22 lug, 2018

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I maxi blitz a Messina. Operazione Figaro

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22/07/2008 - Secondo i carabinieri della Compagnia di Sant’Agata Militello, le persone coinvolte nell’operazione antidroga “Figaro” si rifornivano di cocaina a Napoli ed Africo Nuovo, territori ricadenti in aree geografiche dove risiedono dei “cartelli criminali” attivissimi nel traffico di sostanze stupefacenti. Sotto indagine sono finiti Salvatore Pasquale Destro Pastizzaro, 47 anni (foto1) e il figlio Sebastiano, 22 anni (foto 2), considerati dagli inquirenti personaggi di grosso spessore delinquenziale, legati alla criminalità organizzata oricense, vicini al clan Bontempo Scavo e il barbiere di Tortorici, Settimo Manera, 33 anni (foto3). Proprio dall’attività lavorativa di quest’ultimo è stata ribattezzata l’operazione. Manera, ufficialmente parrucchiere per uomo, è stato qualificato come attivissimo pusher, cui facevano riferimento molti tossicodipendenti dell’hinterland del comprensorio nebroideo.

L’inchiesta giudiziaria, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Patti, Alessandro Lia, ha avuto inizio alla fine del 2007, con l’impiego di intercettazioni ambientali e telefoniche e l’ausilio di servizi di osservazione e pedinamento. Le risultanze investigative hanno consentito di individuare una consistente attività di traffico e spaccio di cocaina, immessa sul mercato degli assuntori ramificato sull’intero territorio dei Nebrodi. Il centro nodale dell’intera attività criminosa è stato focalizzato nel paese di Tortorici, ormai riconosciuto quale importante crocevia della locale criminalità organizzata. Salvatore Pasquale Destro Pastizzaro ed il figlio Sebastiano sono stati raggiunti dal provvedimento di custodia cautelare in carcere, mentre Settimo Manera è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Nella fase condotta dell’operazione, il personale dell’Arma ha anche effettuato alcune perquisizioni presso il centro di Tortorici, finalizzate al rinvenimento di sostanza stupefacente. I Destro Pellizzaro erano già finiti in carcere lo scorso 19 maggio per coltivazione di canapa indiana: una piantagione era stata scoperta dai carabinieri nella loro campagna in contrada Santa Nagra di Tortorici, dove erano stati sequestrati 50 chili di marijuana. Il 13 novembre 2007, inoltre, padre e figlio sono stati condannati in primo grado a 15 anni e 10 mesi nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”.

fonte:melitoonline.it
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