insidie che è bene conoscere per evitare rischi. Alcuni luoghi spettacolari del mondo necessitano anche la consapevolezza dei rischi sanitari che si possono incontrare; si deve ragionare sulla possibilità di contrastarli ma anche sul rapporto tra rischi e benefici nell'uso di vaccini (con i loro effetti collaterali) o di eventuali farmaci utilizzati a questo scopo.

Alcune categorie di persone viaggiano essendo più "a rischio" di altre e frequentemente si ammalano mentre sono lontane dalle loro dimore abituali: 

  • al primo posto troviamo le persone con preesistenti condizioni di cardiopatia e di broncopatia cronica ostruttiva (per loro è importante controllare l'intensità degli sforzi eseguiti in viaggio, che sono spesso sovradosati e accentuati da una riduzione delle ore di sonno)
  • al secondo i malati di diabete insulinodipendente (mangiare dolci all'estero “costa” esattamente come in Italia, solo che in viaggio spesso ci si lascia una maggiore libertà alimentare senza controllare attentamente i dosaggi di insulina)
  • il terzo e il quarto posto delle categorie di persone a cui capita di ammalarsi di più durante un viaggio sono occupati dalle donne in gravidanza e dalle famiglie che viaggiano con bambini. In viaggio non c'è più la farmacia sottocasa o il ginecologo a portata di telefono, quindi è sicuramente maggiore la possibilità che ad esempio un banale episodio infettivo di un bambino, che a casa potrebbe risolversi con una giornata di riposo a letto possa complicarsi a causa dei trasferimenti obbligati, dei viaggi aerei con aria condizionata e delle condizioni alimentari non perfette, e lo stesso vale per le donne gravide

Serve quindi un ragionamento consapevole prima di decidere come e dove andare.
Anche queste persone possono viaggiare benissimo purché ci si ragioni preventivamente.

RISCHIO E FREQUENZA DI MALATTIA

Il 25-30% di chi viaggia in paesi tropicali o comunque con scarsa igiene ambientale rischia la diarrea del viaggiatore, amichevolmente soprannominata Vendetta di Montezuma, per le sue caratteristiche: dura poco e seppure limitante e' quasi sempre a decorso benigno.

La possibilità di contrarre la malaria è invece calcolabile intorno all'1% per chi non usi la chemioprofilassi preventiva in alcune zone dell'Africa Occidentale, ma molto più bassa in altre zone Africane.
Di contro almeno il 10% di chi effettua la chemioprofilassi (che non e' una garanzia assoluta di prevenzione poiché ormai molti ceppi sono resistenti) risente di reazioni tossiche o allergiche ai prodotti utilizzati.

La possibilità di contrarre Epatite A (forma a decorso benigno), rabbia, Epatite B (probabile solo per chi pensi di scambiarsi siringhe, avere rapporti sessuali a rischio e rimanere a lungo nella zona di viaggio), tifo, AIDS (stesse indicazioni della Epatite B), colera o Febbre Gialla va progressivamente decrescendo fino a valori assolutamente improbabili.

Anche nella vicina Austria si può rischiare la encefalite virale trasmessa da una zecca che vive nelle foreste, ma la percentuale di viaggiatori europei che ne è colpita è assolutamente insignificante.

VACCINI, EFFICACIA ED UTILITA'

  • Febbre gialla
    Per questa vaccinazione, obbligatoria per legge in molti stati, non ci si deve neanche porre il problema: va ricordato che questa malattia (presente in alcuni stati africani e del centro America) può essere letale in un brevissimo lasso di tempo: 6 giorni di incubazione per arrivare alla comparsa dei sintomi e talvolta ad una forma acuta e di velocissima evoluzione. Così è ragionevole che chi vada in questi stati si cauteli, e nel caso di possibili gravi reazioni allergiche o neurologiche alla vaccinazione, si astenga dal viaggiare. I motivi sono seri.
  • Epatite A
    Per quanto riguarda la vaccinazione antiepatite A esistono alcune perplessità: la proposizione del vaccino è cominciata in modo molto “pubblicitario e commerciale” con almeno due anni di anticipo sulla sua effettiva disponibilità di mercato, sull'onda del successo derivante dall'obbligo di legge per la vaccinazione antiepatite B; entrambi i vaccini hanno gli stessi possibili effetti collaterali.
    A tutt'oggi, vista la scarsa gravità della malattia stessa, e in considerazione di quanto avvenuto in Francia, dove la vaccinazione antiepatite B è stata sospesa dal 1998, non è sensato escludere totalmente l'esistenza di rischi a lungo termine legati ad una diffusione di massa di questo tipo di vaccinazione, e la scelta di effettuarla deve sempre dipendere da un sereno colloquio con il proprio medico curante.
    Il contagio con il virus A decorre comunque quasi sempre in modo benigno e senza strascichi clinici nella quasi totalità dei casi, e moltissime persone hanno comunque superato una infezione di tipo A inapparente in giovane età e sono quindi già comunque coperti dalla infezione stessa.
  • Epatite B
    Questo tipo di vaccinazione, obbligatorio in Italia per i neonati in virtù di una legge proposta e firmata da De Lorenzo, è sistematicamente proposta per i viaggiatori.
    Si dice ad esempio che per chi pratica sesso all'estero potrebbe essere utile una cautela preventiva anche con questo tipo di vaccinazione, ma forse vale la pena di considerare che la vaccinazione antiepatite B non è priva di effetti collaterali; in Francia ad esempio si è riscontrato un aumento della incidenza di forme di malattia demielinizzante (sclerosi multipla ecc.) nei soggetti adulti vaccinati, tanto che l'esistenza di problemi di questo tipo nella famiglia viene considerata un criterio per la esclusione (in Francia ripetiamo) da questo tipo di vaccinazione.
    Inoltre un recente lavoro pubblicato nel marzo 1998 riconferma che almeno il 10% dei soggetti vaccinati per la epatite B rimane comunque recettivo al virus.  Inoltre è ampiamente documentata la possibile azione di induzione di malattie autoimmuni come conseguenza della vaccinazione; a partire dalla meno grave ma fastidiosa alopecia fino alle malattie autoimmuni più gravi. Anche in questo caso quindi pregi e difetti di un trattamento profilattico vanno preventivamente presi in seria considerazione per una scelta ragionata ed autonoma.
    I preparati per questa vaccinazione hanno documentato la possibilità di indurre nei vaccinati una alta percentuale di reazione al Thimerosal, con dermatite atopica o prurito persistente conseguente alla vaccinazione anche nel 30%dei casi.
  • Tifo
    Per quanto riguarda il vaccino antitifico va invece detto che a fronte della sua notevole innocuità esiste anche una discreta mancanza di efficacia.
    Nel gennaio 2000 un articolo olandese ha rilevato a livello internazionale la presenza di febbri tifoidi tra i viaggiatori equamente divisa tra soggetti vaccinati e soggetti non vaccinati.
    Noi suggeriamo in genere le consuete attenzioni alimentari e l'uso di China 9 CH e di Mercurius solubilis 30 CH (2-3 granuli di ciascuno mattina e sera durante tutto il viaggio) ad evitare con efficacia la vendetta di Montezuma o dei suoi “amici”. Un altro grande medicinale omeopatico che deve fare parte del Pronto Soccorso da viaggio è Arsenicum album 9CH.
    Un recente studio Giapponese identificò però l'origine di un gruppo di infezioni intestinali di giapponesi “viaggianti”, nelle uova strapazzate fornite da un Hotel di Roma; la cautela quindi è d'obbligo non solo all'estero, ma talvolta anche a casa nostra.
  • Malaria
    Per la malaria vanno bilanciate le indicazioni di legge e il rapporto rischio-beneficio connesso con il tipo di viaggio.
    Se la chemioprofilassi è solo consigliata e non obbligatoria va considerata la stagione del viaggio: se e' stagione di piogge le zanzare sono molto più attive del solito, ma in stagione secca al contrario queste sono quasi inattive, e una semplice prevenzione comportamentale con la copertura delle braccia, con l'uso di tendine notturne e di repellenti insettifughi è quasi sempre sufficiente ad evitare il morso di questi insetti.
    Chi soffre di forme tossiche epatiche o di forme di allergia ai farmaci spesso rischia di più a trattarsi con i farmaci che a recarsi (dopo una attenta valutazione su quanto segnalato) nel luogo prescelto senza prendere medicine. Il suggerimento che fornisco a tutti i miei pazienti che si recano in aree non del tutto salubri è comunque di utilizzare 2 volte al giorno China 9CH e Mercurius solubilis 30 CH, come sopra indicato.
    Nel luogo di arrivo, si trovano poi in genere medici molto preparati al trattamento e al riconoscimento di queste forme nel caso si dovessero acquisire.
    Il vaccino per la malaria è molto lontano dall'essere pronto (quasi ogni mese se ne ipotizza un modello che poi si rivela inefficace) nonostante gli sforzi internazionali si siano uniti per cercare di superare questo problema.
  • Vaiolo
    Tristemente riportato alla ribalta dalla guerra al terrorismo, la proposta di vaccinare oggi i bambini non vaccinati dopo la sospensione della vaccinazione obbligatoria avvenuta alla metà degli anni 70, rischia di creare un danno maggiore di quello che si vorrebbe evitare.
    La percentuale di encefalite post vaccinale è infatti molto elevata, e il rischio, a fronte di una diffusione del vaiolo che può essere fatta solo con immense potenzialità tecnologiche dispiegate (la conservaziobe del virus è estremamente difficoltosa e il suo spargimento lo è ancora di più) è sicuramente più elevato verso la encefalite che verso la "bomba al vaiolo" che oggi si teme per disinformazione.


DISCUTERE COL PROPRIO MEDICO

Ciò che probabilmente può aiutare di più ad uscire dal dubbio sul tipo di prevenzione da attuare è il dialogo con il proprio medico di fiducia.

Pur conoscendo le disposizioni di legge e le caratteristiche di obbligatorietà per alcuni trattamenti, potrete ottenere un ragionamento sensato formulando al medico la domanda più personale che esista: “Cosa farebbe lei nella mia situazione, con i miei bambini, con le mie allergie, con la mia epatopatia eccetera?”.
Con un dialogo franco si possono ottenere consigli che vanno al di là dell'obbligo e possono essere adatti alla situazione di ciascuno.

Una volta si chiedeva al medico se era più utile andare al mare o in montagna: non e' insensato che oggi si possa discutere col proprio medico se sono di più i vantaggi o gli svantaggi di un viaggio dal punto di vista sanitario, e decidere quindi in modo autonomo che tipo di atteggiamento scegliere, ricordando che la salute dipende sempre dalle scelte (attive o di rifiuto) che compiamo.

 

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