26 apr, 2018

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01/07/2008 - Il project financing targato Pietro Currò

Notizie

Giuseppe Buzzanca, nella sua manzione recente di Sindaco, sul fronte risanamento ha già le idee chiare: cinquanta milioni di euro da chiedere alla Regione Siciliana attraverso una nuova legge regionale e soprattutto l'avvio immediato dello strumento del project financing. Una linea che sembra avere un'impronta ben riconoscibile: quella di Pietro Currò, leader  del Partito Repubblicano Italiano, che da anni si dedica al risanamento della città. Proprio nella prima esperienza al comune, Currò creò l'assessorato al Risanamento, ma oggi, rischia di rimanere fuori dalla giunta. Il suo partito ha raccolto troppo poco in campagna elettorale, qualcosa meno di duemila voti e nemmeno un seggio.

Currò dice: «non mi giungono notizie negative ma nemmeno positive, aspetto, ma sono sorpreso dalle voci che si sentono in giro». Sta di fatto che l'idea portata avanti da Buzzanca, fu partorita dallo stesso Currò quanche anno fa. «La strada è quella - comtinua il segretario del Partito Repubblicano - ma il primo punto di partenza deve essere il sequestro di Fondo Fucile, con la chiusura di quell'area. Tra le brutture in tema di baracche, quella è la maggiore». E per il "projetc financing" Currò spiega che si tratta principalmente di «un intervento dei privati, con tanto di bando per l'acquisto degli alloggi, ma aggiungerei anche con l'ausilio di un'autorità terza che controlli il tutto. Le offerte dovranno essere pubbliche, ma vigiliate da un organismo, penso ad una commissione molto snella, con tre componenti tra i quali il prefetto. Una sorta di garante, che affianchi la politica e vigili sull'ingresso esclusivo di un'imprenditoria pulita. Se si dovesse creare quel circolo vizioso di semplicità e trasparenza che reputo fondamentale credo che l'ingresso dei privati possa arrivare a coprire anche fino al 50-60% degli interventi necessari. La semplicità e la trasparenza porterebbero anche ad una maggiore rapidità, perché una delle assurdità del risanamento a Messina riguarda proprio l'eccessiva lentezza dei tempi di progettazione e realizzazione. Contestualmente a quest'azione c'è chiaramente un abusivismo da stroncare - conclude Currò - ma credo che così facendo in un paio di anni si potrà completare il risanamento in questa città».

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