24 set, 2018

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Sterilità nella coppia; cause e soluzioni

Notizie

Cresce il numero di persone che, senza successo, cercano di avere un bambino. In Italia, questo fenomeno, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), colpisce nei paesi industrializzati il 15-20% delle coppie e i valori sono destinati ad aumentare.

Una coppia fertile ha una probabilità che va dal 20 al 25% di procreare il primo mese, la percentuale aumenta con il passare dei mesi, via fino a raggiungere l’80% in un anno di rapporti regolari, continui e non protetti.

Ma la sterilità dipende più dall’uomo o dalla donna? Secondo il Dott. G. Balercia, responsabile del settore di Andrologia Medica e del Laboratorio di Andrologia e Genetica dell’Infertilità Maschile nella Clinica di Endocrinologia dell’azienda Ospedali Riuniti di Ancona, il problema maschile è presente almeno nel 50% dei casi.

Si procrea di meno perché la vita è più difficile, perchè è faticoso mantenere molti figli, in una vita serrata che impone a entrambi membri della coppia di lavorare per mantenere la famiglia, e si procrea di meno perché il nostro stesso fisico ce lo impedisce.
Abbiamo pensato di fare qualche domanda al Dott. Balercia.
(intervista estrapolata da kidzone)


Dottore, secondo lei perché l'infertilità della coppia è un problema più sentito nelle ultime generazioni?
 
Sono molteplici i fattori che rendono il problema “fertilità” più sentito nelle ultime generazioni. Va considerato in primis  il fatto che l’età biologica in cui la coppia cerca la procreazione è aumentata, verosimilmente per motivi sociali, verso quella che si potrebbe definire l’ultima fase della vita riproduttiva (almeno per la partner femminile, cioè dopo i 35 anni). Se è vero che i moderni stili di vita hanno allungato la spettanza di vita (e soprattutto la qualità della stessa), certe realtà biologiche, quali la riproduzione, non ne risentono favorevolmente. Alcune attività lavorative che prevedono l’esposizione diretta o indiretta a fonti di calore o sostanze tossiche sono attualmente considerate a rischio per la fertilità maschile. Esistono peraltro dati sempre più inquietanti che dimostrano come alcuni inquinanti ambientali (i cosiddetti “endocrine disruptors”) con attività simil-e
strogenica possano giocare un ruolo negativo sulla fertilità maschile. Recenti dati stanno inoltre evidenziando un potenziale ruolo negativo delle radiofrequenze sulla spermatogenesi (es. cellulari tenuti in tasca, in prossimità dei testicoli). Resta infine da considerare il fattore culturale per cui la difficoltà procreativa non è più sinonimo di “problema da tenere in casa, come vergogna”, situazione che incoraggia la coppia a chiedere aiuto alla medicina. A tal proposito non debbono essere sottovalutate le situazioni di disturbo nella sessualità della coppia che talora sottendono un problema procreativo.

L'alimentazione moderna può essere una causa del problema "fertilità"?

Direi che il problema dell'alimentazione si ricollega con quanto detto a proposito dell'inquinamento ambientale (degli "endocrine disruptors"), nel senso che oramai, a vari livelli, compreso quello alimentare, ci troviamo ad assimilare sostanze (es. gli organoclorurati - diossine, furani, DDT, PCB) che agiscono negativamente sulla sfera riproduttiva. A parte questo, ogni eventuale abuso alimentare (dall'alcol alle diete estreme) agisce in senso negativo sulla cenestesi generale dell'organismo, verosimilmente anche sulla sfera sessuale e genitale.

Esistono riguardo alla prima domanda, dei buoni consigli per proteggere la fertilità?
 
La risposta viene da un andrologo medico, che non può che suggerire ad ogni maschio in età peri e post-puberale di sottoporsi ad uno screening medico andrologico  per la valutazione della propria situazione “fertilità”, allo scopo di individuare tempestivamente eventuali fattori di rischio e trattarli opportunamente (è un po’ ricalcare la valutazione ginecologica a cui  le donne normalmente si sottopongono).

Dopo quanto, in termine temporale, si può definire una coppia infertile?
 
Si definisce tradizionalmente infertilità la mancanza di concepimento dopo 12 mesi di rapporti non protetti e con adeguata frequenza. Tale definizione deve essere comunque adattata ad ogni singola coppia, sia in funzione dell’età che dello stile di vita (un esempio estremo: una coppia di 35 anni che per motivi lavorativi si incontra un fine settimana al mese non potrà essere considerata alla stregua di una coppia di 25 anni con regolari incontri sessuali).

Quando una coppia si accorge di essere infertile a chi si deve rivolgere?
 
I punti di riferimento sono il ginecologo per Lei e l’andrologo per Lui (preferibilmente esperti in problemi di infertilità). La valutazione anamnestica e clinica orienterà un adeguato iter laboratoristico e strumentale e l’eventuale approccio terapeutico (fino al ricorso, se necessario, alle tecniche PMA (dopo aver portato il partner maschile nelle migliori condizioni possibili per quanto riguarda la qualità del seme). Uno standard  di iter diagnostico maschile può essere reperito su sito di “Salute donna”.

 
L'infertilità può essere un problema psicologico? Il continuo fallimento nella procreazione può, secondo lei, ostacolare il concepimento?

 
E’ un po’ come aprire il “Vaso di Pandora”. Di certo il continuo fallimento nei tentativi di procreazione (spontanea o medicalmente assistita) genera situazioni psicologiche negative, che a loro volta creano problemi psicologici nella vita dei pazienti. Da qui ad estrapolare un’evidenza scientifica di un rapporto causa-effetto in tale settore, purtroppo ne passa (ho anche una formazione umanistica, ma, pur credendo fortemente nella spiritualità, sono addestrato alla “legge dei numeri”). E’ un’esperienza empirica di chi opera nel settore della fertilità che un ragionevole lavoro di contenimento dell’ansia procreativa spesso raggiunge l’obbiettivo sperato (cioè l’agognata gravidanza), ma è altrettanto vero che la fertilità nella specie umana è un fenomeno che anche nelle condizioni ottimali (età, situazioni psico-fisiche) ha, statisticamente parlando, circa una probabilità su tre di successo ad ogni tentativo.

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