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Stefano Bontate, detto il Falco, noto anche come il principe di Villagrazia, nacque a Palermo il
23 aprile 1938. Ufficialmente possidente, fu invece il capo mafia della
famiglia di Santa Maria di Gesù e anche affiliato alla massoneria. Suo
padre, don Paolino, era tra i mafiosi più potenti della Sicilia e
trattava gli esponenti politici come suoi sottoposti, non esitando a
schiaffeggiarli in pubblico. I rapporti politici furono coltivati anche
dal figlio che era in affari con Salvo Lima e i cugini Salvo, gli
esattori di
Salemi.
Dopo gli studi presso il Liceo Gonzaga dei Gesuiti, Stefano e il
fratello Giovanni seguirono le orme del padre all'interno
dell'organizzazione. Stefano finì per la prima volta in galera con
l'accusa di traffico di stupefacenti, dopo l'omicidio del procuratore
capo Pietro Scaglione, ucciso dai
corleonesi. Condannato a tre anni nel processo dei centoquattordici, fu
assolto in appello. Oltre ai notevoli proventi del
traffico di droga, davvero fruttuosa si rivelò la collaborazione con i clan napoletani nel contrabbando di
tabacchi. Sul finire degli anni
Settanta la sua influenza all'interno della mafia siciliana raggiunse
l'apice. Accolse e protesse Michele Sindona nel 1979, in occasione
della sua fuga in Sicilia.
All'interno della commissione era uno degli esponenti più autorevoli, tanto che i corleonesi decisero di eliminarlo il giorno del suo compleanno, il 23 aprile del 1981,
inaugurando così la seconda sanguinosa guerra di mafia.
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