25 apr, 2018

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Uberto Bonino e Maria Sofia Pulejo

Messina City - Messinesi Illustri

uberto boninoMaria Sofia PulejoNel 1972, Uberto Bonino e Maria Sofia Pulejo decisero di istituire una Fondazione che attraverso delle borse di studio consentisse ai giovani laureati in Medicina e Giurisprudenza di frequentare stage di perfezionamento entrambi erano convinti di poter coniugare l'efficienza del settore privato con le finalità "sociali" dell'impresa. La redistribuzione "mirata" dei profitti nel campo della cultura e della qualificazione professionale, era, infatti, secondo loro il modo migliore per stimolare la crescita della società meridionale. Bonino in particolare sapeva fondere la mentalità del settentrionale con la tenacia tipica della nostra terra. Egli, infatti, nato a La Spezia il 13 marzo 1901 da Teofilo e Luisa Vignolo Koller (un suo bisnonno fu presidente del primo Senato del Regno d'Italia), si trasferì a Messina dove il padre era stato destinato come ammiraglio. Manifestò sin dalla giovane età una notevole capacità manageriale che lo portò in pochi anni a diventare (1927) amministratore delegato della Molini Gazzi Spa. Collaborando con il suocero, Gian Silvestro Pulejo, egli contribuì in misura considerevole al potenziamento degl'impianti e all'estensione della rete distributiva. In seguito (1939) divenne presidente della Banca di Messina. Nell'immediato dopoguerra coordinò la ricostruzione degli stabilimenti, distrutti completamente dai bombardamenti angloamericani e decise subito dopo d'intraprendere la carriera politica militando nel Partito liberale. Eletto deputato all'Assemblea costituente, contribuì attivamente a porre le basi giuridiche della nuova Repubblica e venne confermato nel 1948 alla Camera. Le vicende politiche dell'epoca lo indussero, nelle elezioni del 1953, a scegliere il Partito monarchico: fu un'altra lusinghiera affermazione. Nel frattempo aveva già fondato (aprile 1952) la "Gazzetta del Sud", quotidiano destinato a divenire in breve tempo leader nell'area siculo-calabra. Il giornale divenne uno strumento importante per le affermazioni degl'ideali ispirati alla tolleranza democratica e al libero mercato propri di Bonino.

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