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Mata e Grifone, I giganti di Messina |
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Anche per i Giganti “Mata e Grifone” come per la Vara si tratta di un'antica
tradizione Messinese, ma di cui si sconosce l'origine certa. Le proporzioni delle due
statue di cartapesta sono gigantesche, più di 5 metri da terra fino
alla testa dei cavalieri, tanto che il popolo messinese le ha chiamate
da sempre “U Giganti e a Gialantissa” (Il Gigante e la Gigantessa).
Mentre altri hanno fatto riferimento a nomi quali – tra i più frequenti
– Saturno e Cibele (alla latina), Kronos e Rea (alla greca), Cam e Rea,
Zanche e Rea, Grifone e Mata etc..
Una leggenda sulle origini del mito dei giganti narra.......
A Messina viveva una bella ragazza dalla grande fede cristiana, figlia
di re Cosimo II da Casteluccio; il suo nome Marta in dialetto si
trasforma in Matta o Mata. Verso il 970 dopo Cristo il gigante moro
Hassan Ibn-Hammar sbarcò a Messina, con i suoi compagni pirati e
incominciò a depredare nelle terre in cui passava. Un giorno il moro
vide la bella fanciulla e se ne innamora, la chiede in sposa ma ottiene
un rifiuto. Ciò provocò l'ira del pirata che uccise e saccheggiò più di
prima. I genitori, preoccupati, nascosero Marta, ma il moro riuscì a
rapirla con la speranza di convincerla a sposarlo. Marta non ricambiava
il suo amore trovando nella preghiera la forza a sopportare le
pressioni del moro. Alla fine, il moro si converte al cristianesimo e
cambia il suo nome in Grifone. Marta apprezza il gesto e decide di
sposarlo. La tradizione ci tramanda che furono loro a fondare Messina.
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