25 apr, 2018

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Il Paese invecchia ed il Crac è vicino

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Nel lungo periodo l’invecchiamento della popolazione italiana costringerà (volenti o nolenti) a ritoccare nuovamente al rialzo l’età in cui si entra in pensione. In Italia, secondo le stime Onu, nel 2050 la popolazione supererebbe i 61 milioni, con una quota di persone con oltre 80 anni che supererebbe il 13% (oggi è il 5,3%), nonostante il consistente afflusso di stranieri, in media giovani. «È necessario sfruttare appieno i margini ancora inutilizzati dell’offerta di lavoro, in particolare nella componente femminile, e quelli che, per l’allungamento della speranza di vita ed il miglioramento delle condizioni di salute in età più avanzate, si renderanno disponibili in futuro - ha detto Visco - rimuovendo ad esempio vincoli quali quello di un’età di pensionamento prefissata e costante nel tempo». È certo anche che nei palazzi di governo l’idea suggerita dal vice direttore generale di Bankitalia Ignazio Visco non è stata particolarmente apprezzata. La possibilità di rimettere mano alle pensioni per la terza volta in quattro anni (dopo le riforme previdenziali di Roberto Maroni e di Cesare Damiano) viene considerata politicamente e socialmente impraticabile perché sarebbe una mossa certamente impopolare, e soprattutto perché riaprire il dossier pensioni intaccherebbe uno dei pochi punti di certezza e stabilità su cui possono contare gli italiani, e in particolare gli italiani anziani. Dice Visco «se si vuole evitare che il nostro Paese non riesca a mantenere negli anni futuri l’attuale livello di benessere economico e si allontani dai livelli di reddito delle economie oggi simili alla nostra». Le cose da fare sono due: migliorare la qualità dei fattori produttivi (lavoro e capitale) e aumentarne l’efficienza, la produttività. Un fronte su cui «l’Italia è da tempo in ritardo rispetto agli altri Paesi industrializzati». Negli ultimi dieci anni la produttività totale dei fattori ha complessivamente ristagnato a fronte di una crescita media annua attorno all’1% negli altri principali Paesi europei e all’1,5% negli Stati Uniti. Per raggiungere questi obiettivi la ricetta non è particolarmente complicata: «Il mantenimento e l’espansione del livello di vita raggiunto nel nostro Paese non può non richiedere che si lavori di più, in più e più a lungo».
 

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