29 gen, 2020

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Il Tè: la farmacia naturale

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Secondo un'antica leggenda fu l'imperatore cinese Shen Nung a scoprire il tè e sembra che egli avesse l'abitudine di ristorarsi nelle pause dei suoi viaggi con acqua di ruscello riscaldata in un recipiente. All'ombra di un albero alcune foglie caddero nella sua tazza e, assaggiatola, il sapore lo conquistò.

Nella Cina l'uso del tè risale al III secolo, inizialmente presso le prime comunità monastiche buddhiste, quindi presso i cinesi convertiti al buddhismo, infine diffuso in tutta la società.

Il tè fu conosciuto dai Portoghesi, che nel XVI secolo esplorarono il Giappone, e di qui fu importato in Europa dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Qui ebbe un immediato successo: divenne dapprima popolare in Francia ed in Olanda, poi (forse intorno al 1650) ebbe diffusione anche in Gran Bretagna. Alexandre Dumas padre disse che fu nel 1666, sotto il regno di Luigi XIV, che il tè, dopo una opposizione non meno viva di quella sostenuta nei confronti del caffè, s'introdusse in Francia. In seguito entrò nelle consolidate tradizioni inglesi. I ricchi e gli aristocratici lo sorbivano da porcellane cinesi e in tazze piuttosto piccole, mentre gli altri ricorrevano alle mug, tazza in ceramica comune, più capiente e senza sottotazza. Il consumo in Gran Bretagna è cresciuto moltissimo tanto che si può parlare del tè come bevanda nazionale inglese, consumata varie volte al giorno e in miscele di diverse qualità, più forte al mattino detta English Breakfast e più leggera al pomeriggio (Traditional Afternoon). le più famose ed antiche marche che importano e producono le miscele (blend) sono la Twinings e la Fortnum and Mason's, entrambe con sede a Londra. Altre marche famose inglesi sono la Lipton, la Whittard e la Harrods (i grandi magazzini londinesi).

 Il tè è una vera e propria miniera di salute e benessere, le cui proprietà benefiche possono essere riassunte in quattro punti principali: 

  • Antiossidante. Il tè contiene sostanze polifenoliche, principalmente appartenenti al gruppo delle catechine e dei flavonoli, note fin dall’antichità per le spiccate capacità antiossidanti, in grado cioè di contrastare la diffusione dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento e della degenerazione cellulare.
  • Idratante. Il tè è perfetto per ripristinare i fluidi persi, soprattutto se bevuto di frequente e in piccole quantità (una tazza).
  • Poco calorico. Consumato liscio, contiene praticamente zero calorie e altrettanti grassi. Ma anche con l’aggiunta di una goccia di latte parzialmente scremato apporta solo 14 calorie e 0,5 grammi di grassi: una bevanda perfetta per mantenersi in forma, e un ottimo spuntino, con un paio di biscotti secchi o un frutto, per spegnere la fame a metà giornata.
  • Alleato della prevenzione. Come dimostrato da numerose evidenze scientifiche, tè verde e tè nero contribuiscono a ridurre i rischi di cancro, prevenendo la formazione di cellule cancerogene, grazie all’elevato contenuto di polifenoli. Alcuni test hanno dimostrato poi che l’assunzione di tè verde aiuta a combattere la leucemia, grazie alla presenza di un componente, conosciuto come EGCG (epigallocatechine-gallato), che ha un potere ossidante 20 volte maggiore rispetto alla Vitamina E nel proteggere i lipidi del cervello. Ma i polifenoli presenti nel tè contribuiscono anche a inibire l’assorbimento del colesterolo nel sangue e a prevenire la formazione di grumi nel flusso sanguigno, nonché a raccogliere e disattivare i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare che possono provocare problemi cardiovascolari, tumori, cataratta, infiammazioni, artriti e anche il morbo d’Alzheimer e di Parkinson. I bevitori abituali di tè, poi, riducono in modo significativo il rischio di sviluppare ipertensione.

In più, alcune sperimentazioni hanno dimostrato che il tè verde possiede un’azione anticellulite, perché limita l’assorbimento dei grassi, e infine aiuta a rafforzare lo smalto dei denti, riducendo la formazione della placca; è anche molto utile nella prevenzione delle infiammazioni gengivali.
Fonte: Sanihelp.it

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