24 set, 2018

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Viaggi Spaziali

Larderiaweb in Trasferta - Appunti di Viaggio

Una passeggiata per lo spazio, semplicemente per imitare Jurij Gagarin o Neil Armstrong alla modica cifra di 30 milioni di dollari. Sfizi da magnati americani, come Richard Garriott. L'astronave Sojuz TMA-13, modello russo, che trasportava un equipaggio composto da tre aviatori spaziali: un progettista di giochi americano e altri due cosmonauti, Micheal Fincke e Yuri Lonchakov, ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale, due giorni dopo il decollo dal cosmodromo di Bajkonur, in Kazakistan.
Voli da sogno quelli che la società specializzata nelle trasvolate galattiche offre a munifici privati a prezzi non proprio stracciati. Vagare nella stratosfera comunque è un vizio di famiglia. Il padre di Richard, Owen è un astronauta della Nasa ed ha applaudito ed osservato l'intero svolgimento della missione spaziale dalla sala di controllo russa, situata a pochi chilometri da Mosca. “Sono contento che sia andato tutto bene, non mi è sembrato che ci fosse grande apprensione oggi, o al momento del lancio”.
Garriott non è certo un pioniere delle spedizioni sopra le nuvole. Un capriccio da nababbi, che ebbe inizio nel 2001. Oggi il turismo spaziale, è considerato una frontiera interessante in espansione da diverse compagnie. Si va dai voli suborbitali con altezze massime dal costo di 200mila $ a passeggero.
I voli nello spazio sono gestiti esclusivamente dalle agenzie nazionali, i turisti possono salire dopo aver sostenuto addestramenti specifici, previa insindacabile parere medico. Il volo comunque costa nell'ordine dei 20 milioni di euro, facendo una media ponderata tra quelli che hanno preceduto Garriott.
Un'ebbrezza da bruscolini per questi hobby da paperoni. Diverse aziende stanno progettando di sbarcare tra i pianeti e investito milioni nella progettazione. Secondo una relazione della Nasa e uno studio giapponese il turismo spaziale potrebbe fruttare almeno dieci miliardi di dollari entro i prossimi vent'anni. Previsioni ostacolate solo dall'affidabilità della sonda di lancio, che dovrà essere riutilizzabile dopo una prima odissea nello spazio.

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