22 gen, 2018

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Positivi all'alcool Test il 10 % degli automobilisti

Notizie

Nei finesettimana sono il 10% gli automobilisti che risultano positivi all'alcool test nei controlli eseguiti dalle forze di polizia. E' quanto emerge dai dati dell'Osservatorio nazionale permanente sulle stragi del sabato sera del Viminale, diffusi questa mattina dal dirigente della polizia stradale di Roma, Roberto Campisi, nel corso di un convegno sulla sicurezza stradale. I dati si riferiscono ai controlli delle forze di polizia compiuti nel fine settimana dal primo gennaio al 30 novembre del 2008 in cui sono stati compiuti 171.119 posti di controllo. Secondo l'Osservatorio del Viminale, il 10% degli automobilisti che risulta positivo all'alcool e' composto da 22.273 uomini e 2.299 donne. L'eta' piu' a rischio e' quella che va dai 18 ai 23 anni e dai 23 ai 27 anni. In Italia dal 2000 ad oggi i decessi per incidenti stradali sono diminuiti del 27,3% questo anche grazie alla normativa della patente a punti introdotta nel 2003. Secondo l'Istat ogni giorno ci sono 633 incidenti stradali sulle strade italiane con 14 decessi e 893 feriti. "Una normativa europea - ha detto il comandante della polizia stradale di Roma, Campisi - impone di diminuire i decessi del 50% entro il 2010. L'Italia con il -27,3 ha fatto passi avanti ma non nella misura in cui sono riusciti altri Stati". Per il comandante della polizia stradale di Roma gli effetti dell'ultimo inasprimento della legge per chi guida in stato di ebrezza" devono essere ancora valutati del tutto". "Gia' il recente inasprimento che ha portato allo 0,5% il tasso alcolemico nel sangue - ha detto ancora il comandante Campisi - ha dato ottimi risultati anche se non sono completamente esaustivi del problema". "Provocatoriamente noi proponiamo lo zero assoluto tasso alcolemico - ha detto Giordano Biserni, presidente dell'Asaps (Associazione sostenitori e amici della polizia stradale) - ma in via sperimentale chiediamo di istituire lo zero assoluto per i neopatentati e per chi e' recidivo. Passare da 0,5 a 0,2% rischia di creare solo della confusione. Serve una politica di informazione e formazione sulla societa' che ancora, mi pare, non sia stata fatta".
 
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