21 set, 2017

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Ebbene si oggi venerdì 17

Una giornata che gli scaramantici non amano tanto, si dice che questo sia il giorno piu’ sfortunato dell’anno, beh allora quest’anno saranno 2, anche il 17 agosto è venerdì.

Oltretutto quest’anno oltre ad essere bisestile è anche l’anno della profezia dei Maia, quindi la sfortuna potrebbe anche aumentare.

Ma da dove nasce questa convinzione che la coincidenza del venerdì con il numero diciassette porti tanta sfortuna?

Nell’antico Testamento è scritto che il diluvio Universale cominciò il 17, sempre secondo la Bibbia di venerdì sarebbe Morto Gesù. Oppure perché sulle tombe dei defunti dell’antica Roma  era comune la scritta “VIXI” ho vissuto quindi ora sono morto, confusa in seguito con il numero XVII.

Sono tante le superstizioni che ci circondano

Andiamo a vedere un po’ quali sono:

  • Passare sotto una scala,
  • Il gatto nero che attraversa la strada, gia’ di venerdi porta sfortuna, figuariamoci di venerdì 17.
  • Posare la borsa a terra, (si dice che non porti soldi)
  • Aprire l’ombrello in casa.
  • Non incrociare le posate
  • non buttare il sale e neanche l'olio
  • se con la scopa tocchi i piedi di una nubile questa non si sposera'
  • rompere lo specchio
  • non regalare coltelli
  • e tante tante altre ancora

Superstizioni tramandate nei secoli che però sopravvivono grazie ai superstiziosi, che difficilmente ammettono di essere tali.  Salvo poi, in privato, accarezzare corni e cornetti, toccare la prima cosa in ferro che ci capita a tiro, strizzarsi le "parti basse" (attenzione donne, questo rito scaramantico funziona solo per i maschietti) o fare altri gesti che ci aiutano ad allontanare qualsiasi pericolo che la giornata vada storta.

Allora non c’è altro che dire…

Corno, cornetti, peperoncini e agli a portata di mano e BuonaGiornata

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LA CASTA

 

L’ATTEGGIAMENTO ARROGANTE VERSO I CITTADINI CHE IN GRAN PARTE LI HANNO VOTATI MI FA RICORDARE UN ARTICOLO DI GIAMPAOLO PANSA SUL LIBRO DI DUE ECCELLENTI GIORNALISTI, GIAN ANTONIO STELLA E SERGIO RIZZO, “ LA  CASTA “.

PANSA SI RIFERISCE ALL’AFFAIRE DELLE CASE COMPRATE A PREZZI DI FAVORE DAI POLITICI,E DICE DELLA CASTA:

E’ UN GRUPPO SOCIALE CHIUSO CHE SI CONSIDERA, PER NASCITA O PER CONDIZIONE, SEPARATO DAGLI ALTRI GRUPPI E CHE SI ATTRIBUISCE SPECIALI DIRITTI E PRIVILEGI… DI SOLITO SE NE STA ZITTA, OBBEDENDO A UN VECCHIO DETTO MAFIOSO: CHINATI GIUNCO FINCHE' LA PIENA NON PASSA. (CALATI JUNCU CA CHINA PASSA, IN DIALETTO). LA CASTA SI MUOVE COSì PER DUE RAGIONI.  LA PRIMA E’ CHE PENSA DI ESSERE ANCORA FORTE, FORTISSIMA. PER QUESTO SE NE STA RINTANATA NEI PROPRI MANIERI. E SBARRA LE PORTE, ALZA I PONTI LEVATOI, SCHIERA SUGLI SPALTI I SUOI ARMIGERI. SIAMO IN PRESENZA DELL’UNICO, VEROPOTERE BIPARTISAN.DOVE SI INCONTRANO TUTTE LE FAMIGLIE DELLA CASTA: DESTRA CENTRO SINISTRA. NEI LORO FORTINI, LE FAMIGLIE STRIGONO PATTI DI FERRO, SI DIVIDONO I BOTTINI, FANNO BISBOCCIA, IMPARTISCONO ORDINI AI GIORNALI E ALLA TELEVISIONE. E COSI’ FACENDO DEGRADANO LA DEMOCRAZIA IN AUTOCRAZIA. I CITTADINI SENZA POTERE STRILLANO? LASCIAMOLI STRILLARE. SONO SOLTANTO DEI QUALUNQUISTI, DEI DROGATI DI ANTIPOLITICA, DEI POVERI FESSI CHE SI ILLUDONO DI FARE BRECCIA DENTRO MURAGLIE PIU’ SOLIDE DI QUELLA CINESE. DUNQUE NON MERITANO NESSUNA RISPOSTA, MA SOLTANTO SILENZIO.

MA CERTO QUI NON CI TROVIAMO DI FRONTE A QUEI  LIVELLI,QUI’ E’ UNA CASTA PICCINA PICCINA.

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Gentilissimo assessore, vuole spiegare agli abitanti di larderia,t ipoldo, tremestieri, dove devono andare a buttare i loro cari scomparsi, oppure non rientra nei suoi compiti?n on ci sono nel vocabolario italiano aggettivi per definire questa classe politica messinese: ho trovato!!!!!.....affaristi

 

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Della serie non si trova pace neanche da morti.

Il cimitero di comunale di Larderia sconosciuto ai nostri politici locali e  comunali con in testa il nostro amato sindaco.

In questo cimitero ci sono vecchie lapidi addossate lungo le mura perimetrali, alcune tombe risalenti ai primi del novecento, sono abbandonate all'incuria, quando si entra in questo luogo detto di pace eterna inciampi facilmente oppure, pesti qualche lapide. Poi se hai intenzione di portare dei fiori, ti conviene buttarli per aria dove cojò cojò.

E i nostri defunti? Vengono sballottati creando non pochi disagi ai famigliari.

Intanto il cimitero non si amplia.Qui c è qualcosa chepuzza.Puzza di speculazione,che fa ribbrezzo per il disprezzo

che dimostrano i nostri politici locali e non.Lamagistratura dov è? Visto che il popolino non riesce a ottenere nulla, neanche dopo le proteste, qualcuna di queste fatta in modo plateale dal consigliere circoscrizionale MARIO CROTTOGINI. Il cimitero non si amplia.

Qualcuno magari si accorgerà del piccolo cimitero, qualcun altro sarà distratto da altre cose, chissà quali cose?

Se lo chiedono gli abitanti di Larderia, Tremestieri, Tipoldo, i tre villaggi che hanno pieno titolo a reclamare una sepoltura dignitosa per i loro cari. Intanto i defunti e, quelli a venire vigileranno fino a quando questa storia non sarà finita. Cos è la casta?  il nostro sindaco lo sa bene. Al suo cospetto Mastella e un lupetto deiboy-scout.

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Siamo quelli che vedono la casa acquistata allora dai propri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni. Noi, i nati negli anni Ottanta, non abbiamo fatto la Guerra, e non abbiamo assistito all’allunaggio, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l’aborto: la nostra memoria storica comincia con i Mondiali di Italia ‘90, quelli della mascotte Ciao.

Ci dicono che non abbiamo ideali, e che abbiamo avuto tutto, senza doverlo rivendicare. Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo mangiafrutta, a uno-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato ai videogiochi e a navigare su Internet. Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata quella blu con le bande bianche sulle maniche, e le nostre prime scarpe da ginnastica erano adidas.

Andavamo a scuola quando il ponte del primo novembre era la festa dei Santi e non ancora Halloween. Siamo stati gli ultimi a fare la Maturità con una commissione esterna e i pionieri del famigerato 3+2 all’università.

Ci hanno etichettati come Generazione X, siamo sopravvissuti a Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills. Beh, Beverly Hills a me piaceva. Abbiamo pianto davanti a Candy Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo ballato con Heather Parisi, e cantato a squarciagola con Cristina D’Avena.

Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl;

Siamo stati martellati con il Kosovo, l’Afghanistan, e l’Iraq. Abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall’Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un undici di settembre.

Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo ancora Bill Gates e credevamo che Internet sarebbe stato un mondo libero.

Siamo la generazione di Bim Bum Bam, e dei gettoni telefonici. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le HubbaBubba erano male. Siamo la generazione di Crystal Ball (”con Crystal Ball ci puoi giocare…”), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego, dei Puffi, di Holly e Benji, e di Mimì Ayuara. E ancora, Yattaman, Creamy, Kiss Me Licia, le Micro-Machine, e la casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore.

Siamo l’ultima generazione degli spinelli fumati nel bagno del liceo durante l’autogestione, e guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture e senza air-bag, andavamo in motorino in due e senza casco; le altalene erano di ferro, con gli spigoli vivi, e il gioco delle penitenze era bestiale.

Niente telefoni cellulari, e gli zaini Invicta non avevano le rotelle.

Non avevamo la Playstation, 99 canali televisivi, dolby-surround, e la wi-fi. Però ce la spassavamo alla grande tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra, giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità.

Potevamo bere l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi, quella non imbottigliata, senza infettarci. Le ruote dei pattini erano quattro, ma non erano allineate, e Titanic al cinema lo abbiamo visto più di una volta. Ascoltavamo i Take That, gli Oasis, e ce l’hanno menata con le Spice Girls e i loro vestiti orrendi. Guardavamo incessantemente i programmi di MTV.

Siamo la generazione che ancora, a distanza di anni, si domanda se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. A me piace immaginare di sì.

albi

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Sogno di essere bella, giovane e ricca.

Però, chissà perchè, quando mi chiedono cosa sogno, rispondo sempre la pace nel mondo.

albi

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Non si comprende l'attuale situazione del comune di Messina. Sig. Sindaco del comune di Messina: i messinesi meritano di più. A livello politico,si coglie l'occasione per nuovi protagonismi, per arricchimenti facili, per un saccheggio selvaggio del territorio. La pressione non si capisce bene da chi viene effettuata. I nuovi posti di lavoro(quando ci sono), l'offerta del suolo con nuova destinazione d'uso, qualche cortesia personale, creano una situazione di malessere diffuso, che emerge sempre di più. L'imprenditoria d'assalto legata alla monocultura del mattone, della cantieristica navale, di qualche azienda che appare e poi scompare, condiziona pesantemente la vita politica messinese. Giungendo a subordinare le scelte del cosiglio comunale, succedutosi negli anni, alle varie amministrazioni di enti  che cambiano a ritmo sostenuto. Fulcro di questo malaffare sono i vari assessorti( io ti voto, tu mi fai costruire, io ti voto,tu mi rilasci una licenza, io ti voto, tu mi dai un posto di lavoro). Al trionfo del malaffare, la magistratura risponde, con arresti e processi. I più delle volte si concludono con amnistie, scadenza di termini, assoluzioni parziali. Ma quali sono, in particolare le tecniche usate dal ceto politico messinese per continuare a detenere un potere così distante dalle necessità sociali? C'è da ricordare l'assoluto interscambio tra le coalizioni (destra, centrodestra, sinistra centrosinistra), le quali stando all'opposizione si mostrano vicine ai bisogni della collettività, stando al governo della città danno prova ampia di distacco totale dei loro bisogni. Sig. Sindaco un problema reale, intenso, è molto sentito dagli abitanti dei villaggi di Tipoldo, Larderia sup, Larderia inf,  Tremestieri, Pistunina, parte di Zafferia, parte di Contesse: è il cimitero di Larderia che deve sopportare una utenza di  circa 10.000 abitanti. Sig. Sindaco, Sig. Assessore al ramo, mi chiedo e vi chiedo: è giusto che gli abitanti di questi villaggi vengono trattati così? E' giusto dire ai parenti del defunto( dopo essere nato e cresciuto nel suo villaggio, sicuramente ha pagato le tasse, qualcuno avrà fatto pure la guerra) che la salma verrà tumulata in altri siti cimiteriali. E' mai possibile che problemi dove c'è prevista la spesa di decine di milioni di EURO, i soldi si trovano, dove cè da investire poco, i soldi sono sempre pochi o, nienteaffatto? I cittadini hanno capito pure che, il Sindaco, l'assessore, il consigliere di turno concedono favori in cambio di voti. Si interessano personalmente delle fognature, del lampione spento, delle buche per le strade, dell'acqua inquinata che giumge nelle nostre case. Poichè il rapporto col politico è personalizzato, in questo territorio saccheggiato vige un'omertà dilagante. La mancanza di trasparenza negli atti amministrativi è sempre attiva. Sig. Sindaco del comune di Messina, Sigg. Assessori, Sigg. Consiglieri. I MESSINESI MERITANO DI PIU'
          

RIFLESSIONI DI UN FEDELE

Ogni anno la notte del quattro agosto, a Larderia si glorifica la Madonna di Dinnammare.

Per gli abitanti di larderia, per gli emigrati di larderia e, per i tanti devoti, quella notte non è mai stata notte.

L’immagine della Madonna si muove dalla parrocchia dopo la funzione religiosa, posta in una cornice di legno decorata di semplicità.

Viene portata a braccio, accompagnata dalla banda musicale e, da una moltitudine di gente con gli occhi  umidi dalle lacrime. La vergine unita alla processione, attraversa i  villaggi di larderia, arriva così, in contrada S.Biagio. Un breve saluto ed inizia il pellegrinaggio.

Ella si avvia verso il monte, dove un giorno fu portata dal  pastorello Occhino.

I devoti  non curanti della strada di campagna irta e scoscesa, intraprendono il loro cammino in compagnia della Madonna.

Si  cammina con fresca lena e, con il cuore gonfio di gioia. Affacciati alla valle, sul monte s’intravvede una luce, è la nostra cometa.

Giù nel fondo della valle.... che solenne silenzio!

La non arriva la voce del mondo, in quella valle è pace, i miseri affanni, i pettegolezzi, le vanità che spesso ci angustiano sono dimenticati.

Ci si inerpica su quella strada cosi strana e cosi bella, illuminata dalla luna e dalle stelle.

All’alba quando il sole colora la vetta con i suoi raggi, si cammina su per il pendio, tappezzato  d’erba tenera, dove un  giorno c’erano boschi ricchi di alberi ombrosi da tronchi contorti, ora qualche quercia, con le sue foglie tremolanti al minimo soffio di brezza.

Giù dalle rocce scendono rivoletti, nati da polle sotterranee e da valloni, le acque limpide e gelide contornate da un margine erboso.

Le acque di  questi  rivoletti, si uniscono e si riversano correndo dai fianchi del monte, per diventare spumeggiante torrente  di vita per  la nostra valle.

Dopo alcune ore di viaggio, stanchi ma fieri e felici di stare insieme alla Madonna, si arriva  al santuario, dove c’è una chiesetta assai modesta, che si innalza sul monte. Il   quadro della Vergine venerato da migliaia di fedeli e, circondato da fiori e candelabri, una tovaglia di lino bianca ricamata, sono tutti gli arredi di questo umile altare, che per motivi logistici è posto all’esterno.

Come consola il cuore il pregare in quel santuario remoto, nei giorni di pianto e di sconforto. La quando la sventura imperversa, quando gli amici si allontanano, si trascorrono momenti gioiosi.

E dopo aver  recitato la preghiera che ci venne insegnata, ci sentiamo spogliati di ogni dolore e rivestiti di nuove speranze.

Nel breve tempo trascorso in quel santuario, gli angeli del cielo sussurandoci all’orecchio dolci parole, dicono all’uomo che soffre e, che soffrendo si ricorda di Ella, della fede e della speranza. Quando si esce da quella casa benedetta, ci ritroviamo migliori, ci sentiamo più forti a sopportare la nostra croce,a seguire la sua volontà sicuri del suo aiuto.

  

La mattina del cinque agosto di ogni anno, alcuni fedeli risalgono il monte per riprendere il quadro della Madonna. E’ quasi l’alba e, i fedeli incaricati a svolgere questo servizio, sicuramente saranno stanchi. La loro devozione li rende  orgogliosi e felici. Siamo antistante la chiesetta, l’aurora  ci illumina col suo rosso bagliore. Dall’altodi questo monte benedetto, l’occhio si spinge lontano ad abbracciare un vasto orizzonte e, una meravigliosa  bellezza si rivela alla nostra vista.

Ad est dove il sole sprigiona i suoi primi raggi, osserviamo estasiati lo stretto di Messina, con le sue navi traghetto, che ininterrottamente navigano, trasportando treni, auto e turisti.

Ad ovest, retrostante la chiesa, osserviamo incantati la fascia tirrenica che ci offre la meravigliosa visione delle isole eolie.

A sud osserviamo il vulcano Etna,”the big mountain off ire”(la grande montagna di fuoco) così mi disse una ragazza inglese. Con la sua cima innevata e il perenne filo di fumo, il monte domina la Sicilia e, anche a distanza incute timore.

A nord, la nostra vista si perde verso la Calabria, che lontano all’orizzonte il mare si confonde con  una tinta sola, con il cielo.

Tutto questo è superbo, superbamente bello.

Questo monte, è solcato in tutti i suoi punti cardinali, da torrenti e da canali e, abbellito con la visione del lago di Ganzirri.

L’occhio si perde in questa vasta distesa di terra e cielo. Il nostro cuore si sente come purificato, un sentimento buono e gentile  ci commuove, e dalle labbra sgorga come  vena d’acqua, un’ardente preghiera.

Respiriamo a pieni polmoni, quest’aria ricca di ossigeno, con gli occhi spaziamo l’orizzonte.

Qui non arrivano i pettegolezzi, le noie, le calunnie, le finzioni, gli atti crudeli degli uomini. Qui tutto  è grande  puro e sublime. Ognuno di noi pensa, ma non lo dice; questo posto è unico al mondo.

Dopo questa riflessione, il dovere obbliga i fedeli a svegliarsi da questa paradisiaca visione.

Dopo la funzione religiosa, la Vergine in compagnia dei devoti, riprende la strada per tornare al villaggio. Ella viene portata sempre a braccio, finchè giunge in contrada S.Biagio, dove c’è una chiesetta da pochi anni  rimessa a nuovo. Incomincia ora il viavai della gente, che con grande devozione si prosta alla Madonna. Oggi il villaggio si presenta con un aspetto veramente piacevole. Vedi i bambini che cominciano a gironzolare attorno alle bancarelle dei giocattoli. Le persone adulte raccolte a gruppi, che discutono, giocano e ricordano la loro infanzia. Per ognuno di noi  oggi, è veramente festa.

Nel pomeriggio alle 18,30 circa, dalla chiesa del  villaggio si muove la processione. Le campane suonano a festa.

Le bambine  e i bambini vestiti di bianco in testa, a seguire la vara ancora vuota dell’immagine della Madonna, poi la banda musicale. La gente sul terreno sparge petali di fiori.

E’ un onore, un privilegio ottenere il posto ad una delle  stanghe che sosterrà il quadro della Vergine.

Dopo qualche ora di processione, la vara, con i fedeli arrivano al posto stabilito, per riprendere il quadro della Madonna.

Il  parroco tenendo in alto le reliquie della Santa benedice i fedeli e offre il suo sermone.

Si riparte da S.Biagio e, la  processione lentamente avanza, e, gli assordanti  strumenti  musicali, ci fanno sentire le loro note, ora striduli, ora flebili, ora solenni. Sotto le stanghe della vara vi trovi di tutto, il forzuto, lo stupido, chi racconta barzellette, e spesso c’è persino chi litiga. Ma,tutti meritano rispetto.

Piano piano, arriviamo nella piazza di Larderia sup., dove c’è una folla di fedeli che  accoglie la Madonna e la processione con un caloroso applauso. Si incomincia a vedere qualche lacrima.

La vara con la Vergine viene posta al centro della piazza, dove sosterrà per circa venti minuti. Si riparte con le note della banda musicale, dove i portatori, con un movimento ora avanti, ora indietro, obbligano i fedeli a qualche lacrima di commozione.

Sono passati circa due ore da quando la processione è partita da S.Biagio.

Arriviamo a Larderia inf.

Ogni devoto,  ogni fedele, si rende conto cosa è la Madonna di Dinnammare. Piano  piano si arriva nella piazza, dove c’è una gran folla e un gran numero di ambulanti, che mettono in mostra la propria merce, attirando così l’attenzione e, le bramose voglie dei bambini, mentre le mamme cercano di acquietarli con amorevoli  con amorevoli  rimproveri. Questa è la più grande festa del villaggio.

Dopo essere arrivati finalmente in contrada  marchese, la processione fa ritorno verso la casa benedetta. Dico finalmente  perché i portatori  della vara e, la banda musicale, sono stanchi, sono stanchi gli uni che gli altri.... stanchi ma felici.

Arriviamo così, davanti alla chiesa dove verrà posta la Madonna.

Con lo stesso movimento che si è fatto nella piazza di Larderia sup. ora avanti, ora indietro, ma, molto più accentuato di lacrime ne vediamo molte di più.

Entrata nella navata centrale della chiesa, incominciano gli applausi e, un ondeggiare dolce e soave da far rabbrividire.

Questo è il momento più bello di tutta la giornata, perché su tutti i volti brilla la gioia, su tutte le labbra un sorriso, in tutti gli occhi una lacrima di commossa felicità.

Poi  tutti insieme con devozione gridiamo: VIVA MARIA     VIVA MARIA      VIVA MARIA.

Tutta la processione, i portatori della vara e, la banda musicale, sono contenti e, nello stesso tempo tristi: contenti, perché hanno avuto l’onore di riportare alla dimora la Madonna, triste perché   è finita. E’ notte alta, si accendono i fuochi  artificiali, il canto di un uomo poco sobrio rompe il silenzio.E’ l’ultima eco della festa del villaggio.

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Paesani.............. un saluto a tutti voi.

 

Esiste in ognuno di noi una forza capace di rivoluzionare la nostra vita, di trasformarla radicalmente la nostra quotidianita'?

 

Ogni settimana la raccolta rifiuti viene effettuata..... ed anche quella del reciclaggio (plastica-vetro-lattine-carta)ecc......

(volevo aggiungere foto, ma non ci riesco)

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 GESU' nel Tempio

GESU' nel Tempio disse: l'asciate che i bimbi vengano a Me,perche' di lore e'.........

I bimbi rispondono:  GESU', come possiamo?  La cancellata e' troppo alta per noi, rischiamo di farci del male,  se volessimo scavalcarla.

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Avete mai osservato attentamente il Quadro della Madonna di Dinnammare?

Il particolare e' riferito al Bambino,si nota una assimmetria delle spalle rispetto alla posizione della testa ,la spalla destra rispetto alla sinistra e' nitevolmente fuori misura rispetto alla sinistra,il posizionamento della testa e' alquanto strana,sembra..appoggiata sul corpo con una strana posizione di prospettiva visiva.Voi,notate cio' che ho descritto?

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Eremo di Sant'annaCostruito verso la metà del XVI secolo, l'eremo, sotto l'antica denominazione di Convento di Sant' Anna, fino alla metà dell' 800 ospitò una comunità di suore, ma poi, con il tempo, più volte alluvionato, si ridusse quasi ad un rudere. Sorge nelle vicinanze dell'antica Chiesa di San Giovanni Battista ed è caratterizzato da un prospetto sobrio ed elegante di classica architettura cinquecentesca. Si trova in un angolo incantevole del territorio di Larderia con una vista spettacolare della Parrocchia San giovanni Battista con sullo sfondo il forte cavalli. Un tempo circondato da un vastissimo agrumeto era allietato dagli effluvi della zagara primaverile e dalla vegetazione particolare dei colli peloritani. La planimetria originale risale agli inizi del XIV secolo ma l'Eremo venne restaurato agli inizi del '700 dai Moncada che erano in quel periodo divenuti principi di Larderia e resisi insigni per la loro attività nel campo civile ed ecclesiastico, oltre che per le opere che ci hanno lasciato, come il Palazzo, dalla linea maestosa ed austera, di stile rinascimentale, ed un bellissimo Arco monumentale, che immetteva nei giardini del loro feudo. L'attuale proprietà lo ha riportato all'antico decoro e lo ha destinato ad una caratteristica azienda agrituristica con ottimi risultati. La struttura è situata a 250 metri sul livello del mare e dista circa 100 metri dal centro abitato di Larderia, a 2 km dalla spiaggia, a 7 km dal centro storico di Messina. Grazie alla sua posizione permette di raggiungere in poco tempo varie località turistiche quali Taormina, Catania e l'Etna, le isole Eolie e Tindari.
 
Eremo di Sant'anna, oggi azienda agrituristica
Eremo Sant'anna Esterno
Per info e contatti visita il sito dell'Agriturismo di Larderia
http://www.agrieremo.it

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Lavorare su se stessi. Io ho già lavorato su me stesso, a lungo e accuratamente, lavoro da quando sono nato e tanto forse mi basta, mi sta bastando ma sono convinto che non basterà. E' ovvio che poi è un work in progress costante, però si fà moltissimo, tanto, a volte si pensa di aver fatto troppo in poco tempo ma poi si dice... work in progress sempre ed in ogni situazione.... work in progress all'infinito!!!

Mi sono accorto, che sono gli altri che devono lavorare su loro stessi, nella pressocché totalità dei casi. Osservare, osservare, osservare molto per vedere cose che qualche tempo fa non si notavono, si sorvolava. E' qui il meglioramento, il lavorare su se stessi. Quando conosco nuove persone mi sembra di avere come un presscontrol che misura chi ho davanti a primo impatto riuscendo a interpretare segnali che prima mi sfuggivano. Volontariamente o no non lo so ma oggi vedo ciò che prima nascondevo ai miei occhi. E l'osservazione deve essere spietata, fare radiografie prima ancora che chi sta davanti apri bocca. Se c’è un segnale di qualcosa che non va, dovrà scattare l’allarme rosso nel cervello e chi sta davanti viene messo in quarantena per un’osservazione ancora più attenta e meticolosa, come gli antivirus fanno con i trojans sui PC. Non passare mai sopra a dettagli che sembrano minuscoli. I dettagli non si possono nascondere come i grossi difetti... nulla più deve scappare ad una osservazione attenta di parole e comportamenti.

Mi sembra di non aver mai sbagliato, negli ultimi tre-quattro mesi, una diagnosi di osservazione, e di questo devo ringraziare me stesso e qualche amico fidato che mi ha fornito gli strumenti con i quali potenziare la mia originaria capacità di osservazione (che già non era male, ma a volte si sbagliava).

Cosa sbuca dalla mia osservazione? Un mondo desolante, pauroso, tutto da aggiustare. Di persone vere ne avrò conosciute in tre mesi o più… mmmm… un paio direi, su decine che mi sono capitate sotto tiro, anche per conoscenze mooolto superficiali. Quelle decine? Sono da ricovero, la maggior parte di loro ha seri problemi psicologici e manco se ne rende conto; gli altri non sono da meno, perchè sono meschini, infami, pronti a usare le tue parole contre di te, e la cosa peggiore è che sono consapevoli di esserlo, consapevoli di fare ciò. Dovrebbero andare in analisi, da qualcuno moooooolto bravo, e moooooolto a lungo (i meschini invece dovrebbero solo andarsene a fanc….o, ma non ho avuto problemi a mandarceli direttamente in prima persona: sono SEMPRE stato MOLTO schietto per mia fortuna).

C'è gente in giro che mi disgusta profondamente, anzi mi fanno proprio schifo a dirla tutta, perchè sono sub-umani, uomini e donne, di una stupidità tale che ti chiedi com’è che certa gente non viene soppressa per legge nella culla, o perchè viene permesso ai loro genitori - che in genere sono altrettanto vuoti - di metterli al mondo, invece che far loro una bella vasectomia o legare le ovaie; si dice "aiutati che Dio ti aiuta", così come io mi sono sempre aiutato da ME; "mors tua vita mea", a ’sto punto.

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Non svegliarmi, ancora un momento. Sento che sto per fare un sogno fatto mai. Non svegliarmi, c'è ancora del tempo, per rifare un sogno che forse scordai, o non feci mai. Forse mi trovo al centro di qualche passione, preso dall'ebbrezza di andare, di provare, con l'animo acceso da chissà quale ragione; una illusione o chissà, un lampo che a volte ti prende ma poi forse niente ti da. Tu lascia che cresca con calma il desiderio, voglio conoscere la parte più vera che c'è. Forse riposo sul verde di una nuova conquista, una terra ancora mai vista, pago di aver preso dal mondo quel bene sperato... il frutto più dolce che c'è, una certezza o chissà, un lampo che a volte ti prende, e poi tutto ti da. Non svegliarmi, ancora un momento perché quello che ho visto è tutto vero, è tutto vero..... E' un gesto illogico del vivere, è un grido del corpo nella solitudine dell'universo, è carne dell'anima, disordine all'inizio del desiderio. Vengo ogni sera in questo posto, ma parlo poco e a volte la breve avventura mi lascia solitario più di prima. Ma mi fa comunque piacere l'allegria di una sera, una sera che si ripete. Ci sarà un giorno da vivere, oppure un giorno per cambiare. Un giorno non solo per me, trovare qualcosa da conquistare, qualcosa da fare non solo per me. Ci sarà un modo per dire le cose taciute, un modo ci sarà... un modo per dire quelle cose non dette.. non dette non solo per me. Ma mentre mi fermo un momento a pensarci, è già domani qui e la luce del sole entra prepotente dalla finestra. Volere troppo è come non volere niente, ci vuole calma e ragione. Per puro caso insieme alla ribalta, dobbiamo dare il buon esempio ed andare a testa alta. Eccoci, siamo noi sicuramente i migliori, noi stessi, esistiamo.. ed anche i nostri infiniti difetti ci danno carattere. Ho fatto ancora tardi ieri sera, con gli occhi gonfi mi sveglio soddisfatto di quel che è successo. Qualcuno mi ha spinto quassù e lo show deve andare avanti.

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Ho imparato... che la vita è dura...Ma io di più!!!

Ho imparato.. .che le opportunità non vanno mai perse... quelle che lasci andare tu non tornano più... e le prende qualcun altro.

Ho imparato... che quando serbi rancore, amarezza e odio la felicità va da un'altra parte.

Ho imparato... che nella vita si è soli.. qualcuno ogni tanto cammina a noi paralleli... ma ognuno è libero di prendere quel bivio che sta sempre di fronte a noi.

Ho imparato...che bisognerebbe sempre usare parole buone... perché domani forse si dovranno rimangiare.

Ho imparato... che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.

Ho imparato... che nessuno è perfetto... finché non ti innamori.

Ho imparato...che non posso scegliere come mi sento... ma posso sempre farci qualcosa.

Ho imparato... che le persone cambiano col tempo... sempre in peggio dal momento che le conosci.

Ho imparato... quanto conta il lavoro... e non solo per i soldi.

Ho imparato... a riconoscere l'amicizia... quella vera.

Ho imparato... che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno... ti ha agganciato per la vita.

Ho imparato... che tutti vogliono vivere in cima alla montagna.... ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.

Ho imparato.... che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.

Ho imparato che... conta solo il presente. Ne il passato, ne il futuro... solo il presente.

Quello che ancora non mi è chiaro è... quante cose si devono imparare nella vita?

 

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Da una ricerca pubblicata in questi giorni su un noto giornale scentifico britannico risulta che gli Inglesi passerebbero in media 36 anni della propria vita adulta seduto. 36 anni passati davanti alla tv, a internet, guida dell'auto e pasti, sono pari a 14 ore e 28 minuti al giorno o 18 giorni al mese passati da seduti. L'esercizio fisico coinvolge, invece, solamente sei giorni l'anno. Tre ore al giorno sono trascorse davanti al pc e 49 giorni l'anno davanti alla tv. Per cinque ore alla settimana, risulta nella ricerca, i britannici leggono, che è pari al tempo che trascorrono al volante. 

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Lo stato e la chiesa cattolica sono, nel proprio ordine, indipendenti e sovrani

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E' indubbio che la felicità è legata anche ad una salute di ferro, alla giovinezza, all' aspetto fisico, ai soldi. E' certo che queste possono aiutare ma, solitamente, questi piaceri materiali da soli non bastano. E' felice chi vede la vita con un atteggiamento psicologico positivo riuscendo a superare meglio anche periodi difficili ed avversità che non sono eccezzioni nella vita, sono regole... sono la norma. Il piacere viene spesso associato con la felicità ma, nonostante possiamo permetterci quello che una volta era considerato un lusso, è difficile collegare questo come causa di felicità. Una vita ricca di piaceri non è detto che si sinonimo di una vita felice perchè il piacere è un sentimento effimero: non appena cessa, svanisce anche l'emozione positiva.

"Una vita fatta di piaceri a buon mercato, che non comporta mai qualche sfida, è una vita che conduce alla noia e alla depressione. L'essere umano ha bisogno di crescere, di mettersi alla prova, di sviluppare i suoi talenti e le sue potenzialità" [Seligman].
L'uomo deve esprimere le sue qualità. Abbiamo capito ormai che l'infelicità viene da sé ed invece la felicità va cercata e costruita giorno per giorno. C'è ne accorgiamo tutti i giorni che non è per nulla semplice essere felici. Intanto occorre essere persone ottimiste non fingendo che tutto vada bene, quando si sta attraversando un periodo difficile ed è qui che bisogna essere ottimisti. L' ottimismo è consapevolezza di essere in grado di affrontare le difficoltà della vita e
focalizzare quello che di buono e di positivo c'è nella nostra esistenza ed inoltre e non per ultimo, occorre essere altruisti. Chi è pessimista tende a concentrarsi sui problemi, gli ottimisti cercano sempre di concentrarsi sulle soluzioni. E poi il lavoro, il luogo dove trascorriamo la maggior parte della nostra giornata e che molto spesso coinvolge anche emotivamente la nostra persona. Il lavoro  diventa fondamentale nella continua ricerca della felicità e, se quest'ambito della nostra vita è insoddisfacente, la nostra soddisfazione personale ne risentirà notevolmente. Bisogna cercare di mettere sempre il nostro tocco personale in quello che si fa utilizzando le proprie potenzialità personali e vedere il proprio lavoro come un contributo al bene comune. Questo attegiamento rende anche il lavoro più noioso, quello meno gravoso, un lavoro importante.

L'essere umano ha bisogno di stimoli, di scoprire e utilizzare i propri talenti. Chi non si sfida mai, chi non si mette alla prova per paura di fallire, non può realizzare il suo potenziale. E una persona che vive un esistenza monotona e senza stimoli, difficilmente sarà felice.

 

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Uahhuu che domanda!!! Ad un primo approccio la cosa che mi viene da scrivere è che “ognuno ha la sua” ed è “proprietario indiscusso solo della sua vita”. Ma quante cose succedono, alcune prevedibili, altre impensabili. Alcune cercate altre totalmente impreviste. Insomma, sembra come un gioco in cui ognuno partecipa senza averlo chiesto a nessuno, con l’incognita del domani…. costante, sempre presente, incredibilmente vera. Ma chi può dire “domani mi succederà…..!!!!” . Non può dirlo nessuno. Nessuno.

Come uomo di fede, la vita è un “dono” di Dio. La vita sorge e si sviluppa dall'iniziativa salvifica di Dio in Gesù Cristo. E' un dono affidato all'uomo, che la amministra con tutto l’impegno, la custodisce, la promuove e la sviluppa come se dipendesse tutta da se stesso e da Dio.

Nella sua identità profonda la vita ci sembra un mistero grande e ineffabile; tutto può sfuggire in un istante. Tutto questo perché la vita è la proprietà fondamentale dell'uomo e l'uomo è la sua vita, ma la vita non è solo la sua autocoscienza, la sua razionalità; è nemmeno soltanto i suoi sentimenti o la sua corporeità, le sue emozioni, i suoi dubbi e le poche certezze. E’ un tutt’uno di tutto questo.

E tutto è vero, niente è falso… ciò che accade nella vita accade davvero, e com’è importante rialzarsi dai momenti difficili come godere di gioia di qualcosa che è bello. Sono tutti momenti della vita che ognuno deve gestire da solo, perché la vita è unica ed ha un unico proprietario.

Se pensiamo a cosa influisce nella vita di ognuno oggi sappiamo che una parte è geneticamente trasmessa, l’altra dipende dall’ambiente o, per meglio dire, dalla società in cui viviamo. Geneticamente trasmessa??? Bhaaa… secondo me è tutto cultura, ambiente, società, relazioni sociali. L’uomo si plasma in società. Un esempio…. Una bambina che non ha mai pettinato i capelli ad una bambola, o non ha mai avuto un bambolotto, non sarà mai una vera donna. O no?

Se un uomo non lavora, potrà mai sentirsi realizzato nella sua vita? Direi di no.

Se un anziano non è soddisfatto di quello che ha fatto in passato, sarà mai felice negli ultimi anni della sua vita? Decisamente no.

Dopo questi stupidi esempi ho scritto che la vita di ognuno dipende principalmente dalla società in cui ha vissuto, in cui vive, ed in quella in cui vivrà. Diversi stadi evolutivi attraversa l’uomo nella sua vita…. Sono delle fasi particolari che l’individuo deve attraversare obbligatoriamente. Queste cominciano sin dall’infanzia quando il neonato, spaventato e atterrito dalla nascita deve combattere il suo sentimento di sfiducia verso tutto quello che lo circonda trasformandolo, con l’aiuto dei genitori, in fiducia, grazie alle cure e all’interesse che questi sanno dare al proprio figlio.

Le fasi hanno un importanza differente ma i primi anni di vita sono i più delicati in quanto plasmano l’animo e la ragione. La risoluzione di questi conflitti è determinata di volta in volta dall'interazione tra le caratteristiche dell'individuo e il sostegno che sa dargli l'ambiente sociale; e così si intende come fondamentali sono le prime fasi che sono anche i primi, decisivi, conflitti. Come l’autonomia contro la vergogna ed il dubbio, lo spirito di iniziativa contro i sensi di colpa, e poi l’ essere industriosi e non sentirsi mai inferiori e, nel periodo adolescenziale, trovare una propria identità evitando la dispersione ricercando anche l’intimità evitando l’isolamento. L’uomo deve poi tenere lontana la stagnazione presentando in ogni dove la sua creatività. E poi da anziani… le persone mature osservano la vita in retrospettiva e la valutano. Se il giudizio che ne danno è positivo, se si ritengono soddisfatti perché la propria vita risulta in definitiva significativa e coinvolgente, sperimentano un senso di pienezza, di armonia e di ricchezza. Se al contrario si trovano a rimpiangere le energie mal utilizzate, le occasioni perse o le domande a cui non sono riusciti a dare risposte, provano sconforto e disperazione: la propria vita sembra, alla fine, essere stata priva di senso. Tale esito finale è un prodotto cumulativo di tutte le risoluzioni dei conflitti precedenti che ci fanno capire come sia la società ad essere decisiva nella vita. Un Urlo ci sta perfetto. hihihi.

Aaaaa….. la vita, ma chi c’è l’ho fa fare a starci dentro? Eppure la possediamo e forse, forse è un dono, sono momenti che si susseguono uno dopo l’altro senza mai arrestarsi. Attimi lunghissimi o infinitamente brevi che si rincorrono, sempre ed in ogni caso.

Ma visto che ci siamo dobbiamo provarci, tentare di farci una vita di qualità, una vita che ci piaccia e che rispecchi il nostro carattere in tutto e per tutto. Potremmo anche non riuscire, fallire, perché c’è la società attorno a noi ed è lei che dirige la nostra vita. Ma pensare di non avere il volante in mano della nostra vita mentre la società che è attorno a noi ci pressa significa rinunciare a priori a farsi una vita. Perché una vita si “deve fare”, cercando gli eventi ed evitando di farsi colpire da essi. E’ difficile!! È molto difficile ma occorre sempre provarci anticipando o prevedendo gli accadimenti. Eventi imprevisti ed imprevedibili ve ne saranno sempre ma per evitare il conflitto interiore, se ne abbiamo la possibilità e l’opportunità, occorre in momenti decisivi della nostra vita, prevedere con la ragione e l’esperienza ciò che potrà accadere. Chissà… magari qualche volta ci si indovina!!!!

 

continua.....

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