17 gen, 2018

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Messina e la sua storia

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Ancora battaglie a Messina che nel 651 dovette subire un nuovo attacco saraceno, ma un'altra volta grazie a Messina furono scacciati dalla Sicilia.  Nel 669 però vi fu un'ennesima incursione ma stavolta i saraceni saccheggiarono di nuovo il monastero uccidendo l'Abate. Nel 682 venne assunto al pontificato un cardinale messinese che prese il nome di “Leone II”. A questo papa, che morì dopo appena un anno la città di Messina dedicò nel 1623 una delle 18 porte dell’antica palizzata la quale  fu detta porta leonina, oggi a lui è intitolato il IX quartiere, quello appunto di S. Leone.

Nel 827 la Sicilia cadde sotto il dominio degli arabi esclusi i territori di Messina, Taormina e Siracusa.  Essi vennero domati fuori le mura della città, tenuti a distanza. Messina cadde solo nel 976 dopo 300 anni di eroica e gloriosa resistenza. Resta schiava per 80 anni subendo  umiliazioni, stragi e epiche ed eroiche gesta come quella suprema compiuta dalla Compagnia dei Verdi in una estenuante ma vittoriosa battaglia in pieno centro cittadino, alla Darsena, in difesa del SS. Sacramento. In quel periodo era vietata qualsiasi pratica cristiana e, dopo questi episodi, nascono le leggende di Mata e Grifone, parola che unita tradotta dal latino significa uccidi i musulmani.

Tre messinesi, in un giorno del 1060, Ansaldo Patti, Jacopino Saccano e Cola Camuglia, passeggiavano solitari nel piano di S.Giacinto, oggi S.Raineri. Essi discorrevano delle sventure di Messina dominata dagli arabi.  Ad un certo punto Cola Camuglia disse loro.....”Amici, il nostro dolore a nulla giova, ed è cosa indegna d'uomini generosi il deplorare le proprie sciagure senza cercare di mettervi riparo.”  O se un riparo ci fosse!.. esclamarono gli altri. “Eppure c'è, questi ladroni di saraceni debbono la loro fortuna più alla nostra pocaggine che al loro valore. Ma orsù il momento di scuoterci da questo letargo è giunto. Un aiuto sicuro a questa impresa lo troveremo nei normanni, popolo generoso e forte che si trova lì in Calabria, a poche miglia da noi. Invochiamolo, chiamiamo poi alla riscossa i cittadini e vi assicuro che in poco tempo in Messina e tutta l'isola non rimarrà un solo saraceno”.
1572Il giorno dopo, fingendo di essere chiamati per affari nella vicina Mileto, vi si recarono separatamente. E giunti al cospetto del Conte Ruggero, lo di venire in aiuto dei cristiani. Egli accettò.
Allora Jacopino Saccano diede al Conte un Crocifisso e questi ricevendolo promise che con tutte le sue forze li avrebbe liberati dai maomettani. Tornati a Messina informarono i cittadini della risposta. Perché in quel giorno non fosse fatta confusione venne messa una croce nellle case dei cristiani.

Il Conte Ruggero l'anno seguente partì da Reggio con 26 galere approdendo sulla spiaggia di Maregrosso. All'estremità del braccio di S.Raineri lì il Conte vide impiccati 12 cittadini e provò tanto dispiacere che giurò di innalzare un tempio al Salvatore del Mondo, se il cielo gli a
vesse dato la forza di liberare la città dai musulmani. I cittadini aprivano le porte della città ai Normanni e prese le armi  per tutta la notte fecero strage dei saraceni. Così i musulmani furono sconfitti e cacciati dalla città. Il 12 agosto del 1086 Ruggero entrò in città  accolto con ossequio e affetto. Poi memore del voto fatto, edificò un tempio all'estremità del braccio di S.Raineri. In suo onore venne costruita un machina votiva che è la Vara.
Nel 1129 il Conte Ruggero II veniva incoronato a Palermo Re di Sicilia
Ruggero II  consacrò il primo tempio cittadino, il Duomo,  a nome di S. Maria la Nuova. Ruggero II muore a Messina nella notte del 27 settembre 1198.
La storia racconta: E’ il 1189  la Terza Crociata viene bandita da Gregorio VIII. La motivazione era la caduta di Gerusalemme per opera di Saladino.

 

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1760

Nel 348 a.C. la città, con l’aiuto dei Corinti poté riconquistare la perduta libertà. Nel 300 a.C. un forte gruppo di giovani bramosi di avventure lasciarono l’Abruzzo e vennero in Sicilia. Il loro nome era “Mamertini”, perché votati a Marte, dio della guerra. Essi conquistarono il predomino della città.

Venuti in conflitto sia con Gerone di Siracusa che con i Cartaginesi, i mamertini chiamarono in aiuto i romani, e nel 261 a.C. il console Appio Claudio riuscì a sconfiggere prima Gerone e poi i Cartaginesi. Per ricordare questo episodio fu costruita una strada e in onore del console fu chiamata Via Consolare Valeria, essa arrivava fino a Capo Lilibeo; Alla città vennero concessi molti privilegi dopo la vittoria.Essendo Messina città di transito obbligata nel Mediterraneo, si racconta che anche l’apostolo Paolo venne e sbarcò a sei miglia di distanza dalla Città in quel punto della costa detto da allora in poi Cala S. Paolo. Grazie a lui i messinesi si convertirono al cristianesimo.

madonna della lettera

Nell’anno 41 d.C.  mandarono a Lei un’ambasceria insieme alla stesso S. Paolo sulla medesima nave. Giunti gli ambasciatori in Gerusalemme, ebbero in risposta dalla Madre di Gesù la seguente lettera scritta in ebraico:

Maria Vergine, figlia di Gioacchino, umilissima serva di Dio, Madre di Gesù Cristo Crocifisso, della Tribù di Giuda, della stirpe di Davide, ai Messinesi tutti salute e benedizione di Dio Padre Onnipotente. Consta per pubblico strumento che voi ci avete mandato legati e nunzi, e che già per le prediche di Paolo Apostolo vi è nota la via della Verità, e che il figlio nostro, generato da Dio, si è fatto uomo, e dopo la sua resurrezione è salito al cielo. E perciò Benediciamo Voi e la Stessa Città, della quale vogliamo essere perpetua protettrice.

La lettera era legata con alcuni capelli della Vergine, che da allora in poi vennero custoditi nella Cattedrale. Maria fu sempre venerata in Messina sotto il nome di Madonna della Lettera. L’originale della Sacra Lettera fu accuratamente nascosta dal Senato messinesi che poi fu ritrovata nell’archivio pubblico ma subito dopo se ne persero le tracce con i disastrosi terremoti che colpirono la città. Queste notizie  sono narrate anche dallo storico Flavio Lucio Destro.

Nel periodo Medievale l'impero Romano era formato da tante province che si autogestivano perché troppo lontane dalla capitale, ma tutte erano unite nel nome di Roma. Proprio nel 395 d.C. sotto il regno di Arcadio, avvenne che i Bulgari si ribellarono a Costantinopoli (allora capitale dell'Impero). Arcadio tremendamente spaventato ed allarmato chiese aiuto a tutte le altre province romane. I Messinesi, capitanati dal generale Metrodoro, prepararono una  flotta di 13 navi. Giunti a Tessalonica (Salonicco), iniziarono il combattimento contro i Bulgari e ne uscirono vincitori.

Arcadio, grato ai messinesi, le concesse grandi privilegi ai coraggiosi uomini che sventaro la minaccia:
L’imperatore consegnò a Metrodoro il vessillo imperiale che aveva per insegna una Croce d'oro su campo rosso.
Il Generale Metrodoro, tornato a Messina, sostituì il vecchio stemma della Torre su campo verde con la nuova effige. Così ancora oggi questo simbolo ci contraddistingue...
 

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E’ un impresa raccontare la storia di Messina senza dilungarsi ed inserire dettagli importanti, perché troppi sono gli avvenimenti che la riguardano.

falceIl mare, come un azzurro fiume, divide Messina dal continente, ed è passaggio priviligeto tra l’Adriatico e il Mediterraneo. Messina sorge ad anfiteatro, con sulla destra i un braccio di terra a forma di falce che si estense sul mare, alle spalle una catena di colline, fra le quali le più alte sono l’Oliveto, la Guelfonia, la Caperrina, il Tirone, Dinnamare. Bellissima. Le sue coordinate geografiche sono 38° 17’ di latitudine e 33° 33’ di longitudine, Che rendono la città un’oasi climatica. La città fu sempre munita di mura e fortificazioni: le ultime cinte vennero innalzate dal viceré Gonzaga; Oggi di esse non rimangono che poche vestigia…

Nella mitologia greca Messina assumeva un significato primario, fondamentale … Urano, dio primigenio, che rappresentava il cielo stellato, in unione con Gea, la Terra, diede alla luce i sei Titani, le sei Titànidi, i tre Ciclopi e i tre Ecatonchìri.

Esseri primitivi che il padre Urano rinchiuse nel Tartaro. Urano nutriva paura nei loro confronti perchè questi rappresentavano lo sprigionarsi delle forze naturali come le Tempeste, i Lampi, i Fulmini ed anche perché temeva che lo spodessastassero. Gea indusse i propri figli a ribellarsi alle volontà del padre. Krono, assalì nel sonno il padre, lo ferì gravemente con una falce datagli dalla madre e liberò i fratelli. Dal sangue di Urano caduto sulla Terra nacquero le Erinni, i Giganti e le Ninfe dei frassini. In quanto alla falce essa cadde sulle rive del braccio di mare che divideva la Sicilia dal continente, ancorandosi con la terra, e formando una bellissima città che per questo fu chiamata Zancle (falce, appunto).

La mitologia racconto questo ma la Storia riserva anni di gloria ed onore a questa città. Messina era in tempi antichissimi chiamata Zancle , forse anche in omaggio ad uno dei capi dei suoi primi abitatori detto Zanclo, o forse, come sopra raccontato, dalla parola “zanclon” che significa falce dalla forma del suo porto naturale.

La città, si racconta, fu fondata nel 2148 a.C. ben 1375 anni prima di Roma, forse ancor prima.
In una vecchia pianta della città si leggeva:

vortice“Antica e Massima città di Zancle, edificata da Zanclo nell’anno del mondo dopo il diluvio 268 ed avanti l’incarnazione 2421, Capo e signora di tutte le nobili città della Sicilia e Massima Repubblica.”.
Fu rifondata dai greci intorno al 757, a.C. dai calcidiesi Cratemene e Periere.
Cinque secoli prima della venuta di Cristo i Samii giunsero a Zancle dove furono accolti c
ome amici. Ma ben presto essi si dichiararono signori e padroni della città. Poco dopo Anassila, signore di Reggio, invitò i Messeni, popolazione di origine greca a stabilirsi sulla costa calabra, per sconfiggere i Sami. Da poco questi erano stati sconfitti dagli spartani accettarono l’invito. Essendo poi Anassila venuto in conflitto con i zanclei, fu aiutato dai messeni nella lotta contro gli abitanti dell’altra riva dello Stretto. I messeni smantellarono le fortezze e le mura della città fortificata e vi penetrarono. Anassila diede ordine di mettere a ferro e fuoco la città, ma i capi messeni: Gorgo e Manticlo non eseguirono gli ordini, perché si riconobbero in quel popolo che con la tenacia e l’amore verso la propria terra resistevano tenacemente e così si accordarono coi zanclei per vivere insieme pacificamente e formare un sol popolo.

stemmaDopo questo episodio il nome della città fu mutato in quello di Messana. I messinesi ebbero un libero governo.

I messinesi tenevano in grande considerazione la cura del corpo e della cultura dei loro giovani. Due giovani messeni parteciparono e vinsero nei giochi olimpici che si celebravano in Grecia:, Leontisco vinse nella lotta e ad esso fu eretta una statua nella città di Olimpia. Simmaco vinse nella corsa. Un popolo fiero, che nel 395 a.C. combattè  i Cartaginesi, ma questa battaglia costò la perdita di ben 20 mila cittadini che affrontarono a viso aperto il nemico.

 

 


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Basta vedere la foto e la posizione della città per immaginare, ed intendere, quanta storia abbia Messina. Situata sullo stretto omonimo, Messina fu fondata nel sec. VIII a.C. da coloni greci calcidesi.

Ebbe il nome di Zancle, che significa falce, poichè si estendeva in un'insenatura di forma semicircolare. Invasa dai messeni nel sec. V, assunse poi il nome di Messanion, trasformato nella forma latina Messana. Durante i conflitti tra greci e cartaginesi, passò dall'uno all'altro dei contendenti, finchè nel 241 a.C. se ne impadronirono i romani.

In epoca bizantina Messina godette di una certa libertà e i suoi traffici prosperarono fino a quando, nell'843, fu conquistata dai saraceni che dopo due secoli furono scacciati dai normanni.

Nel Medioevo la città ebbe un ruolo di grande importanza: il suo porto fu il punto di partenza delle crociate verso la Terrasanta.
Da questo momento in poi si sviluppò un'intensa attività economica insieme ad un notevole incremento demografico.
Sotto la dominazione di Federico II, però, Messina fu assoggettata dalla politica centralizzatrice del sovrano, fattore determinante delle numerose rivolte contro la dinastia sveva e dell'atteggiamento favorevole a Carlo d'Angiò, che nel 1266 occupò l'Italia meridionale e la Sicilia.
Durante la prima fase del regno angioino, la città contese a Palermo il titolo di capitale dell'isola, ma il sopravvento del ceto borghese e municipale la portò a schierarsi contro il re Carlo il quale, privilegiando i commerci napoletani, sfavoriva quelli siciliani.
Conseguentemente alla rivolta del Vespro nel 1282, Messina comunale e borghese si alleò a Palermo feudale e aristocratica, provocando la ritorsione di Carlo d'Angiò che fece assediare la città dal suo esercito.
Così la città fu costretta a sottoscrivere l'invito che i palermitani avevano rivolto a Pietro III d'Aragona a diventare, come legittimo erede della dinastia sveva, re di sicilia.
Sotto gli aragonesi, ma in particolare sotto gli spagnoli, la città vide la rinascita della propria economia e soprattutto delle attività produttive.

Questo portò Messina a rendersi autonoma dall'amministrazione del vicerè spagnolo che aveva sede a Palermo; da qui le rivolte antispagnole del 1647 e del 1672, anno, quest'ultimo, in cui i ceti mercantili locali richiesero l'intervento del re di Francia Luigi XIV per resistere alla minaccia spagnola. La flotta francese sbarcò dunque nel porto di Messina, la quale si dichiarò suddita del re di Francia. Dopo quattro anni però, i francesi abbandonarono Messina all'attacco degli spagnoli. Ciò portò non solo alla perdita di tutti i privilegi d'autonomia acquisiti negli anni precedenti, ma diede l'avvio ad una dedadenza, accentuata nel XVIII sec. da terremoti ed epidemie. Solo nell'Ottocento Messina potè risollevarsi, ma nel 1908 la città fu distrutta da un catastrofico sisma dal quale risorse completamente nell'ultimo dopoguerra.

Qui di seguito tre video molto sintetici sulla storia di Messina 

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